Street Food in centro: condivido il pensiero di Perego
Condivido le perplessità di Dario Perego
C’è un momento, nella vita pubblica di una comunità, in cui bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno. Anche quando non è comodo. Anche quando si rischia di fare arrabbiare qualcuno.
Il Question Time sullo Street Food ha messo in evidenza, ancora una volta, una verità che molti preferiscono non guardare in faccia: tenere una manifestazione di questo tipo nel cuore di Merate genera disagi reali, pesanti e ripetuti.
Dario Perego, nel suo intervento, ha cercato di riportare il dibattito sul punto centrale. Lo ha fatto, è vero, con un tono più misurato di quanto qualcuno si sarebbe aspettato. Ma il senso del suo discorso era chiaro: lo Street Food in centro non può stare.
Ed è proprio questo il punto su cui conviene riflettere.
I problemi non sono teorici. Sono concreti.
Sono le strade bloccate, i camion che caricano e scaricano a orari impossibili, le ambulanze che devono farsi spazio tra panche e tavoli. Sono i rumori e gli odori che invadono le abitazioni di chi vive in centro. Sono le vendite dei negozi storici che, invece di aumentare, calano. Sono i residenti che, ancora una volta, sembrano non esistere nel racconto ufficiale degli eventi.
Il sindaco, nella sua risposta, ha parlato a lungo di mercatini, di calendari natalizi, di alternanza tra le piazze e di contatti con le associazioni di categoria. Ha parlato di tutto, tranne che di chi vive e lavora ogni giorno in quelle stesse strade. È una tecnica antica: parlare d’altro per non affrontare il problema. Ma i problemi restano.
Non si tratta di essere contro gli eventi. Merate ha bisogno di vita, di iniziative, di occasioni di aggregazione. Si tratta di scegliere il posto giusto.
Via degli Alpini o altre aree più periferiche hanno già dimostrato di poter ospitare questo tipo di manifestazioni con minori conseguenze. Continuare a insistere sul centro, anno dopo anno, significa ignorare le segnalazioni di chi ci vive e lavora.
Perego ha ragione quando sottolinea che non si può andare avanti così. Ha ragione quando ricorda che i disagi non sono un dettaglio trascurabile. E ha ragione, soprattutto, quando chiede che le decisioni future non siano prese a tavolino, ma condivise con chi quelle decisioni le subisce sulla propria pelle.
Fare opposizione, si sa, è difficile. Ma dire la verità, a volte, è ancora più difficile.
E la verità, in questo caso, è semplice: lo Street Food in centro crea più problemi di quanti ne risolva.
È ora di prenderne atto.
Del resto, se il sindaco continua a parlare di tutto tranne che dei residenti, forse la prossima volta gli conviene organizzare lo Street Food direttamente in Sala Consiliare: almeno lì i disagi li subirebbe solo chi li ha creati.
C’è un momento, nella vita pubblica di una comunità, in cui bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno. Anche quando non è comodo. Anche quando si rischia di fare arrabbiare qualcuno.
Il Question Time sullo Street Food ha messo in evidenza, ancora una volta, una verità che molti preferiscono non guardare in faccia: tenere una manifestazione di questo tipo nel cuore di Merate genera disagi reali, pesanti e ripetuti.
Dario Perego, nel suo intervento, ha cercato di riportare il dibattito sul punto centrale. Lo ha fatto, è vero, con un tono più misurato di quanto qualcuno si sarebbe aspettato. Ma il senso del suo discorso era chiaro: lo Street Food in centro non può stare.
Ed è proprio questo il punto su cui conviene riflettere.
I problemi non sono teorici. Sono concreti.
Sono le strade bloccate, i camion che caricano e scaricano a orari impossibili, le ambulanze che devono farsi spazio tra panche e tavoli. Sono i rumori e gli odori che invadono le abitazioni di chi vive in centro. Sono le vendite dei negozi storici che, invece di aumentare, calano. Sono i residenti che, ancora una volta, sembrano non esistere nel racconto ufficiale degli eventi.
Il sindaco, nella sua risposta, ha parlato a lungo di mercatini, di calendari natalizi, di alternanza tra le piazze e di contatti con le associazioni di categoria. Ha parlato di tutto, tranne che di chi vive e lavora ogni giorno in quelle stesse strade. È una tecnica antica: parlare d’altro per non affrontare il problema. Ma i problemi restano.
Non si tratta di essere contro gli eventi. Merate ha bisogno di vita, di iniziative, di occasioni di aggregazione. Si tratta di scegliere il posto giusto.
Via degli Alpini o altre aree più periferiche hanno già dimostrato di poter ospitare questo tipo di manifestazioni con minori conseguenze. Continuare a insistere sul centro, anno dopo anno, significa ignorare le segnalazioni di chi ci vive e lavora.
Perego ha ragione quando sottolinea che non si può andare avanti così. Ha ragione quando ricorda che i disagi non sono un dettaglio trascurabile. E ha ragione, soprattutto, quando chiede che le decisioni future non siano prese a tavolino, ma condivise con chi quelle decisioni le subisce sulla propria pelle.
Fare opposizione, si sa, è difficile. Ma dire la verità, a volte, è ancora più difficile.
E la verità, in questo caso, è semplice: lo Street Food in centro crea più problemi di quanti ne risolva.
È ora di prenderne atto.
Del resto, se il sindaco continua a parlare di tutto tranne che dei residenti, forse la prossima volta gli conviene organizzare lo Street Food direttamente in Sala Consiliare: almeno lì i disagi li subirebbe solo chi li ha creati.
Antonio
























