Brivio: Anas apre il cantiere del ponte. Gli interventi tra la storia e l'alta ingegneria
Il cantiere del ponte di Brivio lungo la strada statale 342 "Briantea" ha aperto eccezionalmente i propri cancelli alla cittadinanza, trasformandosi per una mattinata in un percorso guidato tra memoria storica e innovazione strutturale.

Nella fascia oraria compresa tra le 10:00 e le 13:00 di sabato 10 ottobre, numerosi residenti e curiosi hanno preso parte alle visite gratuite promosse da Anas, accedendo contemporaneamente sia dalla sponda lecchese di Brivio sia da quella bergamasca di Cisano Bergamasco. L'iniziativa ha fatto registrare un vivo interesse da parte della comunità e la piena soddisfazione dei vertici tecnici, anche se il serrato calendario delle attività operative non consentirà, almeno per il momento, la programmazione di ulteriori giornate aperte al pubblico.
A tracciare il significato istituzionale e civico dell'evento è stato il sindaco di Brivio Federico Airoldi, sottolineando come la mattinata sia stata studiata a quattro mani con Anas per portare all'attenzione dei cittadini due aspetti cruciali del cantiere. Da un lato, la volontà di mostrare da vicino la complessità tecnica di un intervento concepito con un approccio interamente restaurativo; dall'altro, la possibilità di verificare sul campo il procedere delle lavorazioni in piena aderenza con il cronoprogramma, a riprova di un cantiere perfettamente allineato alle scadenze previste. Giudicando l'iniziativa come assolutamente positiva, il primo cittadino ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento ad Anas per aver messo a completa disposizione del territorio la professionalità dei propri ingegneri e tecnici.

Ad accompagnare i visitatori lungo l'infrastruttura sono stati infatti i responsabili diretti dell'opera: il direttore dei lavori Stefania Armorina e il direttore operativo, l'architetto Giuseppe Antonio Sgro, affiancati sul versante bergamasco da Giancarlo De Marco e dall'ingegner Marcello Buonamico. I tecnici hanno illustrato la particolarità di operare su un manufatto inaugurato nel 1917, tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali per il suo pregio storico e artistico. Il principio guida dell'intervento risiede nella conservazione filologica dell'architettura originaria, preservando arcate e colonne e inserendo una struttura metallica di supporto, procedendo al contempo al rifacimento integrale delle parti non restaurabili come la soletta d'impalcato. Le approfondite verifiche sui materiali hanno confermato una qualità del calcestruzzo d'epoca nel complesso ottima rispetto ai suoi oltre cent'anni di vita, specie nelle arcate, pur evidenziando specifiche zone di perdita di omogeneità e degrado superficiale che necessitano di accurati risanamenti.
L'intero appalto, sostenuto da un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro, persegue l'obiettivo di consolidare e mettere in sicurezza l'opera garantendone la durabilità nel tempo, con la riapertura al traffico programmata per l'estate del 2027, in anticipo rispetto alla ripresa delle attività scolastiche. Malgrado l'incognita rappresentata dalle condizioni meteorologiche, l'organizzazione delle maestranze sta consentendo il pieno rispetto delle tabelle di marcia. Particolare cura viene riservata alla salvaguardia ambientale dell'Adda: al di sotto dell'impalcato è stata predisposta una passerella provvisoria protetta da guaine impermeabili, concepita per raccogliere i detriti e le acque reflue prodotte dalle idrodemolizioni e incanalarle verso centri di smaltimento autorizzati. Inoltre, gli interventi sulle pile in alveo riguardano unicamente la sommità dei fusti, senza alcuna lavorazione a diretto contatto con l'acqua.

