Merate: con "L'Incontro" il tema educare per crescere

In sala civica a Merate l'associazione culturale "L'Incontro" ha dato vita ad un dibattito sul tema dell'educazione. Titolo della serata "Educare per crescere: il ruolo della scuola e della comunità nella crescita delle nuove generazioni".
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In prima fila a destra Dario Perego

Sul palco a parlarne Elena Centemero,provveditore agli studi di Monza e Brianza,don Simone Riva, insegnante al Mosè Bianchi di Monza, Giulia Mauri,insegnante all'istituto Viganò di Merate, Michele Cantoni,insegnante al liceo di Lugano; a condurre e moderare la serata Michele Erba preside del Liceo di Barzanò.
Proprio per sottolineare da subito l'argomento della serata, l'assessore Patrizia Riva e don Mauro Malighetti, parroco di Merate, portando il loro saluto, hanno rimarcato il ruolo della comunità civile e parrocchiale nell'attenzione all'educare.
Prima di dare avvio al dibattito l'on.Paola Frassinetti, sottosegretaria del Ministero della Pubblica Istruzione che per impegni istituzionali non ha potuto essere fisicamente presente, ha inviato un video di saluto comunicando il lavoro svolto, in questi anni, dal Ministero.
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"La parola educare viene tradizionalmente ricondotta al latino educere, da ex-fuori - e ducere - condurre,guidare: trarre fuori, far emergere ciò che è già presente nella persona." Così ha introdotto il dibattito il prof.Erba.
Ciò che poi è emerso negli interventi è stato un insieme di riflessioni e di esperienze vissute da ciascuno dei relatori nelle loro specificità ma coesi nell'affermare che un processo educativo non può partire da uno schema collaudato.   
Per educare occorre innanzitutto guardare la realtà nella quale i ragazzi stanno crescendo. Individualismo, trasformazioni economiche e sociali, pandemia, iperconnessione, social network e nuove forme di relazione hanno modificato profondamente il modo di percepire se stessi, gli altri ed il futuro.
Spesso, però, noi adulti rischiamo di guardare i giovani attraverso le nostre categorie confrontando ciò che vivono con ciò che abbiamo vissuto noi. E così ci accorgiamo che qualcosa non torna.
Di fronte a questa realtà la questione riguarda inevitabilmente anche noi adulti. Essere insegnanti, genitori ed educatori significa accompagnare i ragazzi verso una vita sempre più loro senza pretenderla di vivere al loro posto.
Il compito dell'educare non può riguardare soltanto la scuola o la famiglia.
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A tutti sta a cuore il bene dei giovani: famiglie, scuola, istituzioni, realtà sociali, mondo dello sport, della cultura e del lavoro. Eppure, troppo spesso il rapporto tra questi mondi si trasforma in una sequenza di accuse reciproche: il mondo del lavoro critica la scuola, la scuola le famiglie, le famiglie le istituzioni...Quando ciascuno cerca un responsabile diventa difficile costruire una realtà comune.Famiglie, scuola, istituzioni ,realtà sociali ed imprese devono costruire alleanze e sinergie concrete per accompagnare i giovani nella crescita.
Una comunità educante: una vera corresponsabilità educativa e sociale.
A chiudere il dibattito qualche sollecitazione dal pubblico che, alla fine, ha riaffermato la necessità e l'urgenza di questa coesione.
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