Verderio: è morto Bruno Mapelli, sindaco di "inferiore" dal 1973 al 1990
Si è spento all’ospedale di Vimercate Bruno Mapelli ex sindaco di Verderio Inferiore.
Bruno Mapelli, che è stato anche dirigente IBM per tanti anni e oggi, in pensione, non ha un computer e non viaggia, mai.
Per lavoro ha anche girato il mondo in lungo e in largo quindi, da vent’anni, non va più in vacanza.
Bruno Mapelli, classe 1947, sposato, dal 1971, con Sandra Maria Ponzoni, è stato sindaco di Verderio Inferiore dal 1973 al 1990. Ma prima di parlare della sua attività di amministratore pubblico, parliamo della sua professione e della sua famiglia.
Bruno era perito chimico, ma la sua aspirazione era quella di fare il medico, perché si considerava un animale sociale, e fare il medico gli avrebbe permesso di rendersi più utile agli altri. Ma ha rinunciato perché papà, Carlo, è morto quando aveva 15 anni e mezzo. Si era ammalato di TBC, proprio l’anno in cui lui nasceva. Allora non c’era ancora la penicillina: è morto all’età di 57 anni. Con la sua morte, però, ha dovuto mettere da parte l’aspirazione a fare il medico.
All’IBM ha compensato in parte il fatto di essere un medico mancato: era diventato responsabile del servizio infermeria e aveva sotto di sé i medici. Inoltre era responsabile, sempre per l’IBM, della protezione ambientale di “Europa, Medio Oriente e Africa” e per la sicurezza sul lavoro di “Spagna, Portogallo, Israele e Turchia”.
Impegni enormi che lo obbligavano a viaggiare molto e per questo adesso non viaggio più. Andava a fare delle revisioni, a promuovere programmi. Era impegnato anche sul risparmio energetico e sul problema ambientale e sono stato membro della commissione ambiente di Confindustria e di Assolombarda.
Bruno Mapelli è andato in pensione nel 2003, dopo 37 anni di lavoro, ma rimase ancora come consulente fino al 2008.
Bruno è diventato sindaco di Verderio Inferiore nel 1973, quando Enrico Zoia si dimise
perché aveva cambiato lavoro e quello nuovo era dalle parti di Busto Arsizio. Stava là tutta la settimana e, così, era difficile fare il sindaco. Bruno era già il suo vice.
Le elezioni comunali avvennero nel 1970 e per Bruno fu la prima volta.
Prima di quell'esperienza aveva fondato, insieme ad altre persone, un entro culturale che si chiamava CGV, Centro Giovanile Verderiese - non superiore o inferiore, solo verderiese, perché già allora aveva quest’ottica unitaria. Era un centro apartitico.
Quando è nato il CGV non era ancora consigliere comunale e benché fosse democristiano criticavano l’amministrazione. L'accusavamo di non fare niente per i giovani, del fatto che i giovani andavano via, eccetera. Insomma, le solite cose. Però erano critiche che volevano essere costruttive, perché in fondo erano democristiani come noi. Zoia, poi, era uno che s'era dato da fare, s'era sbattuto veramente.
In quel edificio poi c'è stato il municipio di Verderio Inferiore, che in origine era un solo piano. Poi era stato rialzato di uno e poi, come amministrazione, l’avevano rialzato di un altro ancora.
Poi fu la scelta di acquistare Villa Gallavresi per farne il municipio proprio quando Bruno era sindaco. Si guardava a questa villa perché il comune al primo piano non andava bene (barriere architettoniche, e non solo). La difficoltà era la mancanza di soldi e anche perché molti consiglieri comunali non erano propensi a fare mutui, cioè a fare debiti.
Bruno Mapelli è stato sindaco per un periodo abbastanza lungo, dal 1973 al 1990, tre tornate amministrative e mezza durante i quali ha dovuto affrontare tantissimi problemi.