Attraverso i dettagliati elaborati grafici e descrittivi esposti nei pannelli di cantiere, Anas ha illustrato il quadro completo degli interventi strutturali necessari per il risanamento e l'adeguamento sismico del manufatto. La prima fase ha visto la rimozione della vecchia catena cinematica degradata, eseguita previa stabilizzazione longitudinale della campata lato Bergamo mediante uno spessoramento a contrasto realizzato sulla relativa spalla. Attualmente sono in corso di ultimazione le lavorazioni di bonifica e risanamento sulle arcate e sui traversi alti di collegamento, dove gli strati corticali ammalorati vengono asportati tramite idrodemolizione controllata per uno spessore indicativo di 30 millimetri e ripristinati con betoncino colabile fibrorinforzato integrato da nuove armature. All'estradosso degli archi sono stati inoltre predisposti appositi risalti con piastre e dispositivi di ancoraggio in carpenteria metallica, destinati ad accogliere nuove barre esterne di post-tensione in acciaio inossidabile ad alta resistenza. Tali elementi metallici, affiancati ai tiranti storici in cemento armato (a loro volta risanati con malte speciali e rinforzati con nuove staffe), verranno posti in tensione per precomprimere i pendini e potenziare l'intero assetto di sospensione.

Nei prossimi giorni prenderà il via una delle lavorazioni cardine del cantiere: la demolizione controllata della soletta esistente e delle longherine centrali, studiata per scaricare il ponte dai pesi superflui e alleggerire l'intera opera. Le operazioni combineranno l'idrodemolizione dei pacchetti superficiali e il taglio di precisione a disco diamantato o filo, preservando gli elementi portanti destinati al restauro. La soletta verrà rimossa su quasi tutta l'estensione dell'impalcato, a eccezione dei campi di testata in cui si interverrà rimuovendo i soli strati riportati e consolidando con armature integrative i traversi terminali, allargati rispetto al precedente restauro del 1998. Tra la fase di demolizione e il getto delle nuove solette, le squadre provvederanno al risanamento delle travi trasversali principali e delle travi longitudinali attraverso idrodemolizione del copriferro, posa di armature integrative e ricostruzione volumetrica con betoncini e malte ad alte prestazioni.

Un salto tecnologico sostanziale riguarda infine il nuovo sistema di vincolamento e isolamento antisismico, che comporterà il sollevamento millimetrico degli impalcati con specifiche manovre di decompressione per rimuovere i vecchi apparecchi d'appoggio. Il nuovo schema statico impiegherà appoggi multidirezionali a cerniera sferica con disco elastomerico incapsulato e ritegni orizzontali composti da isolatori elastomerici accoppiati a perni a taglio, disposti centralmente su ciascuna linea di vincolo. Per accogliere questi apparati, sulla spalla lato Bergamo verrà realizzata una nuova trave in calcestruzzo tra i maschi murari e ricostruito il muro paraghiaia, mentre sulle pile fluviali si costruirà una trave orizzontale sommitale riducendo l'altezza delle pareti trasversali e rimodellando i varchi d'ispezione. Per la spalla lato Brivio la progettazione esecutiva dei vincoli è stata rimandata a indagini integrative sulle strutture adiacenti, garantendo in ogni caso un giunto libero trasversale continuo di 90 millimetri tra impalcato e muro paraghiaia.

A completamento dell'opera, tra le campate verrà posata e tesa una nuova catena cinematica attiva in trefoli d'acciaio, integrata da nuovi giunti a tampone sulle pile e giunti a grande escursione sulle spalle. Tutte le superfici in cemento armato saranno trattate con una vernice elastomerica protettiva contro la fessurazione, prima di procedere alle finiture conclusive: nuovi marciapiedi, rinnovo degli scarichi delle acque di piattaforma, barriere di sicurezza, ricollocazione degli elementi decorativi storici delle testate, nuova asfaltatura e segnaletica stradale.

Tra salvaguardia della memoria centenaria e rigore ingegneristico, il cammino verso l'estate del 2027 prosegue come da cronoprogramma: per il territorio non si tratta solo di ritrovare un monumento, ma di riattivare l'arteria stradale fondamentale per la vita quotidiana di chi ci vive e lavora, rimettendo finalmente in circolo i collegamenti naturali tra le due sponde senza più l'incubo di dover fare giri immensi.

