Provincia Lecco: chiedere trasparenza e pari dignità è la base della Democrazia
È davvero “grave” auspicare che le priorità di intervento in Provincia di Lecco non siano condizionate dall’appartenenza politica del Comune che le richiede? Crediamo proprio di no. Riteniamo anzi che sia dovere di ogni amministratore mettere in campo ogni strumento di trasparenza e partecipazione necessario per evitare anche solo il sospetto di disparità di trattamento.
A livello provinciale il rischio di condizionamento è reale, dati i pesi politici e le mappe elettorali ben note del territorio. Per questo riteniamo grave e preoccupante la reazione del Vicepresidente Micheli che, apparendo scandalizzato, ha negato a priori l'esistenza stessa del tema. Ignorare questa esigenza significa minare il senso istituzionale della Provincia e porta solo ad alimentare la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica.
Chiedere un modello chiaro di rilevazione dei bisogni e conoscere i criteri oggettivi e il razionale che determinano la scelta di un intervento rispetto a un altro è la base irrinunciabile per un Ente che intenda definirsi davvero la "casa di tutti gli 84 Comuni" lecchesi. Da amministratori sappiamo benissimo che le risorse sono limitate e che non tutte le richieste possono trovare risposta immediata: proprio per questo servono modalita’ chiare e trasparenti per tutti e scelte politiche di cui assumersi la responsabilità senza nascondersi dietro i pareri dei tecnici. Non sono in discussione gli atti che approviamo in consiglio, ma chiediamo massimo rigore e attenzione su quanto avviene prima: dalla valutazione del bisogno alla definizione delle priorità.
Per uscire dai preconcetti di cui ci ha accusato il vicepresidente abbiamo chiesto 2 mesi fa i dati sugli interventi viabilistici attuati nel corso del mandato. Pare che ora la documentazione che abbiamo chiesto sia pronta e quindi potremo verificare nei fatti la localizzazione degli interventi e avere un quadro più chiaro e trasparente.
La politica provinciale deve continuamente mettere al centro i territori e le esigenze dei comuni: devono essere i Sindaci, in rappresentanza delle proprie comunità e dei Consigli comunali, a tracciare le strategie territoriali insieme alla Provincia. Occorre massima vigilanza affinché le scelte dell'Ente non diventino subalterne a logiche di appartenenza politica. Alla Presidente Hofmann ricordiamo con fermezza che i tavoli operativi e i gruppi di lavoro non sono una "gentile concessione" della maggioranza, ma il pilastro del confronto democratico e frutto di una scelta condivisa.
A dimostrazione di chi interpreti le istituzioni con reale senso del dovere c'è infine un fatto politico emblematico accaduto durante l'ultimo Consiglio Provinciale: al momento del voto sulla 9ª variazione di Bilancio, la maggioranza si è trovata scoperta per l'assenza del proprio capogruppo. Come minoranze, dopo esserci sentiti sottolineare da presidente e vicepresidente il ruolo della maggioranza avremmo potuto bloccare l'atto con un voto contrario evidenziando che una delle cose semplici che deve fare la maggioranza è garantire il numero legale. Non lo abbiamo fatto. Con senso di responsabilità abbiamo scelto di mantenere il voto di astensione per non penalizzare il territorio e non bloccare risorse fondamentali per il territorio provinciale, a partire dai 540.000 euro destinati alle Doti di lavoro per le persone con disabilità.
Sulla trasparenza di trattamento e sulla dignità dei Comuni, di tutti i Comuni, non faremo sconti di nessun tipo perche’ la posta in gioco e’ l’essenza stessa della POLITICA.
A livello provinciale il rischio di condizionamento è reale, dati i pesi politici e le mappe elettorali ben note del territorio. Per questo riteniamo grave e preoccupante la reazione del Vicepresidente Micheli che, apparendo scandalizzato, ha negato a priori l'esistenza stessa del tema. Ignorare questa esigenza significa minare il senso istituzionale della Provincia e porta solo ad alimentare la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica.
Chiedere un modello chiaro di rilevazione dei bisogni e conoscere i criteri oggettivi e il razionale che determinano la scelta di un intervento rispetto a un altro è la base irrinunciabile per un Ente che intenda definirsi davvero la "casa di tutti gli 84 Comuni" lecchesi. Da amministratori sappiamo benissimo che le risorse sono limitate e che non tutte le richieste possono trovare risposta immediata: proprio per questo servono modalita’ chiare e trasparenti per tutti e scelte politiche di cui assumersi la responsabilità senza nascondersi dietro i pareri dei tecnici. Non sono in discussione gli atti che approviamo in consiglio, ma chiediamo massimo rigore e attenzione su quanto avviene prima: dalla valutazione del bisogno alla definizione delle priorità.
Per uscire dai preconcetti di cui ci ha accusato il vicepresidente abbiamo chiesto 2 mesi fa i dati sugli interventi viabilistici attuati nel corso del mandato. Pare che ora la documentazione che abbiamo chiesto sia pronta e quindi potremo verificare nei fatti la localizzazione degli interventi e avere un quadro più chiaro e trasparente.
La politica provinciale deve continuamente mettere al centro i territori e le esigenze dei comuni: devono essere i Sindaci, in rappresentanza delle proprie comunità e dei Consigli comunali, a tracciare le strategie territoriali insieme alla Provincia. Occorre massima vigilanza affinché le scelte dell'Ente non diventino subalterne a logiche di appartenenza politica. Alla Presidente Hofmann ricordiamo con fermezza che i tavoli operativi e i gruppi di lavoro non sono una "gentile concessione" della maggioranza, ma il pilastro del confronto democratico e frutto di una scelta condivisa.
A dimostrazione di chi interpreti le istituzioni con reale senso del dovere c'è infine un fatto politico emblematico accaduto durante l'ultimo Consiglio Provinciale: al momento del voto sulla 9ª variazione di Bilancio, la maggioranza si è trovata scoperta per l'assenza del proprio capogruppo. Come minoranze, dopo esserci sentiti sottolineare da presidente e vicepresidente il ruolo della maggioranza avremmo potuto bloccare l'atto con un voto contrario evidenziando che una delle cose semplici che deve fare la maggioranza è garantire il numero legale. Non lo abbiamo fatto. Con senso di responsabilità abbiamo scelto di mantenere il voto di astensione per non penalizzare il territorio e non bloccare risorse fondamentali per il territorio provinciale, a partire dai 540.000 euro destinati alle Doti di lavoro per le persone con disabilità.
Sulla trasparenza di trattamento e sulla dignità dei Comuni, di tutti i Comuni, non faremo sconti di nessun tipo perche’ la posta in gioco e’ l’essenza stessa della POLITICA.
Il gruppo consiliare “La Provincia – Territorio Bene Comune”
























