Carnate stazione, vivibilità zero e degrado ovunque. Si applichi "Strade sicure"

Gentile Redazione,
In che condizioni versa la vivibilità dei principali nodi di scambio del nostro territorio? Mentre nei comunicati ufficiali si declama l'efficienza dei servizi e la modernità della Brianza, basta mettere piede alla stazione di Carnate-Usmate per toccare con mano una realtà ben diversa: un contesto di profondo degrado, abbandono e insicurezza che suscita rabbia ed estrema preoccupazione in chi, ogni giorno, si trova costretto a frequentare questo scalo. Sono uno studente pendolare residente nel Meratese. Come tantissimi altri studenti e lavoratori della provincia di Lecco, sono di fatto indotto a utilizzare la stazione di Carnate a causa di un'anomalia tariffaria insostenibile: il sistema STIBM si interrompe prima del confine provinciale e per fare un'unica fermata in più fino alla stazione di Cernusco-Merate bisognerebbe sborsare circa 38 euro al mese per un abbonamento supplementare. Il risultato è la concentrazione forzata di centinaia di pendolari a Carnate, dovendo però affrontare quotidianamente un vero e proprio percorso a ostacoli che richiede risposte immediate e non più rinviabili. Sostare sulle banchine, utilizzare i sottopassi o attendere nelle aree adiacenti alla stazione è diventato motivo di costante apprensione a causa della continua presenza di soggetti in palese stato di alterazione psicofisica. Si assiste quotidianamente a movimenti del tutto assimilabili a un'attività di spaccio condotta senza troppi pudori, persino con l'impiego di soggetti in monopattino che fanno da spola tra il piazzale e le vie limitrofe. A ciò si aggiungono i continui episodi a bordo dei treni, dove l'accesso di individui privi di biglietto sfocia regolarmente in accesi diverbi e intimidazioni nei confronti del personale viaggiante e dei passeggeri, creando un clima di forte allarme sui convogli. Gli interventi occasionali delle Forze dell'Ordine, per quanto apprezzabili quando avvengono, si rivelano del tutto insufficienti a fungere da deterrente duraturo, poiché il giorno successivo a qualsiasi controllo la situazione torna puntualmente identica. Risulta al contempo sconcertante la percezione dell'operato della Polizia Locale di Carnate, la cui presenza appare pressoché invisibile rispetto alle criticità di sicurezza dello scalo, facendosi notare quasi esclusivamente per il puntuale sanzionamento delle auto nei parcheggi. Alla Prefettura e alla Questura di Monza e Brianza chiediamo chiaramente cosa si aspetti a istituire un presidio fisso e continuativo di Pubblica Sicurezza o ad attivare l'operazione "Strade Sicure" con l'impiego dell'Esercito, esattamente come si fa per le grandi stazioni metropolitane. Oltre alla paura, va evidenziata la beffa economica. Per lasciare il veicolo nei pressi della stazione sosteniamo il costo di un abbonamento al parcheggio di circa 30 euro al mese. Ciononostante, a ogni pioggia le aree di sosta si allagano sistematicamente, costringendo i pendolari a guadare pozze d'acqua e fango per raggiungere le proprie auto. A questo si aggiunge uno stato generale del paese mortificante, caratterizzato da arterie stradali costellate di buche e pareti pubbliche deturpate da graffiti, sollevando inevitabili interrogativi sul biglietto da visita che si vuole offrire a chi viaggia. Viene da chiedersi se abbia ancora senso fermare i treni diretti a Milano Centrale in una stazione oramai percepita come infrequentabile, dove chiunque abbia con sé delle valigie o debba viaggiare in orari serali teme per la propria incolumità. Qualora le Istituzioni e i gestori non siano in grado di garantire decoro e sicurezza a Carnate, chiediamo formalmente a Trenord e agli enti preposti di rivedere la struttura tariffaria estendendo l'integrazione STIBM alle stazioni vicine del Lecchese, a partire da Cernusco-Merate, o di valutare il reindirizzamento delle fermate verso scali meglio presidiati e sicuri. Basta consultare le impietose recensioni sul web relative alla stazione di Carnate per comprendere che non si tratta della percezione isolata di un singolo utente, ma di un grido d'allarme corale e documentato. Chiedo alla Vostra testata di pubblicare questa lettera per dare voce alle migliaia di pendolari esasperati, affinché gli enti responsabili non continuino a voltarsi dall'altra parte e intervengano prima che la situazione degeneri definitivamente.
Distinti saluti
Uno studente pendolare
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