In ricordo di Stefania che sapeva fare del bene senza mettersi al ccentro
Ci sono incontri che, quando accadono, sembrano semplicemente parte della vita di ogni giorno. Solo dopo ci accorgiamo di quanto ci abbiano accompagnato. Stefania, per me, è stata uno di questi incontri. È stata la prima persona ad accogliermi quando sono arrivato al Comune di Robbiate come dipendente. E oggi, mentre provo a mettere insieme qualche parola per ricordarla, torno inevitabilmente a quei primi giorni. A quando tutto era nuovo, ai dubbi, alle cose da imparare, alle persone ancora da conoscere. Lei era lì. Mi accolse con quella sua maniera discreta, senza grandi gesti. Con la disponibilità di chi non ti fa mai pesare una domanda, con la pazienza di spiegarti una cosa anche quando forse per lei era scontata, con quel modo buono di stare accanto agli altri che non si insegna e non si impara sui libri. Stefania era competente, precisa. Lo sapevano tutti quelli che hanno lavorato con lei. Ma io oggi faccio fatica a fermarmi alla collega e alla professionista.
Io ricordo soprattutto la persona. Ricordo un animo buono. In questi giorni la Chiesa ha festeggiato santa Teresa di Lisieux. Ho pensato alla sua «piccola via», fatta di cose apparentemente normali, vissute però con amore. Non so trovare un’immagine più adatta per ricordare Stefania. Non perché servano paragoni solenni, ma perché anche lei sapeva fare del bene senza mettersi al centro. Con naturalezza. Quasi in silenzio. E poi penso agli angeli custodi. Da bambino immaginavo l’angelo come qualcuno che cammina accanto a noi e ci prende per mano nei passaggi più incerti. Crescendo quella figura cambia, ma forse il senso rimane. Nella vita incontriamo persone che, magari soltanto per un tratto di strada, fanno proprio questo: ci accompagnano mentre muoviamo i primi passi, ci fanno sentire meno estranei, ci aiutano senza chiedere nulla.
Per me, a Robbiate, Stefania è stata anche questo. Mi resta la gratitudine di averla incontrata e di aver condiviso con lei un tratto della mia vita lavorativa. Anche se le nostre strade professionali si erano separate, certi incontri non finiscono quando si cambia ufficio o Comune. Rimangono nel modo in cui ricordiamo un luogo, un periodo della nostra vita, perfino la persona che eravamo allora. E Stefania, per me, resterà legata per sempre ai miei primi passi a Robbiate.
Non avrei mai pensato che sarebbe arrivato così presto il momento di parlarne al passato. Ci sono persone che non fanno rumore nemmeno quando passano nella nostra vita. Eppure, quando non ci sono più, il loro silenzio si sente.
Ciao Stefania.
Io ricordo soprattutto la persona. Ricordo un animo buono. In questi giorni la Chiesa ha festeggiato santa Teresa di Lisieux. Ho pensato alla sua «piccola via», fatta di cose apparentemente normali, vissute però con amore. Non so trovare un’immagine più adatta per ricordare Stefania. Non perché servano paragoni solenni, ma perché anche lei sapeva fare del bene senza mettersi al centro. Con naturalezza. Quasi in silenzio. E poi penso agli angeli custodi. Da bambino immaginavo l’angelo come qualcuno che cammina accanto a noi e ci prende per mano nei passaggi più incerti. Crescendo quella figura cambia, ma forse il senso rimane. Nella vita incontriamo persone che, magari soltanto per un tratto di strada, fanno proprio questo: ci accompagnano mentre muoviamo i primi passi, ci fanno sentire meno estranei, ci aiutano senza chiedere nulla.
Per me, a Robbiate, Stefania è stata anche questo. Mi resta la gratitudine di averla incontrata e di aver condiviso con lei un tratto della mia vita lavorativa. Anche se le nostre strade professionali si erano separate, certi incontri non finiscono quando si cambia ufficio o Comune. Rimangono nel modo in cui ricordiamo un luogo, un periodo della nostra vita, perfino la persona che eravamo allora. E Stefania, per me, resterà legata per sempre ai miei primi passi a Robbiate.
Non avrei mai pensato che sarebbe arrivato così presto il momento di parlarne al passato. Ci sono persone che non fanno rumore nemmeno quando passano nella nostra vita. Eppure, quando non ci sono più, il loro silenzio si sente.
Ciao Stefania.
Pietro Santoro

