Il primo: quello della fognatura che è stato il più impegnativo. Tutta la fognatura di Verderio Superiore veniva scaricata in una cava poco a valle di cascina ai Prati. Una situazione antigienica, che portava un sacco di topi. In più, quando pioveva tanto, l'acqua tracimava e allagava tutta la zona circostante. Era quindi necessario costruire un impianto fognario, ma, contemporaneamente si doveva pensare a un depuratore: sarebbe stato inutile costruire il primo, senza pensare al suo punto d'arrivo, il secondo.
Un altro grosso problema è stato quello dell’acqua potabile a Verderio Inferiore. C’era un unico pozzo, in piazza Annoni, dove c’era la torre dell’acquedotto e adesso c'è il monumento ai caduti e dicevano che l’acqua era inquinata per un eccesso di nitrati, per via dei concimi. Invece i nitrati erano a posto. Era inquinamento da trielina, probabilmente da qualche fabbrica di cromatura a monte, magari verso Calco, Olgiate. Le acque della falda andavano da nord a sud, e anche gli inquinati scendevano verso sud, dove finivano a Inferiore.
Bruno è stato anche il sindaco del primo piano regolatore di Verderio Inferiore.
Prima c'era un regolamento edilizio che, però, faceva acqua da tutte le parti. Quando si sono iniziati a fare i rilievi per il nuovo piano, si sono trovate case dove si dovevano costruire le strade. Case vecchie, che forse erano state costruite ancor prima del regolamento edilizio, ma che non erano segnate da nessuna parte.
Poi la Regione Lombardia ha convinto Verderio Inferiore della necessità di avere un PRG (Piano Regolatore Generale) che tanti comuni non avevano.
Contemporaneamente si presentò il problema dello smaltimento dei rifiuti che fino a quel momento era una cosa semplice: i rifiuti organici venivano mischiati al concime e utilizzati nei campi. Carta e legno venivano bruciati. Quel poco che avanzava – plastica in pratica non ce n’era ancora – negli anni Settanta, inizi anni Ottanta, venivano inviati a un forno inceneritore che era stato costruito dal comune di Merate. Più che un forno era uno “stufone”, una grande stufa…
Fortunatamente in consiglio comunale c’era gente che si impegnava molto, come Leonello Colombo, che è stato sempre il vicesindaco, Felice Pozzoni e Orazio Fumagalli. In giunta si inserivano sempre qualche giovane. Ma restavano poco tempo.
Bruno ha smesso di fare il sindaco nel 1990. Ma ha continuato il suo impegno altrove.
Ha fatto il presidente del consorzio del centro sportivo. Un’esperienza dura… Ci voleva una pazienza di Giobbe.
Il mio impegno in politica e altro aveva lo scopo di aiutare la gente, la solidarietà. Riteneva che la politica fosse una forma di servizio verso la comunità. Poi ci sono state anche motivazioni religiose. Era molto attento alla dottrina sociale della chiesa.
Bruno Mapelli è sempre stato un candidato della DC perché, allora, non si usavano ancora le liste civiche. I concorrenti erano il Partito Comunista (PCI) e il Partito Socialista (PSI).
Per gli amministratori democristiani, il partito era una scuola di politica. E poi c’erano gli altri sindaci vicini che aiutavano a dirimere i dubbi.
L’impegno politico di Bruno è andato anche oltre. Ha frequentato molto la vita di partito: si facevano molti convegni interessanti, non c'era solo il congresso ogni qualche anno.
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Bruno è stato vicepresidente dei giovani democristiani della provincia Como, quando aveva 17-18 anni, e partecipava alle iniziative delle varie sezioni.
Oggi c’è l’unificazione, mentre prima si era ancora divisi in due comuni, Inferiore e Superiore, entrambi retti da amministrazioni democristiane. Bisogna riconoscere che Verderio Inferiore ha sempre avuto la visione del paese unico e cercato di coinvolgere Verderio Superiore. È che a Verderio Superiore c'è sempre stata una corrente del NO all'unificazione nel timore di perdere qualcosa che aveva già conquistato.
E tra i due sindaci di Verderio di allora c’è sempre stato un buon rapporto.
