Calco: Gibo Gibellini con la sua mostra personale apre la rassegna di “CulturArte”
Ha giocato in casa Gibo Gibellini e l’emozione era evidente. A pochi passi dalla sua abitazione, l’artista calchese ha inaugurato sabato 3 ottobre la sua mostra personale, primo appuntamento della terza edizione di CulturArte, il Festival della Cultura di Calco.
Ad accoglierlo, al Polo Culturale di via San Gottardo ad Arlate, una sala gremita di persone, una partecipazione che ha sorpreso ed emozionato lo stesso Gibellini.


«È una mostra importante perché mi permette di espormi come artista proprio nel paese in cui vivo. Un po’ di orgoglio c’è», ha raccontato Gibellini, colpito non soltanto dalla partecipazione, ma anche dalla macchina organizzativa che ha reso possibile l’appuntamento. A colpirlo, in particolare, è stato il coinvolgimento di amministrazione, associazioni e volontari: «Vedere una sala preparata, la musica, il rinfresco e tante persone che si impegnano ti fa sentire parte di una comunità. Ti viene voglia di essere presente e di impegnarti».


A guidare il pubblico alla scoperta delle opere è stata Raffaella Lamberti, grande amica dell’artista, e accompagnata dagli intermezzi musicali della scuola di musica del Circolo Culturale “Don Carlo Borghi”. Al centro delle tele di Gibellini ci sono soprattutto dei volti, capaci di catturare l’attenzione attraverso espressioni intense e sguardi. Sono infatti proprio gli occhi, fora legare tutte le opere, accompagnando l’osservatore da una tela all’altra.
«La rappresentazione, pur rimanendo silenziosa, diventa così capace di evocare una frase, un racconto, un ricordo o una domanda, dando vita a un percorso emotivo che coinvolge chi osserva», ha sottolineato Lamberti.
Un ruolo centrale nella pittura di Gibellini è affidato anche al colore, attraverso cui l’artista costruisce le figure con un sapiente accostamento di macchie cromatiche. La tavolozza cambia da opera a opera: a volte più contenuta e raccolta, altre più audace e vivace. Particolare attenzione è riservata alla figura femminile, rappresentata tanto come espressione di forza interiore quanto nella sua dimensione più legata all’amore e alla sensibilità.
Accanto ai personaggi, nell’altra sala del Polo Culturale trovano spazio i paesaggi, completando un’esposizione che permette di attraversare le diverse anime della produzione dell’artista calchese.
L’inaugurazione della mostra ha così aperto ufficialmente il mese di CulturArte, una rassegna che quest’anno propone un programma articolato tra mostre, musica, incontri con gli autori e visite guidate. «Non pensavamo di riuscire a ripetere da subito il Festival della Cultura e quello della Musica, due rassegne che richiedono molto impegno», ha spiegato il sindaco Stefano Motta, sottolineando come il rinnovo dell’amministrazione non abbia fermato il percorso già avviato. «Grazie anche ai nuovi entrati ci siamo messi in pista subito e questo significa che le proposte possono continuare, mantenendo anche un livello particolarmente alto».
«Siamo riusciti a creare un bel programma per questo mese, con tre mostre che si susseguiranno e una proposta varia», ha sottolineato l'assessore Riccardo Massironi, che ha raccolto il testimone di Maria Suraci, recentemente nominata assessore all’Istruzione, rivolgendo un ringraziamento particolare ai volontari: «Sono fondamentali per permettere alla macchina di funzionare e per continuare a fare belle cose».


La personale di Gibo Gibellini resterà visitabile fino a domenica 11 ottobre, con ingresso libero. Sarà il primo tassello di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con altri artisti e altre forme di espressione: Roberto Antonini e Carlo Fanton, Federico Guzzi, Luisa Colombo, Giovanna Fumagalli Biollo, Raffaele Carsana, Franco Boaretto, Fernando Massironi ed Erminio Bonanomi saranno protagonisti dei successivi appuntamenti di CulturArte.
Ad accoglierlo, al Polo Culturale di via San Gottardo ad Arlate, una sala gremita di persone, una partecipazione che ha sorpreso ed emozionato lo stesso Gibellini.


«È una mostra importante perché mi permette di espormi come artista proprio nel paese in cui vivo. Un po’ di orgoglio c’è», ha raccontato Gibellini, colpito non soltanto dalla partecipazione, ma anche dalla macchina organizzativa che ha reso possibile l’appuntamento. A colpirlo, in particolare, è stato il coinvolgimento di amministrazione, associazioni e volontari: «Vedere una sala preparata, la musica, il rinfresco e tante persone che si impegnano ti fa sentire parte di una comunità. Ti viene voglia di essere presente e di impegnarti».


A guidare il pubblico alla scoperta delle opere è stata Raffaella Lamberti, grande amica dell’artista, e accompagnata dagli intermezzi musicali della scuola di musica del Circolo Culturale “Don Carlo Borghi”. Al centro delle tele di Gibellini ci sono soprattutto dei volti, capaci di catturare l’attenzione attraverso espressioni intense e sguardi. Sono infatti proprio gli occhi, fora legare tutte le opere, accompagnando l’osservatore da una tela all’altra.
«La rappresentazione, pur rimanendo silenziosa, diventa così capace di evocare una frase, un racconto, un ricordo o una domanda, dando vita a un percorso emotivo che coinvolge chi osserva», ha sottolineato Lamberti.
Un ruolo centrale nella pittura di Gibellini è affidato anche al colore, attraverso cui l’artista costruisce le figure con un sapiente accostamento di macchie cromatiche. La tavolozza cambia da opera a opera: a volte più contenuta e raccolta, altre più audace e vivace. Particolare attenzione è riservata alla figura femminile, rappresentata tanto come espressione di forza interiore quanto nella sua dimensione più legata all’amore e alla sensibilità.
Accanto ai personaggi, nell’altra sala del Polo Culturale trovano spazio i paesaggi, completando un’esposizione che permette di attraversare le diverse anime della produzione dell’artista calchese.
L’inaugurazione della mostra ha così aperto ufficialmente il mese di CulturArte, una rassegna che quest’anno propone un programma articolato tra mostre, musica, incontri con gli autori e visite guidate. «Non pensavamo di riuscire a ripetere da subito il Festival della Cultura e quello della Musica, due rassegne che richiedono molto impegno», ha spiegato il sindaco Stefano Motta, sottolineando come il rinnovo dell’amministrazione non abbia fermato il percorso già avviato. «Grazie anche ai nuovi entrati ci siamo messi in pista subito e questo significa che le proposte possono continuare, mantenendo anche un livello particolarmente alto».
«Siamo riusciti a creare un bel programma per questo mese, con tre mostre che si susseguiranno e una proposta varia», ha sottolineato l'assessore Riccardo Massironi, che ha raccolto il testimone di Maria Suraci, recentemente nominata assessore all’Istruzione, rivolgendo un ringraziamento particolare ai volontari: «Sono fondamentali per permettere alla macchina di funzionare e per continuare a fare belle cose».


La personale di Gibo Gibellini resterà visitabile fino a domenica 11 ottobre, con ingresso libero. Sarà il primo tassello di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con altri artisti e altre forme di espressione: Roberto Antonini e Carlo Fanton, Federico Guzzi, Luisa Colombo, Giovanna Fumagalli Biollo, Raffaele Carsana, Franco Boaretto, Fernando Massironi ed Erminio Bonanomi saranno protagonisti dei successivi appuntamenti di CulturArte.
F.Ri.

























