Merate: parchi interdetti ai cani

Divieto di accesso ai cani nei parchi del nostro comune: cartelli fuorvianti e anacronistici da rimuovere
Spettabile Redazione, scrivo per accendere i riflettori su una questione che tocca la vita quotidiana di molti nel nostro comune: i cartelli che vietano l'accesso ai cani nel parco dell'ex Comune. Ormai si è creato un vero e proprio cortocircuito. Da una parte ci sono cartelli vecchi e anacronistici. Dall'altra c'è la realtà: moltissimi cittadini entrano già regolarmente nel parco con i loro cani, consapevoli che quei divieti non hanno più ragion d'essere. Di fatto, i cartelli restano lì solo a generare confusione. Il punto è che, sul piano giuridico, un divieto esteso a tutto il parco non regge. La giurisprudenza amministrativa è ormai costante: il sindaco non può vietare l'accesso dei cani ai parchi in via preventiva e assoluta. Il TAR Basilicata (sent. n. 611/2013) ha giudicato un simile divieto sproporzionato e lesivo della libertà di circolazione delle persone. Il TAR Toscana (sent. n. 694/2017) ha chiarito che la semplice presenza di deiezioni non è un'emergenza igienico-sanitaria tale da giustificare un divieto totale. Il TAR Umbria (sent. n. 21/2021) ha ribadito che bastano strumenti meno invasivi: l'obbligo di raccolta dei bisogni e i controlli con sanzioni per chi non rispetta le regole. In altre parole, il decoro e la pulizia si tutelano multando chi non raccoglie o non usa il guinzaglio, non chiudendo agli animali spazi che sono di tutti. L'art. 50, comma 5, del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali) prevede ordinanze contingibili e urgenti per situazioni eccezionali e motivate. Non può servire a giustificare divieti permanenti senza un'adeguata istruttoria. Non chiediamo di cancellare ogni regola. Per proteggere i più piccoli, molte città limitano l'accesso ai cani soltanto negli spazi riservati ai giochi dei bambini, purché siano ben delimitati e segnalati. È questa l'impostazione seguita, per esempio, dal Regolamento del verde di Milano. Nel nostro caso l'area giochi si trova proprio all'ingresso sud del parco. Proponiamo quindi di limitare il divieto a quell'area e di garantire comunque il passaggio, così che chi arriva da sud con il cane al guinzaglio possa raggiungere il resto del parco senza dover fare il giro. Nel vicinato si dice che sulla questione sia già partita una segnalazione e che il Comune si stia muovendo. Visto che le norme e il buonsenso vanno nella stessa direzione, lanciamo un appello all'amministrazione: perché aspettare? Togliamo i cartelli fuorvianti, delimitiamo con chiarezza l'area giochi e mettiamo nero su bianco una situazione che nei fatti è già la normalità. Si eviterebbero malintesi, perdite di tempo e contenziosi sulle sanzioni che farebbero felici solo gli avvocati. 
Un cordiale saluto, 
M.
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