Merate: centro chiuso, scelta incomprensibile
Centro chiuso per lo Street Food: una scelta incomprensibile. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. La scelta di organizzare lo Street Food in concomitanza con la chiusura di via Trento lascia francamente perplessi. In un momento in cui la viabilità del centro è già messa a dura prova, era davvero impossibile prevedere le conseguenze di una sovrapposizione del genere? Bastava un minimo di buon senso: non si poteva rimandare di una settimana la chiusura di via Trento? Avremmo avuto un evento in centro senza aggiungere ulteriori disagi a cittadini, commercianti e attività già penalizzate dalle difficoltà di accesso. Qui non si tratta di essere contrari agli eventi o allo Street Food. Al contrario: iniziative di questo tipo possono essere una risorsa per il paese, per le attività commerciali ma fuori dal centro storico . Ma proprio per questo vanno organizzate con attenzione, coordinando calendario, viabilità e necessità dei cittadini. L’impressione, invece, è quella di una programmazione che non tiene conto del quadro complessivo. L’inesperienza, prima o poi, presenta il conto. E quando a pagarne il prezzo sono i cittadini e i commercianti, qualche domanda è più che legittima. E allora una domanda viene spontanea anche a chi, da tempo, si propone come punto di riferimento e “mentore” di Viviamo Merate: possibile che nessuno abbia pensato di consigliare una soluzione diversa? Possibile che nessuno abbia fatto notare che sovrapporre due situazioni di forte impatto sulla viabilità fosse una scelta quantomeno discutibile? Non servivano grandi strategie. Sarebbe bastato guardare il calendario, ascoltare il territorio e usare un po’ di buon senso. Amministrare significa anche questo: prevedere i problemi prima che si presentino, non cercare spiegazioni dopo. Perché sbagliare è umano. Ma perseverare, soprattutto quando le alternative esistono, è diabolico.
Cittadino molto molto deluso
























