Montevecchia: chiarezza ce n’è poca

Ho seguito con attenzione le notizie su Merateonline relative al progetto “Quattro Strade al Centro” e alle dichiarazioni del sindaco Ivan Pendeggia sulla volontà di spostare la biblioteca comunale di Montevecchia nell’area dell’ex pub.
Mi permetto di esprimere qualche perplessità. Qualche anno fa, sotto la precedente amministrazione, erano stati stanziati fondi regionali (circa 100 mila euro) e raccolte donazioni private proprio per realizzare una nuova sede della biblioteca. Quei soldi, vincolati alla creazione di uno spazio bibliotecario adeguato, sono poi stati utilizzati dall’attuale Giunta per acquistare l’immobile delle Quattro Strade.
Ora si parla di un percorso partecipato per trasformare quell’area in un polo culturale con biblioteca, servizi e spazi condivisi. Va bene coinvolgere i cittadini, va bene riqualificare una zona degradata. Ma resta una domanda semplice e concreta: se pochi anni fa si è deciso di investire risorse pubbliche e private per una nuova biblioteca, che senso ha oggi spendere altri soldi per spostarla, progettare, demolire e ricostruire?
La biblioteca di Montevecchia si trova attualmente negli spazi dell’oratorio in alta collina, in condizioni che tutti sanno non essere ideali. Il problema della sede esiste da tempo e nessuno lo nega. Però il continuo cambio di direzione – prima via Fontanile, poi l’ex officina, poi l’ex pub – genera confusione e, soprattutto, fa temere un ulteriore esborso a carico delle casse comunali.
Alla fine, come spesso accade, a pagare è sempre Pantalone. Cioè i cittadini di Montevecchia.
Sarebbe utile avere chiarezza sui costi complessivi previsti, sui tempi reali di realizzazione e su quanto di quelle risorse originarie sia ancora disponibile. Perché una cosa è riqualificare un’area strategica del paese; un’altra è rischiare di buttare via i soldi già spesi senza un piano chiaro e definitivo.
Sergio
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