Paderno: un successo le due giornate d'autunno del Fai
Un fine settimana di grande partecipazione, tra storia, cultura e bellezza, che ha confermato quanto sia forte l'interesse per il patrimonio del territorio. Sabato 10 e domenica 11 ottobre Paderno d’Adda è stata protagonista delle Giornate FAI d’Autunno 2026, organizzate dalla Delegazione FAI Alta Brianza, che hanno registrato uno straordinario successo di pubblico nelle tre aperture proposte: Villa Gnecchi Ruscone, Molino Colombo e Ponte San Michele.

Un risultato accolto con grande soddisfazione dai volontari della Delegazione, impegnati per tutto il fine settimana nell'accoglienza e nell'accompagnamento dei visitatori. Tante le persone che hanno scelto di partecipare all'iniziativa, cogliendo l'occasione per conoscere da vicino luoghi di particolare valore storico, architettonico e culturale, alcuni dei quali normalmente non accessibili al pubblico.
A fare da filo conduttore alle aperture è stato il tema “Tre luoghi, un unico racconto”, pensato per mettere in relazione tre realtà apparentemente differenti, ma profondamente legate alla storia e alle trasformazioni del territorio dell'Adda. Il ferro del Ponte San Michele, l'acqua utilizzata per produrre energia dei macchinari del Molino Colombo e gli ambienti di Villa Gnecchi Ruscone hanno così raccontato, ciascuno a proprio modo, una stagione di ingegno, sviluppo e cambiamento.

Particolarmente apprezzata è stata l'apertura di Villa Gnecchi Ruscone, che ha suscitato grande entusiasmo tra i partecipanti. Le visite hanno permesso di scoprire la dimora attraverso un itinerario capace di intrecciare storia, architettura e paesaggio, accompagnando il pubblico dall'ingresso principale al giardino, fino al cortile di servizio, un tempo cuore operativo della tenuta. Il percorso è proseguito attraverso le antiche scuderie e gli ambienti destinati alla grande cucina, per poi raggiungere la parte nobiliare della villa, con la sala da pranzo e il salone di rappresentanza. Spazi che hanno consentito ai visitatori di conoscere non soltanto le caratteristiche architettoniche dell'edificio, ma anche alcuni aspetti della vita quotidiana e delle occasioni sociali della famiglia. A rendere ancora più particolari le due giornate sono state le visite speciali accompagnate dagli stessi proprietari, la famiglia Gnecchi Ruscone.

Un vero successo anche per il Molino Colombo, dove si è registrato un afflusso continuo di visitatori. Un interesse che ha confermato la curiosità verso una realtà produttiva profondamente radicata nella storia locale. Le visite hanno preso il via con una presentazione della distribuzione degli edifici e delle diverse funzioni aziendali, per poi approfondire le origini del Molino, che risalgono al 1882, in un periodo in cui il territorio dell'Adda stava diventando uno dei simboli della nascente industrializzazione italiana. I partecipanti hanno quindi avuto l'opportunità di entrare nel cuore della produzione, scoprendo da vicino ambienti e macchinari che raccontano l'evoluzione dell'attività nel corso del tempo.
Non meno partecipate le visite itineranti dedicate al Ponte San Michele, una delle opere più rappresentative del paesaggio dell'Adda. Il percorso ha accompagnato i visitatori dapprima in uno spazio espositivo, dove fotografie e documenti hanno permesso di approfondire le caratteristiche dell'imponente struttura in ferro, le affinità con la Tour Eiffel di Parigi, i materiali impiegati e le tecniche utilizzate per la sua costruzione. Da qui i gruppi si sono spostati verso l'Adda, raggiungendo un punto panoramico dal quale ammirare il ponte nella sua interezza e apprezzarne la straordinaria struttura, inserita nel paesaggio fluviale.
Grande interesse ha suscitato anche la visita speciale accompagnata dal professor Mario de Miranda, ingegnere ed esperto internazionale nella progettazione di ponti, nonché profondo conoscitore del San Michele. L'appuntamento ha riscosso un successo tale che numerose persone, pur non essendosi prenotate, avrebbero desiderato partecipare, a conferma del richiamo esercitato dall'iniziativa.
Soddisfazione e orgoglio sono stati espressi dalla Delegazione FAI Alta Brianza, che ha sottolineato l'importanza della partecipazione registrata e dell'impegno collettivo che ha reso possibili le aperture. Un risultato che conferma il valore delle Giornate FAI d'Autunno non soltanto come occasione di visita, ma anche come momento di sensibilizzazione verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto innanzitutto ai volontari FAI, che con disponibilità e passione hanno accompagnato i visitatori durante l'intero fine settimana, e a tutte le realtà che hanno collaborato alla riuscita dell'iniziativa: il Gruppo Alpini di Paderno d'Adda, Auser Paderno d'Adda, Croce Rossa di Merate, Ecomuseo Adda di Leonardo, Comune e Pro Loco di Paderno d'Adda, rete Occhio al Ponte, le famiglie Bonnici, Bruni, Gnecchi Ruscone e Ottolina e il professor Mario de Miranda.

