Marco Molgora ricorda la sorella, una seconda mamma
E' un ricordo commosso e grato quello che Marco Molgora ha tracciato della sorella Tiziana, classe 1948, all'indomani della sua scomparsa.

“Per me è stata come una seconda mamma” ha raccontato “la mia famiglia aveva un'attività e lei che era più grande di me di 12 anni, si è sempre occupata di tutto. Mi faceva fare i compiti, mi portava in giro, si occupava del quotidiano. Crescendo il legame si è consolidato ancor più e lei è diventata il mio punto di riferimento, la persona a cui rivolgersi in ogni momento. E questa sua disponibilità e apertura al prossimo ho scoperto che l'hanno sperimentata in tanti perchè in queste ore, aneddoti e storie di vicinanza portate da mia sorella mi vengono raccontate senza che mai avessi sospettato nulla di questa sua grande generosità. Oltre al suo attivismo sociale e politico in paese, è stata volontaria in tribunale per i diritti del malato e delle donne, il suo darsi da fare per la società civile era a 360 gradi. Aveva iniziato a lavorare a 14 anni: la famiglia aveva bisogno e quindi non aveva potuto studiare e questo era stato il suo cruccio una volta diventata adulta. Aveva trovato impiego prima a Lomagna e poi a Cinisello in un'azienda chimica alla fine degli anni Sessanta e aveva respirato il vento delle lotte per i diritti del lavoratori. Il suo attivismo era infatti oltre la politica ma spaziava dal lavoro, al sociale, alle donne. Lei amava la sua comunità e la sua gente”.
Una malattia improvvisa e inaspettata se l'è portata via nel giro di un mese, non lasciando nemmeno il tempo di comprendere il vuoto che avrebbe lasciato.

“Per me è stata come una seconda mamma” ha raccontato “la mia famiglia aveva un'attività e lei che era più grande di me di 12 anni, si è sempre occupata di tutto. Mi faceva fare i compiti, mi portava in giro, si occupava del quotidiano. Crescendo il legame si è consolidato ancor più e lei è diventata il mio punto di riferimento, la persona a cui rivolgersi in ogni momento. E questa sua disponibilità e apertura al prossimo ho scoperto che l'hanno sperimentata in tanti perchè in queste ore, aneddoti e storie di vicinanza portate da mia sorella mi vengono raccontate senza che mai avessi sospettato nulla di questa sua grande generosità. Oltre al suo attivismo sociale e politico in paese, è stata volontaria in tribunale per i diritti del malato e delle donne, il suo darsi da fare per la società civile era a 360 gradi. Aveva iniziato a lavorare a 14 anni: la famiglia aveva bisogno e quindi non aveva potuto studiare e questo era stato il suo cruccio una volta diventata adulta. Aveva trovato impiego prima a Lomagna e poi a Cinisello in un'azienda chimica alla fine degli anni Sessanta e aveva respirato il vento delle lotte per i diritti del lavoratori. Il suo attivismo era infatti oltre la politica ma spaziava dal lavoro, al sociale, alle donne. Lei amava la sua comunità e la sua gente”.
Una malattia improvvisa e inaspettata se l'è portata via nel giro di un mese, non lasciando nemmeno il tempo di comprendere il vuoto che avrebbe lasciato.
























