Lago Sartirana: la gestione del Parco è approssimativa
Al primo colpo di vento forte questo platano si schianterà al suolo andando a finire sul sentiero pedonale.
Ma questo è solo un esempio: da quando la gestione è passata sotto il Parco del Curone nessun intervento sembra sia stato fatto, ormai il canneto chiude tutte le sponde impedendo l'accesso al lago se non facendosi largo a forza; la fascia sensibile vede piante intere cadute sui canali e lì abbandonate, intrecci pericolosi anche per chi cammina sulla circumlacuale, il piccolo specchio d'acqua è ormai sommerso di foglie e detriti, i canali creati per convogliare le acque piovane nel lago sono quasi invisibili.
Se l'intenzione è lasciare che la natura faccia il suo corso, allora va bene così, tra qualche decennio avremo solo una piccola porzione di lago dato che le isole avanzano verso le riva e il canneto che delimita le sponde avanza verso le isole. Si può tutelare la fauna senza per questo privarci di questa piccola bellezza naturale? Lo chiedo al Parco che ora gestisce per conto del comune di Merate, la Riserva.


