Nella fascia oraria compresa tra le 10:00 e le 13:00 di sabato 10 ottobre, numerosi residenti e curiosi hanno preso parte alle visite gratuite promosse da Anas, accedendo contemporaneamente sia dalla sponda lecchese di Brivio sia da quella bergamasca di Cisano Bergamasco. L'iniziativa ha fatto registrare un vivo interesse da parte della comunità e la piena soddisfazione dei vertici tecnici, anche se il serrato calendario delle attività operative non consentirà, almeno per il momento, la programmazione di ulteriori giornate aperte al pubblico.
A tracciare il significato istituzionale e civico dell'evento è stato il sindaco di Brivio Federico Airoldi, sottolineando come la mattinata sia stata studiata a quattro mani con Anas per portare all'attenzione dei cittadini due aspetti cruciali del cantiere. Da un lato, la volontà di mostrare da vicino la complessità tecnica di un intervento concepito con un approccio interamente restaurativo; dall'altro, la possibilità di verificare sul campo il procedere delle lavorazioni in piena aderenza con il cronoprogramma, a riprova di un cantiere perfettamente allineato alle scadenze previste. Giudicando l'iniziativa come assolutamente positiva, il primo cittadino ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento ad Anas per aver messo a completa disposizione del territorio la professionalità dei propri ingegneri e tecnici.

Ad accompagnare i visitatori lungo l'infrastruttura sono stati infatti i responsabili diretti dell'opera: il direttore dei lavori Stefania Armorina e il direttore operativo, l'architetto Giuseppe Antonio Sgro, affiancati sul versante bergamasco da Giancarlo De Marco e dall'ingegner Marcello Buonamico. I tecnici hanno illustrato la particolarità di operare su un manufatto inaugurato nel 1917, tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali per il suo pregio storico e artistico. Il principio guida dell'intervento risiede nella conservazione filologica dell'architettura originaria, preservando arcate e colonne e inserendo una struttura metallica di supporto, procedendo al contempo al rifacimento integrale delle parti non restaurabili come la soletta d'impalcato. Le approfondite verifiche sui materiali hanno confermato una qualità del calcestruzzo d'epoca nel complesso ottima rispetto ai suoi oltre cent'anni di vita, specie nelle arcate, pur evidenziando specifiche zone di perdita di omogeneità e degrado superficiale che necessitano di accurati risanamenti.
L'intero appalto, sostenuto da un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro, persegue l'obiettivo di consolidare e mettere in sicurezza l'opera garantendone la durabilità nel tempo, con la riapertura al traffico programmata per l'estate del 2027, in anticipo rispetto alla ripresa delle attività scolastiche. Malgrado l'incognita rappresentata dalle condizioni meteorologiche, l'organizzazione delle maestranze sta consentendo il pieno rispetto delle tabelle di marcia. Particolare cura viene riservata alla salvaguardia ambientale dell'Adda: al di sotto dell'impalcato è stata predisposta una passerella provvisoria protetta da guaine impermeabili, concepita per raccogliere i detriti e le acque reflue prodotte dalle idrodemolizioni e incanalarle verso centri di smaltimento autorizzati. Inoltre, gli interventi sulle pile in alveo riguardano unicamente la sommità dei fusti, senza alcuna lavorazione a diretto contatto con l'acqua.

