Montevecchia: consigli della GdF per contrastare i truffatori

Le truffe realizzate con gli strumenti digitali si moltiplicano e spesso a farne le spese sono gli anziani. 
A illustrare le modalità attraverso cui i truffatori cercano di aggirare gli utilizzatori spesso inconsapevoli di questi strumenti, dando anche suggerimenti per evitare di cadere in trappola, è stato il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Cernusco Lombardone tenente Gianluca Mazzei, accompagnato dal maresciallo Giampaolo Iuliano e dalla sovrintendente scelta Sara Fumagalli.
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L’incontro, organizzato martedì 29 presso lo Spazio Anziani di Montevecchia e ultimo di un ciclo rivolto ai cittadini over 65, era organizzato dall’Ambito territoriale di Merate con finanziamento di Regione Lombardia e Ats Brianza.
Dopo aver illustrato i compiti della Gdf e la sua organizzazione a livello territoriale, il comandante si è focalizzato sui reati messi a segno attraverso le tecnologie e rispetto ai quali la Guardia di Finanza ha competenza preminente dal 2017.
La prima tipologia riguarda il commercio elettronico. In questo caso le truffe vengono realizzate sia attraverso falsi siti sia con false inserzioni su portali legalmente registrati.
Il consiglio è di diffidare delle merci vendute a prezzi troppo bassi rispetto a quelli di mercato e di verificare l’attendibilità del sito attraverso i recapiti ufficiali forniti e le recensioni che si trovano in Rete.
Un’altra tecnica molto diffusa è poi il cosiddetto “phishing”, che ha l’obiettivo di appropriarsi dei nostri dati personali per farne un uso illecito. Il problema in questo caso è che chi la mette in atto generalmente si presenta sotto le mentite spoglie di un soggetto autorevole come la banca, l’agenzia delle entrate, l’Inps, le poste o altri enti pubblici.
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Tenente Gianluca Mazzei
Il consiglio è di non cliccare mai sui link contenuti nelle email o nei messaggi che vengono inviati, perché in questo modo il truffatore può appropriarsi dei nostri dati personali.
In alcuni casi, ha spiegato il comandante, all’email segue una telefonata nella quale il delinquente avendo avuto accesso al nostro conto bancario ci elenca tutti i movimenti effettuati rafforzandoci così nell’idea che si tratti di un impiegato dell’istituto di credito.
“Le banche non chiedono mai ai loro clienti di fornire i propri dati” ha chiarito Mazzei, il quale tuttavia ha riferito che i truffatori più abili riescono a telefonare facendo comparire sul display il vero numero della banca o dell’ente da cui sostengono di chiamare, il che può effettivamente trarre in inganno anche i più smaliziati.
I consigli sono di entrare solo nei siti e nelle app ufficiali, di diffidare delle telefonate con toni intimidatori (“è urgente”, “faccia presto”), di mantenere i dispositivi e le applicazioni sempre aggiornati e con antivirus che facciano da barriera.
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Molto insidiosa, soprattutto per chi utilizza i social network, è la truffa di tipo sentimentale. Le vittime sono prevalentemente di sesso femminile e il profilo del truffatore-tipo è quello di un uomo straniero, di bella presenza, membro di importanti organizzazioni. Si tratta in genere di profili falsi utilizzati per stabilire una relazione coinvolgente. Quando il soggetto percepisce di aver conquistato la fiducia della potenziale vittima, può fingere di trovarsi in situazioni drammatiche e di aver bisogno di aiuto: scatta così la richiesta di denaro o anche dell’invio di dati personali e foto, il che espone anche a possibili ricatti.
La truffa immobiliare riguarda invece la vendita di immobili e avviene utilizzando foto di edifici reali che si trovano realmente in commercio. Dopo il versamento della caparra però il presunto venditore sparisce nel nulla. Il consiglio è di mettere la foto dell’immobile e l’eventuale numero di telefono del venditore in Rete per verificare se ci sono notizie al riguardo. 
“Spesso l’Iban che viene fornito per il bonifico è straniero e questo deve metterci in allerta”, ha osservato il comandante, il quale ha anche invitato a non fidarsi dell’invio da parte di queste persone di eventuali documenti di identità perché spesso poi risultano falsi.
Altre truffe sono quelle del telefono rotto, ovvero qualcuno che si finge famigliare della potenziale vittima e con la scusante di avere il telefono guasto chiede di fare un versamento a nome suo, e quella del falso pacco, cioè un messaggio che sembra provenire da un corriere con problemi di consegna dove si chiede di cliccare su un link per poterla riprogrammare.
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Molto grave il furto di identità, per evitare il quale è bene limitare la pubblicazione sui social di immagini e informazioni relative alla propria vita personale. 
Importante anche aumentare la sicurezza della privacy e nell’accesso ai siti inserire ogni volta la password che va anche cambiata di frequente.
Infine il comandante ha invitato a diffidare di coloro che si spacciano per essere appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza e che invitano a seguirli in caserma o chiedono di mostrare denaro o gioielli per verificare che non siano provento di rapina. 
In caso di dubbio chiamare il 117, numero di telefono di pubblica utilità per segnalare frodi e reati finanziari. 
A.Vi.
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