Merate: Street Food il Q.T. che imbarazza Dario Perego

Avrebbe potuto citare l’assurda deviazione della tradizionale Processione per la festa di Merate, oppure l’ambulanza che a mezzanotte ha preso a bordo un residente in via Carlo Baslini, in condizioni critiche, non prima di aver fatto spostare il camion che bloccava la strada per caricare panche e tavoli. E ancora, avrebbe potuto chiedere perché lo scorso anno lo Street Food è stato fatto una volta in centro e l’altra in via degli Alpini, o affermare senza tema di smentita che i commercianti, soprattutto quelli storici, sono nettamente contrari a questo tipo di manifestazione che blocca il centro, lo invade di rumori e odori e fa crollare le vendite. Avrebbe avuto una impressionante serie di argomentazioni per affrontare il tema posto con il question time, Dario Perego. Ma l’imbarazzo, il timore di andare troppo contro soggetti della sua associazione ormai organici alla Proloco e alla presidente della Proloco stessa, hanno prevalso offrendo a chi lo segue dai tempi della prima consigliatura (1975) un’immagine triste, sbiadita. Ben lontana da quella del sindaco decisionista, visionario, ottimo politico, capace di aggregare. Fare opposizione è difficile, forse ancor più complesso che governare: bisogna sapere tutto consci che la propria opinione poi sarà in balia del parere della maggioranza. Forse, e lo diciamo con una punta di amarezza, sarebbe il momento di passare la mano. Dietro c’è Andrea Robbiani che di opposizione ne ha fatta. E sa come farla.
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Quanto al sindaco in dieci minuti di risposta al Q.T. non ha citato una sola volta i residenti e i lavoratori, solo i commercianti sostenendo, senza pudore, che tutti fossero concordi con lo svolgimento della manifestazione in centro. Come se i residenti non avessero nemmeno il diritto di essere interpellati.
Consapevole che questa volta l’evento è stato sotto tono e ha creato indubbi problemi e duri malumori il giovane primo cittadino ha fatto ricorso alla consumata tecnica di parlare d’altro, prendere tempo, troncare, sopire, in una dialettica tipicamente democristiana. Ha citato i mercatini, i prossimi eventi, il calendario natalizio, rimarcando l’alternanza tra le due piazze per fare in modo che tutti i commercianti ne traggano giovamento. Perego ha cercato timidamente di riportare il dibattito sullo Street Food che in centro non ci può stare a meno di trarre un sottile piacere dall’infliggere disagi enormi a commercianti, operatori vari e residenti. Ma niente da fare. Salvioni ha continuato a straparlare di contatti permanenti con le associazioni di categoria (quali?), di accordi presi “a suo tempo”, di calendari condivisi.
Non ha nemmeno preso l’impegno di concordare l’articolazione degli eventi 2027 con coloro che poi ne saranno inevitabilmente coinvolti. Seguendo la scia della precedente amministrazione che concedeva la diffusione del calendario prima ancora che la Giunta lo vedesse e lo approvasse. Così, però, la consigliatura finì con ben tre assessori sostituiti in corsa e una sonora sconfitta elettorale.
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