Attraverso i dettagliati elaborati grafici e descrittivi esposti nei pannelli di cantiere, Anas ha illustrato il quadro completo degli interventi strutturali necessari per il risanamento e l'adeguamento sismico del manufatto. La prima fase ha visto la rimozione della vecchia catena cinematica degradata, eseguita previa stabilizzazione longitudinale della campata lato Bergamo mediante uno spessoramento a contrasto realizzato sulla relativa spalla. Attualmente sono in corso di ultimazione le lavorazioni di bonifica e risanamento sulle arcate e sui traversi alti di collegamento, dove gli strati corticali ammalorati vengono asportati tramite idrodemolizione controllata per uno spessore indicativo di 30 millimetri e ripristinati con betoncino colabile fibrorinforzato integrato da nuove armature. All'estradosso degli archi sono stati inoltre predisposti appositi risalti con piastre e dispositivi di ancoraggio in carpenteria metallica, destinati ad accogliere nuove barre esterne di post-tensione in acciaio inossidabile ad alta resistenza. Tali elementi metallici, affiancati ai tiranti storici in cemento armato (a loro volta risanati con malte speciali e rinforzati con nuove staffe), verranno posti in tensione per precomprimere i pendini e potenziare l'intero assetto di sospensione.

Nei prossimi giorni prenderà il via una delle lavorazioni cardine del cantiere: la demolizione controllata della soletta esistente e delle longherine centrali, studiata per scaricare il ponte dai pesi superflui e alleggerire l'intera opera. Le operazioni combineranno l'idrodemolizione dei pacchetti superficiali e il taglio di precisione a disco diamantato o filo, preservando gli elementi portanti destinati al restauro. La soletta verrà rimossa su quasi tutta l'estensione dell'impalcato, a eccezione dei campi di testata in cui si interverrà rimuovendo i soli strati riportati e consolidando con armature integrative i traversi terminali, allargati rispetto al precedente restauro del 1998. Tra la fase di demolizione e il getto delle nuove solette, le squadre provvederanno al risanamento delle travi trasversali principali e delle travi longitudinali attraverso idrodemolizione del copriferro, posa di armature integrative e ricostruzione volumetrica con betoncini e malte ad alte prestazioni.

Un salto tecnologico sostanziale riguarda infine il nuovo sistema di vincolamento e isolamento antisismico, che comporterà il sollevamento millimetrico degli impalcati con specifiche manovre di decompressione per rimuovere i vecchi apparecchi d'appoggio. Il nuovo schema statico impiegherà appoggi multidirezionali a cerniera sferica con disco elastomerico incapsulato e ritegni orizzontali composti da isolatori elastomerici accoppiati a perni a taglio, disposti centralmente su ciascuna linea di vincolo. Per accogliere questi apparati, sulla spalla lato Bergamo verrà realizzata una nuova trave in calcestruzzo tra i maschi murari e ricostruito il muro paraghiaia, mentre sulle pile fluviali si costruirà una trave orizzontale sommitale riducendo l'altezza delle pareti trasversali e rimodellando i varchi d'ispezione. Per la spalla lato Brivio la progettazione esecutiva dei vincoli è stata rimandata a indagini integrative sulle strutture adiacenti, garantendo in ogni caso un giunto libero trasversale continuo di 90 millimetri tra impalcato e muro paraghiaia.

A completamento dell'opera, tra le campate verrà posata e tesa una nuova catena cinematica attiva in trefoli d'acciaio, integrata da nuovi giunti a tampone sulle pile e giunti a grande escursione sulle spalle. Tutte le superfici in cemento armato saranno trattate con una vernice elastomerica protettiva contro la fessurazione, prima di procedere alle finiture conclusive: nuovi marciapiedi, rinnovo degli scarichi delle acque di piattaforma, barriere di sicurezza, ricollocazione degli elementi decorativi storici delle testate, nuova asfaltatura e segnaletica stradale.

Tra salvaguardia della memoria centenaria e rigore ingegneristico, il cammino verso l'estate del 2027 prosegue come da cronoprogramma: per il territorio non si tratta solo di ritrovare un monumento, ma di riattivare l'arteria stradale fondamentale per la vita quotidiana di chi ci vive e lavora, rimettendo finalmente in circolo i collegamenti naturali tra le due sponde senza più l'incubo di dover fare giri immensi.
M.Pen.
























