Lomagna: l'atleta Viano che ad Haiti "sognava la neve"
Nella mattinata di sabato 3 ottobre la comunità di Lomagna ha ospitato una tappa carica di significato della terza edizione del Festival "Kenbe Fèm". L'evento, tenutosi alla presenza di un pubblico numeroso e composto da molti bambini, ha visto la presentazione del libro "Ad Haiti sognavo la neve" insieme al protagonista, Richardson Viano, primo atleta haitiano nella storia ad aver partecipato alle Olimpiadi Invernali, e ai due giornalisti e autori del volume, Alessandro Corallo e Alessandro Demarchi.


Ad aprire la mattinata sono stati i saluti del parroco don Andrea Restelli, che ha ricordato il senso dell'espressione creola "Kenbe Fèm" ("Tieni duro"), collocando l'iniziativa all'interno del percorso verso il quinto anniversario della scomparsa di suor Luisa Dell'Orto, martire ad Haiti. L'incontro è stato introdotto anche dai ringraziamenti a Iliana Joseph, presidente dell'associazione Haititalia (realtà nata nel 2009 da famiglie italiane ed haitiane), che due anni fa aveva conferito proprio a Richardson Viano il riconoscimento di "Haitiano dell'anno".


Nel corso della presentazione, Alessandro Corallo e Alessandro Demarchi hanno contestualizzato la portata storica dell'impresa di Richardson Viano, sottolineando come in un Paese segnato da profonda crisi, violenze e povertà, la storia di un giovane atleta rappresenti una luce in grado di risvegliare l'orgoglio di un intero popolo. Richardson Viano ha ripercorso le tappe della sua vita: dall'infanzia in un orfanotrofio di Port-au-Prince fino all'adozione a tre anni da parte di una famiglia di Torino (con il padre guida alpina che gli ha trasmesso l'amore per la montagna) e alla crescita in Francia. Nonostante le difficoltà di essere spesso l'unico ragazzo nero sulle piste da sci, il giovane atleta ha scelto a 16 anni di riprendere il passaporto haitiano per gareggiare per la sua terra d'origine.


Durante il dialogo, il campione ha condiviso con i presenti i sacrifici quotidiani necessari per competere nello sci alpino — una disciplina che richiede grandi risorse economiche per la federazione haitiana — tra gli intensi allenamenti estivi sui ghiacciai, i costi dei materiali e la complessa gestione dello stress gara. Particolarmente emozionante il racconto del suo debutto ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino a soli 19 anni, dove ha avuto l'onore di essere il primo haitiano a debuttare per la sua nazione. Dopo l'esperienza cinese sono seguiti i giochi invernali disputatesi quest'anno in Italia dove, dopo l'amarezza della prima gara, è riuscito ad aggiudicarsi il 29° posto assoluto nello slalom speciale, piazzandosi tra i primi trenta al mondo nella seconda manche sotto gli occhi di milioni di telespettatori.
L'incontro si è concluso con un messaggio rivolto ai più giovani riassunto dal motto "Niente è impossibile", vera incarnazione dello spirito del "Kenbe Fèm". Richardson Viano, che indossava i colori e i simboli d'arte naïf della divisa ufficiale di Haiti, è partito in seguito all'incontro a Lomagna per la Svizzera per iniziare la preparazione in vista dei Campionati del Mondo del 2027 e delle prossime Olimpiadi del 2030, portando con sé il sostegno dell'intera comunità.

Alessandro Demarchi, Richardson Vianom Alessandro Corallo, don Andrea

A sinistra la mamma
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti del parroco don Andrea Restelli, che ha ricordato il senso dell'espressione creola "Kenbe Fèm" ("Tieni duro"), collocando l'iniziativa all'interno del percorso verso il quinto anniversario della scomparsa di suor Luisa Dell'Orto, martire ad Haiti. L'incontro è stato introdotto anche dai ringraziamenti a Iliana Joseph, presidente dell'associazione Haititalia (realtà nata nel 2009 da famiglie italiane ed haitiane), che due anni fa aveva conferito proprio a Richardson Viano il riconoscimento di "Haitiano dell'anno".

Richardson con la fiaccola olimpica

La divisa di Haiti alle Olimpiadi invernali Milano Cortina
Nel corso della presentazione, Alessandro Corallo e Alessandro Demarchi hanno contestualizzato la portata storica dell'impresa di Richardson Viano, sottolineando come in un Paese segnato da profonda crisi, violenze e povertà, la storia di un giovane atleta rappresenti una luce in grado di risvegliare l'orgoglio di un intero popolo. Richardson Viano ha ripercorso le tappe della sua vita: dall'infanzia in un orfanotrofio di Port-au-Prince fino all'adozione a tre anni da parte di una famiglia di Torino (con il padre guida alpina che gli ha trasmesso l'amore per la montagna) e alla crescita in Francia. Nonostante le difficoltà di essere spesso l'unico ragazzo nero sulle piste da sci, il giovane atleta ha scelto a 16 anni di riprendere il passaporto haitiano per gareggiare per la sua terra d'origine.


Iliana Joseph presidente associazione Haititalia
Durante il dialogo, il campione ha condiviso con i presenti i sacrifici quotidiani necessari per competere nello sci alpino — una disciplina che richiede grandi risorse economiche per la federazione haitiana — tra gli intensi allenamenti estivi sui ghiacciai, i costi dei materiali e la complessa gestione dello stress gara. Particolarmente emozionante il racconto del suo debutto ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino a soli 19 anni, dove ha avuto l'onore di essere il primo haitiano a debuttare per la sua nazione. Dopo l'esperienza cinese sono seguiti i giochi invernali disputatesi quest'anno in Italia dove, dopo l'amarezza della prima gara, è riuscito ad aggiudicarsi il 29° posto assoluto nello slalom speciale, piazzandosi tra i primi trenta al mondo nella seconda manche sotto gli occhi di milioni di telespettatori.
L'incontro si è concluso con un messaggio rivolto ai più giovani riassunto dal motto "Niente è impossibile", vera incarnazione dello spirito del "Kenbe Fèm". Richardson Viano, che indossava i colori e i simboli d'arte naïf della divisa ufficiale di Haiti, è partito in seguito all'incontro a Lomagna per la Svizzera per iniziare la preparazione in vista dei Campionati del Mondo del 2027 e delle prossime Olimpiadi del 2030, portando con sé il sostegno dell'intera comunità.
G.Lu.
