La Delegazione ha inoltre espresso la propria gratitudine per il generoso supporto di Angolo Joe, Da Piera di Beretta & Galbusera, Molino Colombo e Pasticceria Pontiggia.
Le Giornate FAI d'Autunno hanno rappresentato anche un'importante occasione di raccolta fondi a sostegno delle attività istituzionali della Fondazione, impegnata nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio italiano.
A racchiudere il significato di queste due giornate sono le parole di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI: «Si protegge ciò che si ama, si ama ciò che si conosce».

Un risultato accolto con grande soddisfazione dai volontari della Delegazione, impegnati per tutto il fine settimana nell'accoglienza e nell'accompagnamento dei visitatori. Tante le persone che hanno scelto di partecipare all'iniziativa, cogliendo l'occasione per conoscere da vicino luoghi di particolare valore storico, architettonico e culturale, alcuni dei quali normalmente non accessibili al pubblico.
A fare da filo conduttore alle aperture è stato il tema “Tre luoghi, un unico racconto”, pensato per mettere in relazione tre realtà apparentemente differenti, ma profondamente legate alla storia e alle trasformazioni del territorio dell'Adda. Il ferro del Ponte San Michele, l'acqua utilizzata per produrre energia dei macchinari del Molino Colombo e gli ambienti di Villa Gnecchi Ruscone hanno così raccontato, ciascuno a proprio modo, una stagione di ingegno, sviluppo e cambiamento.

Particolarmente apprezzata è stata l'apertura di Villa Gnecchi Ruscone, che ha suscitato grande entusiasmo tra i partecipanti. Le visite hanno permesso di scoprire la dimora attraverso un itinerario capace di intrecciare storia, architettura e paesaggio, accompagnando il pubblico dall'ingresso principale al giardino, fino al cortile di servizio, un tempo cuore operativo della tenuta. Il percorso è proseguito attraverso le antiche scuderie e gli ambienti destinati alla grande cucina, per poi raggiungere la parte nobiliare della villa, con la sala da pranzo e il salone di rappresentanza. Spazi che hanno consentito ai visitatori di conoscere non soltanto le caratteristiche architettoniche dell'edificio, ma anche alcuni aspetti della vita quotidiana e delle occasioni sociali della famiglia. A rendere ancora più particolari le due giornate sono state le visite speciali accompagnate dagli stessi proprietari, la famiglia Gnecchi Ruscone.

Un vero successo anche per il Molino Colombo, dove si è registrato un afflusso continuo di visitatori. Un interesse che ha confermato la curiosità verso una realtà produttiva profondamente radicata nella storia locale. Le visite hanno preso il via con una presentazione della distribuzione degli edifici e delle diverse funzioni aziendali, per poi approfondire le origini del Molino, che risalgono al 1882, in un periodo in cui il territorio dell'Adda stava diventando uno dei simboli della nascente industrializzazione italiana. I partecipanti hanno quindi avuto l'opportunità di entrare nel cuore della produzione, scoprendo da vicino ambienti e macchinari che raccontano l'evoluzione dell'attività nel corso del tempo.
Non meno partecipate le visite itineranti dedicate al Ponte San Michele, una delle opere più rappresentative del paesaggio dell'Adda. Il percorso ha accompagnato i visitatori dapprima in uno spazio espositivo, dove fotografie e documenti hanno permesso di approfondire le caratteristiche dell'imponente struttura in ferro, le affinità con la Tour Eiffel di Parigi, i materiali impiegati e le tecniche utilizzate per la sua costruzione. Da qui i gruppi si sono spostati verso l'Adda, raggiungendo un punto panoramico dal quale ammirare il ponte nella sua interezza e apprezzarne la straordinaria struttura, inserita nel paesaggio fluviale.
Grande interesse ha suscitato anche la visita speciale accompagnata dal professor Mario de Miranda, ingegnere ed esperto internazionale nella progettazione di ponti, nonché profondo conoscitore del San Michele. L'appuntamento ha riscosso un successo tale che numerose persone, pur non essendosi prenotate, avrebbero desiderato partecipare, a conferma del richiamo esercitato dall'iniziativa.
Soddisfazione e orgoglio sono stati espressi dalla Delegazione FAI Alta Brianza, che ha sottolineato l'importanza della partecipazione registrata e dell'impegno collettivo che ha reso possibili le aperture. Un risultato che conferma il valore delle Giornate FAI d'Autunno non soltanto come occasione di visita, ma anche come momento di sensibilizzazione verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto innanzitutto ai volontari FAI, che con disponibilità e passione hanno accompagnato i visitatori durante l'intero fine settimana, e a tutte le realtà che hanno collaborato alla riuscita dell'iniziativa: il Gruppo Alpini di Paderno d'Adda, Auser Paderno d'Adda, Croce Rossa di Merate, Ecomuseo Adda di Leonardo, Comune e Pro Loco di Paderno d'Adda, rete Occhio al Ponte, le famiglie Bonnici, Bruni, Gnecchi Ruscone e Ottolina e il professor Mario de Miranda.

La Delegazione ha inoltre espresso la propria gratitudine per il generoso supporto di Angolo Joe, Da Piera di Beretta & Galbusera, Molino Colombo e Pasticceria Pontiggia.
Le Giornate FAI d'Autunno hanno rappresentato anche un'importante occasione di raccolta fondi a sostegno delle attività istituzionali della Fondazione, impegnata nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio italiano.
A racchiudere il significato di queste due giornate sono le parole di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI: «Si protegge ciò che si ama, si ama ciò che si conosce».
G.S.
























