Interrogazioni a cronometro
Il Consiglio Comunale dovrebbe essere il luogo dove la democrazia cittadina si può sempre esprimere, cioè dovrebbe essere il punto di incontro in cui le diverse sensibilità della città si possono confrontare, per il bene della cittadinanza.
Purtroppo, la fotografia che è emersa nelle ultime sedute dell’assise della nostra città, racconta una realtà ben diversa: quella di una giunta che confonde la maggioranza numerica con l’arroganza di pensare di essere sempre dalla parte della ragione, scambiando il confronto democratico per una semplice… perdita di tempo.
L’atteggiamento a cui assistiamo ormai con regolare frequenza ad ogni seduta, è segnato da un’autosufficienza preoccupante. Più che al merito delle questioni, ci si trova spesso di fronte ad un'evidente insofferenza verso la critica e il dibattito.
Si risponde alle interrogazioni con toni evasivi o polemici, riducendo l'aula a un mero passacarte per decisioni già prese in precedenza, senza un reale spazio per un confronto costruttivo.
Il regolamento del consiglio comunale meratese, prevede un limite di tempo per la trattazione delle interrogazioni. Una disposizione che esiste da anni, ma che non è mai stata utilizzata per interrompere in modo così rigido le discussioni in atto.
Poi, improvvisamente, a Merate, il cronometro è comparso in aula.
Trenta minuti e basta.
Il Sindaco ha imposto lo stop allo scadere dei trenta minuti destinati alle interrogazioni, suscitando conseguentemente stupore ed indignazione nei consiglieri di minoranza.
Crediamo che un’amministrazione forte, non è certo quella che fa valere i numeri a prescindere, o che alza il muro del silenzio.
Un’amministrazione forte, sa ascoltare, sa argomentare e sa soprattutto confrontarsi apertamente in l'aula.
Sminuire il ruolo dei consiglieri di minoranza non significa fare un torto alla sola opposizione, ma mancare di rispetto a quella grande fetta di cittadinanza che l’opposizione rappresenta.
E se si sommano le due liste, arriviamo quasi alla metà dei votanti.
Come opposizione continueremo a svolgere con rigore il nostro mandato di controllo e di proposta, senza farci intimidire da questo clima
L'arroganza politica è un pessimo servizio reso alla città: Merate merita un’amministrazione che governi con umiltà, trasparenza e rispetto.
E non stiamo parlando di interventi qualsiasi.
Le interrogazioni sono uno degli strumenti attraverso i quali i consiglieri possono portare all'attenzione della giunta problemi concreti, questioni di attualità e segnalazioni provenienti dai cittadini.
E quando è stato fatto notare che quella disposizione, pur esistendo nel regolamento, mai era stata applicata in questo modo, la risposta è stata disarmante:
“Ed ora invece si fa così”.
E mentre a Merate la sinistra che governa applica il regolamento in modo rigido, arrivando a cronometrare gli interventi delle opposizioni, a Lecco, la sinistra (passata all'opposizione), ha contestato una scelta della maggioranza che ha consentito ad entrambe le minoranze, presenti in Consiglio, di essere rappresentate nella Commissione controllo e garanzia.
A Merate si restringe uno spazio di controllo, mentre a Lecco si contesta quando quello spazio viene ampliato.
Strano comportamento dei “democratici di sinistra”, non trovate?
E allora la domanda vien spontanea:
ma i regolamenti, vanno sempre applicati oppure solo quando fa comodo?
Ci spiace, ma anche in questo caso è necessario sottolineare un altro segnale di debolezza della giunta Salvioni.
Giunta che evita l’intervento dei suoi consiglieri, se non per bocca del capogruppo, che troppo spesso si trova in difficoltà nel dover contrastare l’esperienza, la preparazione e la caparbietà dei consiglieri di minoranza.
Purtroppo, la fotografia che è emersa nelle ultime sedute dell’assise della nostra città, racconta una realtà ben diversa: quella di una giunta che confonde la maggioranza numerica con l’arroganza di pensare di essere sempre dalla parte della ragione, scambiando il confronto democratico per una semplice… perdita di tempo.
L’atteggiamento a cui assistiamo ormai con regolare frequenza ad ogni seduta, è segnato da un’autosufficienza preoccupante. Più che al merito delle questioni, ci si trova spesso di fronte ad un'evidente insofferenza verso la critica e il dibattito.
Si risponde alle interrogazioni con toni evasivi o polemici, riducendo l'aula a un mero passacarte per decisioni già prese in precedenza, senza un reale spazio per un confronto costruttivo.
Il regolamento del consiglio comunale meratese, prevede un limite di tempo per la trattazione delle interrogazioni. Una disposizione che esiste da anni, ma che non è mai stata utilizzata per interrompere in modo così rigido le discussioni in atto.
Poi, improvvisamente, a Merate, il cronometro è comparso in aula.
Trenta minuti e basta.
Il Sindaco ha imposto lo stop allo scadere dei trenta minuti destinati alle interrogazioni, suscitando conseguentemente stupore ed indignazione nei consiglieri di minoranza.
Crediamo che un’amministrazione forte, non è certo quella che fa valere i numeri a prescindere, o che alza il muro del silenzio.
Un’amministrazione forte, sa ascoltare, sa argomentare e sa soprattutto confrontarsi apertamente in l'aula.
Sminuire il ruolo dei consiglieri di minoranza non significa fare un torto alla sola opposizione, ma mancare di rispetto a quella grande fetta di cittadinanza che l’opposizione rappresenta.
E se si sommano le due liste, arriviamo quasi alla metà dei votanti.
Come opposizione continueremo a svolgere con rigore il nostro mandato di controllo e di proposta, senza farci intimidire da questo clima
L'arroganza politica è un pessimo servizio reso alla città: Merate merita un’amministrazione che governi con umiltà, trasparenza e rispetto.
E non stiamo parlando di interventi qualsiasi.
Le interrogazioni sono uno degli strumenti attraverso i quali i consiglieri possono portare all'attenzione della giunta problemi concreti, questioni di attualità e segnalazioni provenienti dai cittadini.
E quando è stato fatto notare che quella disposizione, pur esistendo nel regolamento, mai era stata applicata in questo modo, la risposta è stata disarmante:
“Ed ora invece si fa così”.
E mentre a Merate la sinistra che governa applica il regolamento in modo rigido, arrivando a cronometrare gli interventi delle opposizioni, a Lecco, la sinistra (passata all'opposizione), ha contestato una scelta della maggioranza che ha consentito ad entrambe le minoranze, presenti in Consiglio, di essere rappresentate nella Commissione controllo e garanzia.
A Merate si restringe uno spazio di controllo, mentre a Lecco si contesta quando quello spazio viene ampliato.
Strano comportamento dei “democratici di sinistra”, non trovate?
E allora la domanda vien spontanea:
ma i regolamenti, vanno sempre applicati oppure solo quando fa comodo?
Ci spiace, ma anche in questo caso è necessario sottolineare un altro segnale di debolezza della giunta Salvioni.
Giunta che evita l’intervento dei suoi consiglieri, se non per bocca del capogruppo, che troppo spesso si trova in difficoltà nel dover contrastare l’esperienza, la preparazione e la caparbietà dei consiglieri di minoranza.
Lega Lombarda - Sezione di Merate,.Alessandro Vanotti, segretario.
























