Merate: è morto Stefano Maggioni, 55 anni, gestore di pub

Si è spento, dopo una lunga battaglia contro la malattia che purtroppo non gli ha lasciato scampo, Stefano Maggioni, 55 anni compiuti ad agosto.
Residente a Merate con la moglie Annalisa Albani, contitolare dell'omonima pasticceria e panetteria di piazza Prinetti, e i figli, era conosciutissimo in città e oltre per la sua attività nel campo della ristorazione.
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Nel corso della sua pur breve esistenza, infatti, si era affermato nella gestione di diversi pub e locali tra cui la birreria di Cassina (ex Mister), il bar centrale di Imbersago e un'attività del medesimo ramo a Vimercate.
Una intraprendenza e un coraggio nell'affrontare nuove sfide e mettersi in gioco che aveva dimostrato anche negli anni della malattia tanto che lo scorso anno, nel mese di febbraio, aveva dato vita a una associazione “La Nostra Strada” per stare accanto a tutti coloro che come lui stavano soffrendo e combattendo per resistere.

Amici cari,
come molti di voi sanno, recentemente il mio cammino ha incontrato sfide inaspettate. Affrontare un tumore cerebrale è stato ed è un percorso difficile, ma mi ha anche mostrato la forza della comunità e del supporto reciproco.
Con questo spirito, ho avviato “La Nostra Strada”, uno spazio dedicato a chi sta vivendo esperienze simili, alle loro famiglie e a chi li assiste quotidianamente. Qui possiamo condividere esperienze, offrire consigli pratici e sostenere emotivamente chi ne ha bisogno.
Se conoscete qualcuno che potrebbe trarre beneficio da questo supporto, vi invito a condividere la nostra pagina e a diffondere il messaggio. Insieme possiamo fare la differenza.
Grazie di cuore per il vostro sostegno
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Qualche mese dopo la malattia era tornata a ripresentarsi, aggredendolo con violenza, così come aveva raccontato in un post del novembre 2025, rivelando comunque la volontà di restare aggrappato alla vita e ai suoi affetti.

Mi ero illuso di averti sconfitto.
Per due anni sei rimasto nell’ombra, lasciandomi respirare, vivere, sperare.
E invece eccoti di nuovo, silenzioso ma presente, con quel tuo ghigno bastardo che non
dimentico.
Mi costringi a rimettere i guantoni e a tornare sul ring della vita.
Ma sappi una cosa: non mi troverai impreparato.
La mia pelle la venderò cara, perché ho ancora troppo da dire, troppo da dare.
Ho conti da chiudere, sogni da portare avanti, persone da abbracciare.
E soprattutto, ho un esempio da lasciare ai miei figli e a chi, come me, ogni giorno
sceglie di non arrendersi.
La battaglia ricomincia.
Ma questa volta, non sei solo tu a tornare.
Torno anch’io — più consapevole, più forte, e con accanto tutti coloro che credono nel
coraggio e nella speranza. 

Dopo un breve ricovero presso l'hospice “Il Nespolo” di Airuno, si è spento nella notte.
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