Cernsuco: amministrazione Toto e le illusioni

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Lo strumento ha già vinto sullo scopo: l’amministrazione Toto e la grande illusione delle CER
A Cernusco Lombardone si parla da anni di Comunità Energetiche Rinnovabili. Si annunciano percorsi, si valutano partner, si costruiscono strutture, si giustificano scelte giuridiche. Poi, quando qualcuno osa chiedere i conti, arriva il silenzio o la solita difesa d’ufficio.
Lino Guglielmo, presidente della Consulta Urbanistica e Viabilità, ha avuto il coraggio di dirlo chiaro: lo strumento non deve diventare più importante dello scopo. Domande banali, quasi banali da quanto sono ovvie. Quale contributo ambientale reale è stato prodotto? Quanto valore è rimasto sul territorio? Quante famiglie e attività economiche hanno visto un beneficio concreto in bolletta? Quanto si è davvero contrastato l’aumento dei costi energetici?
La risposta dell’amministrazione Toto è stata, finora, un esercizio di architettura istituzionale. Quattro anni di valutazioni, passaggio dalla Provincia di Lecco a Fondazione Sinergia fino alla Fondazione di Partecipazione “La Tua CER” con Albatros. Quota simbolica di 500 euro. Argomenti tecnici sulla responsabilità limitata. Tutto regolare, tutto spiegabile. Ma i risultati? Quanta energia condivisa in più? Quanti cittadini coinvolti in modo misurabile? Quale impatto reale sulle emissioni e sui costi? Su questi punti regna un eloquente vuoto.
È il metodo Toto. Si costruisce la struttura, si cura la governance, si moltiplicano le procedure, si difende ogni scelta con regolamenti e prassi. Il risultato concreto, quello che dovrebbe contare per i cittadini, resta in secondo piano. Quando la minoranza contesta ritardi sui bilanci, documenti che arrivano all’ultimo momento, promesse disattese (il cartellone sulla SP342 è solo l’ultimo esempio lampante), la risposta non è mai un’autocritica. È sempre la stessa: abbiamo rispettato le regole, la colpa è di chi critica, è tutto a posto.
Un’amministrazione che governa così non sta facendo transizione energetica. Sta facendo autocelebrazione amministrativa. Le CER dovrebbero essere uno strumento semplice e potente: produrre energia rinnovabile, condividerla, generare benefici ambientali, economici e sociali verificabili. A Cernusco rischiano di diventare l’ennesimo cantiere di complessità dove conta più chi gestisce e come si struttura il soggetto giuridico di quanta energia arrivi davvero nelle case e nelle imprese.
Guglielmo ha ragione fino in fondo. Le norme tecniche, i rapporti con il gestore di rete, gli adempimenti GSE non sono ostacoli insormontabili. Sono alla portata di un Comune. Usarli come scudo o come pretesto per costruire organismi sempre più elaborati è una scelta politica. E una scelta sbagliata.
Finché l’amministrazione Toto continuerà a misurare il successo in termini di strutture create e non di risultati prodotti, lo strumento avrà già vinto sullo scopo. E i cernuschesi continueranno a pagare il prezzo di un’amministrazione più impegnata a difendere sé stessa che a dimostrare, con i numeri, di aver fatto qualcosa di concreto per loro.
Del resto, se un giorno a Cernusco dovessero inventare una Comunità Energetica per produrre scuse invece che kilowatt, il sindaco Toto sarebbe già il socio fondatore con i massimi poteri.
Aldo
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