Ancora sulla Palestina
Articolo: Il futuro della Palestina
Gentilissima Signora Rita, se me lo permette, vorrei portare alcune precisazioni alla sua giusta osservazione sul rifiuto del piano ONU 181 del 1947. È indubbio che quel rifiuto da parte dei governi arabi sia stato un errore storico gravissimo, che ha aperto la guerra del 1948 e impedito la nascita di uno Stato palestinese fin da allora. Tuttavia, credo vada tenuto a mente che la Risoluzione 181 non nasce dal nulla: è figlia diretta della Dichiarazione Balfour del 1917. Con quella lettera, l'Impero britannico promise, per fini di dominazione coloniale, a un popolo – quello ebraico – la terra abitata da un altro popolo – quello arabo-palestinese – senza mai consultare quest'ultimo. Per trent'anni, sotto il Mandato britannico, l'immigrazione fu gestita da Londra e la tensione divenne inevitabile. Nel 1947 gli arabi palestinesi costituivano ancora i due terzi della popolazione e detenevano oltre il 90% della terra privata, ma la spartizione assegnava loro il 45% di un territorio frammentato. Non intendo giustificare la scelta della guerra, che si rivelò disastrosa per loro stessi, ma provare a capirne le ragioni: la percepirono non come una proposta di pace, ma come la ratifica finale di una promessa fatta sulla loro testa. In questo senso, la tragedia non inizia nel 1947, ma nel 1917. Non è solo colpa palestinese: è il frutto di un sistema coloniale che ha messo in collisione diretta due diritti entrambi legittimi – quello ebraico ad un rifugio sicuro dopo secoli di persecuzioni culminate nella Shoah, e quello palestinese a rimanere sulla propria terra – senza mai costruire un meccanismo di consenso tra le parti.
Cordialmente,
Gentilissima Signora Rita, se me lo permette, vorrei portare alcune precisazioni alla sua giusta osservazione sul rifiuto del piano ONU 181 del 1947. È indubbio che quel rifiuto da parte dei governi arabi sia stato un errore storico gravissimo, che ha aperto la guerra del 1948 e impedito la nascita di uno Stato palestinese fin da allora. Tuttavia, credo vada tenuto a mente che la Risoluzione 181 non nasce dal nulla: è figlia diretta della Dichiarazione Balfour del 1917. Con quella lettera, l'Impero britannico promise, per fini di dominazione coloniale, a un popolo – quello ebraico – la terra abitata da un altro popolo – quello arabo-palestinese – senza mai consultare quest'ultimo. Per trent'anni, sotto il Mandato britannico, l'immigrazione fu gestita da Londra e la tensione divenne inevitabile. Nel 1947 gli arabi palestinesi costituivano ancora i due terzi della popolazione e detenevano oltre il 90% della terra privata, ma la spartizione assegnava loro il 45% di un territorio frammentato. Non intendo giustificare la scelta della guerra, che si rivelò disastrosa per loro stessi, ma provare a capirne le ragioni: la percepirono non come una proposta di pace, ma come la ratifica finale di una promessa fatta sulla loro testa. In questo senso, la tragedia non inizia nel 1947, ma nel 1917. Non è solo colpa palestinese: è il frutto di un sistema coloniale che ha messo in collisione diretta due diritti entrambi legittimi – quello ebraico ad un rifugio sicuro dopo secoli di persecuzioni culminate nella Shoah, e quello palestinese a rimanere sulla propria terra – senza mai costruire un meccanismo di consenso tra le parti.
Cordialmente,
Alessandro

























