Merate: crisi del commercio, in attesa dell’arrivo dei brand
Come una liturgia anche quest’anno è giunta l’interrogazione sull’andamento del commercio fisso locale. L’ha presentata Massimo Panzeri di “Prospettive per Merate” che avrebbe potuto specularmente riprendere una delle risposte date in passato quando era al vertice della Giunta Municipale. Ma allora c’era un assessore scafato.
Oggi c’è Gianpiero Airoldi che da buon insegnante ha predisposto la risposta scritta partendo da un’ovvietà: le dinamiche di apertura e chiusura dei negozi sono strettamente personali, dipendono da diversi fattori, l’età, la salute, il passaggio generazionale. Aggiungiamoci anche l’ammontare del cassetto che forse Airoldi ha sbadatamente dimenticato. L’Assessore ha citato come un mantra la sinergia con i commercianti (veramente un giro sabato pomeriggio tra gli storici ha dato esito esattamente contrario), le tante iniziative per il centro, le novità rappresentate dal mercato agricolo (da dieci a due bancarelle sopravvissute) e da quello europeo e i numerosi incontri con tutti gli operatori commerciali non dimenticando né le frazioni né i quartieri periferici come Viale Verdi (di cui non si ricorda a memoria una sola manifestazione se non la chiusura con cena dell’omonimo Comitato) . Più interessanti i dati forniti dall’assessore venuto dal nulla (mai visto prima di assumere la carica in un Consiglio comunale né da una parte né dall’altra, quella del pubblico): nel 2024 aperture e cessazioni si sono compensate a quota 11. Il 2025 è stato un anno più difficile con uno scarto negativo di 9. A fine settembre l’unico elemento confortante è la semestralità che indica a fronte di 2 cessazioni ben 7 nuove aperture con un indice positivo di 5. Il centro storico nel 1° semestre ha visto 4 apertura a fronte di una cessazione ma cui se ne debbono aggiungere le due recenti e, come ha profetizzato Massimo Panzeri, altre che sono in arrivo. Nel complesso il commercio in centro storico – nonostante la carica di decine e decine di eventi – presenta un saldo negativo. Airoldi ha tenuto a sottolineare la riapertura dell’edicola dopo parecchi mesi di sospensione dell’attività e l’apertura di una gelateria.

L’interrogante ha ammesso che il problema della chiusura dei negozi di vicinato è comune ovunque. Tuttavia ha chiesto di studiare qualche meccanismo attraverso la leva fiscale che possa da un lato favorire le cosiddette start up e dall’altro stimolare i proprietari di negozi chiusi a concederli in locazione a prezzi calmierati. Naturalmente ha fatto notare che, come numerose altre baldanzose previsioni contenute nel programma elettorale di “ViviAmo Merate”, dei famosi brand che sarebbero arrivati in città sotto le insegne di Brianza Valley non c’è alcuna traccia. Non solo, ma anche quel “protocollo” tra Comune e Confcommercio illustrato in conferenza stampa con tanto di fanfara è rimasto lettera morta (CLICCA QUI).
Un nulla di fatto. E del resto Confcommercio a Merate è poco più di un’insegna, non si ricordano importanti iniziative promosse o quanto meno sostenute dall’associazione lecchese.
Panzeri ha chiuso l’intervento dichiarandosi per il momento soddisfatto ma anticipando che le medesime proposte sui possibili incentivi al commercio locale le richiederà in sede di bilancio preventivo 2027.


L’interrogante ha ammesso che il problema della chiusura dei negozi di vicinato è comune ovunque. Tuttavia ha chiesto di studiare qualche meccanismo attraverso la leva fiscale che possa da un lato favorire le cosiddette start up e dall’altro stimolare i proprietari di negozi chiusi a concederli in locazione a prezzi calmierati. Naturalmente ha fatto notare che, come numerose altre baldanzose previsioni contenute nel programma elettorale di “ViviAmo Merate”, dei famosi brand che sarebbero arrivati in città sotto le insegne di Brianza Valley non c’è alcuna traccia. Non solo, ma anche quel “protocollo” tra Comune e Confcommercio illustrato in conferenza stampa con tanto di fanfara è rimasto lettera morta (CLICCA QUI).
Un nulla di fatto. E del resto Confcommercio a Merate è poco più di un’insegna, non si ricordano importanti iniziative promosse o quanto meno sostenute dall’associazione lecchese.
Panzeri ha chiuso l’intervento dichiarandosi per il momento soddisfatto ma anticipando che le medesime proposte sui possibili incentivi al commercio locale le richiederà in sede di bilancio preventivo 2027.
























