Merate: Valeria Palumbo Storie di donne invisibili  

Dare voce a storie rimaste ai margini, riportare alla luce figure femminili dimenticate e interrogarsi su immagini e modelli che nel corso del tempo la società ha costruito attorno alle donne: è questo il percorso di “Vista dalla Luna. Voci e storie di donne invisibili, violate, visionarie”, il ciclo di incontri promosso dall’associazione Ora Basta in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
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Si tratta di una rassegna che, attraverso cultura, cinema e letteratura, vuole mantenere alta l’attenzione sui temi dei diritti, dell’uguaglianza di genere e del contrasto a ogni forma di violenza, creando occasioni di confronto che vadano oltre la sola ricorrenza di novembre.
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Valeria Palumbo

A inaugurare questo percorso nella sala civica “F.lli Cernuschi” di Merate, è stata Valeria Palumbo, giornalista, storica delle donne e autrice di numerose biografie dedicate a figure femminili spesso dimenticate. Caporedattrice di Oggi, collaboratrice del Corriere della Sera e della Radio della Svizzera italiana, Palumbo è anche docente a contratto all’Università Statale di Milano. Da anni si occupa di riportare alla luce figure femminili rimaste fuori dai grandi racconti della storia, restituendo loro voce e spazio.
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Valeria Marinari, vicensindaco di Merate

Davanti a una sala attenta e partecipata, la giornalista ha preso spunto da diversi autori, romanzi e personaggi  per riflettere su alcune delle rappresentazioni della donna che hanno attraversato la storia e la letteratura, soffermandosi anche sulle aspettative costruite attorno alla vita delle donne.

Tra i passaggi affrontati in sala, quello legato al matrimonio e alla trasformazione del significato attribuito a questa parola: è proprio nell’Ottocento, ha spiegato Palumbo, che il matrimonio comincia ad essere sempre più associato all’amore. Se in precedenza poteva essere soprattutto un'alleanza, un accordo o una questione di convenienza, nell’immaginario ottocentesco prende forma l’idea che una donna debba sposarsi per amore.
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Franca Rosa, di Ora Basta

Un ideale che però non coincide necessariamente con la realtà. Ed è proprio attraverso le storie raccontate nei romanzi che emergono le aspettative che la società costruiva attorno alle donne e quel destino che, per lungo tempo, è stato considerato quasi naturale.

Nello stesso contesto si inserisce anche la parola “zitella”, che in origine indicava semplicemente una ragazza non sposata. Nel tempo ha poi assunto progressivamente una connotazione negativa, diventando un’etichetta per indicare la donna che non aveva seguito quello che veniva considerato il percorso “giusto”: ancora una volta, il matrimonio come traguardo naturale nella vita di ogni ragazza.
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Una riflessione che dal passato porta inevitabilmente al presente. Perché accanto ai cambiamenti maturati negli anni, continuano a verificarsi ancora episodi che ricordano quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione e continuare a creare occasioni di confronto e sensibilizzazione.

E un esempio è arrivato proprio a margine dell'incontro: le locandine che annunciavano la rassegna sono state infatti imbrattate da ignoti con scritte infamanti e ingiuriose rivolte alle donne. Un episodio che, paradossalmente, finisce per riportare al centro proprio il senso di iniziative come “Vista dalla Luna”: creare spazi in cui parlare di donne, stereotipi e violenza, ma anche interrogarsi sulle parole e sulle immagini che ancora oggi utilizziamo per raccontarle.
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I prossimi appuntamenti sono fissati per venerdì 23 ottobre e venerdì 6 novembre nell'aula consiliare con le letture sceniche a cura dell'Associazione Leggere per gioco ODV.
F.Ri.

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