Hydrogen Valley, progetto folcloristico e inefficiente
L’obiettivo di decarbonizzare la Valle Camonica non verrà mai raggiunto rendendo il progetto più folcloristico (ogni 6 mesi una inaugurazione) che serio. Spendere oltre 400 milioni di euro per ottenere una riduzione di appena il 3,6% delle emissioni di CO₂ dei trasporti è un investimento inefficace. Sarebbe stata necessaria una seria valutazione costi-benefici, confrontando il progetto con soluzioni alternative.
1. Emissioni. Il 3,6% di riduzione determina un rapporto costi-benefici del tutto insoddisfacente. Lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere con l’elettrificazione dei 103 chilometri della linea, in tempi più rapidi (minori interruzioni) e con costi decisamente inferiori: circa 100 milioni di euro, comprese le opere necessarie sui 4 chilometri di gallerie.
2. Costi di gestione enormi. Si passa da 17,5 milioni di euro l’anno per i nuovi treni diesel a 42 milioni per quelli a idrogeno, con un aumento di 24,5 milioni, pari al 140%. Risorse che verranno sottratte alle altre linee lombarde.
3. Costi di realizzazione. Il progetto, inizialmente previsto per quasi 400 milioni, dati i 4 anni di ritardo arriverà ad almeno 480 milioni, con un aumento del 20%.
4. Impianti. I siti per la produzione e lo stoccaggio dell’idrogeno risultano troppo vicini alle abitazioni di Iseo, Edolo e Brescia con gravi problemi di sicurezza. A Brescia Borgo San Giovanni è in corso una farsa: l’impianto è già stato appaltato per 49 milioni di euro, ma non è stata ancora avviata la conferenza dei servizi.
Un nuovo fallimento per il federalismo ferroviario Lombardo già provato dalla puntualità dei treni più bassa d'italia (82,2%) contro la media nazionale del 92%.
L’offerta programmata attuale di cinquanta treni al giorno, non aumenterà, mentre i tempi di viaggio sulla Brescia-Edolo resteranno di due ore. Il vero obiettivo avrebbe dovuto essere velocizzare la linea e ridurre di 30 minuti il viaggio sull’intera tratta migliorando 'attrattività della linea.
La linea resterà così la cenerentola della Lombardia per passeggeri trasportati, nonostante l’importante bacino di traffico e la forte congestione stradale e migliorando la sicurezza stradale della Valle.
1. Emissioni. Il 3,6% di riduzione determina un rapporto costi-benefici del tutto insoddisfacente. Lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenere con l’elettrificazione dei 103 chilometri della linea, in tempi più rapidi (minori interruzioni) e con costi decisamente inferiori: circa 100 milioni di euro, comprese le opere necessarie sui 4 chilometri di gallerie.
2. Costi di gestione enormi. Si passa da 17,5 milioni di euro l’anno per i nuovi treni diesel a 42 milioni per quelli a idrogeno, con un aumento di 24,5 milioni, pari al 140%. Risorse che verranno sottratte alle altre linee lombarde.
3. Costi di realizzazione. Il progetto, inizialmente previsto per quasi 400 milioni, dati i 4 anni di ritardo arriverà ad almeno 480 milioni, con un aumento del 20%.
4. Impianti. I siti per la produzione e lo stoccaggio dell’idrogeno risultano troppo vicini alle abitazioni di Iseo, Edolo e Brescia con gravi problemi di sicurezza. A Brescia Borgo San Giovanni è in corso una farsa: l’impianto è già stato appaltato per 49 milioni di euro, ma non è stata ancora avviata la conferenza dei servizi.
Un nuovo fallimento per il federalismo ferroviario Lombardo già provato dalla puntualità dei treni più bassa d'italia (82,2%) contro la media nazionale del 92%.
L’offerta programmata attuale di cinquanta treni al giorno, non aumenterà, mentre i tempi di viaggio sulla Brescia-Edolo resteranno di due ore. Il vero obiettivo avrebbe dovuto essere velocizzare la linea e ridurre di 30 minuti il viaggio sull’intera tratta migliorando 'attrattività della linea.
La linea resterà così la cenerentola della Lombardia per passeggeri trasportati, nonostante l’importante bacino di traffico e la forte congestione stradale e migliorando la sicurezza stradale della Valle.
Dario Balotta co- portavoce Europa Verde Brescia

