Il suo periodo di sindaco 1973 – 1990, comprendeva le lotte sindacali e giovanili, il dissenso cattolico e la fine dell'unità politica dei cattolici, il femminismo e i referendum sulle leggi del divorzio e dell'aborto, la diffusione dell'uso dell'eroina, il terrorismo e l'assassinio di Aldo Moro. Come ha vissuto, in prima persona, questi avvenimenti e come si ripercuotevano sulla vita del paese?
La risposta di Bruno: “Ti rispondo in ordine sparso. Il clima del terrorismo l'ho respirato soprattutto nell'esperienza lavorativa. Su divorzio e aborto avevo delle mie convinzioni: io sono cattolico, anzi cerco di esserlo, perché è difficile, però siamo in uno stato laico e i diritti vanno riconosciuti. Poi uno li può usare o non usare: sta alla libera coscienza di ognuno di noi la scelta se usarli o no”.
Poi è arrivato il problema dell'immigrazione e il conseguente incontro con religioni, usi e costumi diversi dai nostri, cominciava a presentarsi quando Bruno era ancora sindaco ma è scoppiato soprattutto negli anni successivi.
Anche in questo caso, la risposta di Bruno è stata chiara e semplice: “Partiamo così: se io fossi sindaco e qualcuno venisse a dirmi “costruisco una moschea”, lo lascerei fare. Per il principio generale, di cui ho già parlato prima, che in uno stato laico i diritti di tutti vanno riconosciuti. Ma anche perché ho imparato in IBM a vivere in un ambiente multietnico, dove le differenze culturali e religiose erano all'ordine del giorno, e dovevi imparare a conviverci”.
(testo e foto di GIulio Ogigoni-Marco Bartesaghi)
Il funerale si svolgerà sabato mattina alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale.
Bruno Mapelli, che è stato anche dirigente IBM per tanti anni e oggi, in pensione, non ha un computer e non viaggia, mai.
Per lavoro ha anche girato il mondo in lungo e in largo quindi, da vent’anni, non va più in vacanza.
Bruno Mapelli, classe 1947, sposato, dal 1971, con Sandra Maria Ponzoni, è stato sindaco di Verderio Inferiore dal 1973 al 1990. Ma prima di parlare della sua attività di amministratore pubblico, parliamo della sua professione e della sua famiglia.
Bruno era perito chimico, ma la sua aspirazione era quella di fare il medico, perché si considerava un animale sociale, e fare il medico gli avrebbe permesso di rendersi più utile agli altri. Ma ha rinunciato perché papà, Carlo, è morto quando aveva 15 anni e mezzo. Si era ammalato di TBC, proprio l’anno in cui lui nasceva. Allora non c’era ancora la penicillina: è morto all’età di 57 anni. Con la sua morte, però, ha dovuto mettere da parte l’aspirazione a fare il medico.

Impegni enormi che lo obbligavano a viaggiare molto e per questo adesso non viaggio più. Andava a fare delle revisioni, a promuovere programmi. Era impegnato anche sul risparmio energetico e sul problema ambientale e sono stato membro della commissione ambiente di Confindustria e di Assolombarda.
Bruno Mapelli è andato in pensione nel 2003, dopo 37 anni di lavoro, ma rimase ancora come consulente fino al 2008.
Bruno è diventato sindaco di Verderio Inferiore nel 1973, quando Enrico Zoia si dimise
perché aveva cambiato lavoro e quello nuovo era dalle parti di Busto Arsizio. Stava là tutta la settimana e, così, era difficile fare il sindaco. Bruno era già il suo vice.
Le elezioni comunali avvennero nel 1970 e per Bruno fu la prima volta.
Prima di quell'esperienza aveva fondato, insieme ad altre persone, un entro culturale che si chiamava CGV, Centro Giovanile Verderiese - non superiore o inferiore, solo verderiese, perché già allora aveva quest’ottica unitaria. Era un centro apartitico.
Quando è nato il CGV non era ancora consigliere comunale e benché fosse democristiano criticavano l’amministrazione. L'accusavamo di non fare niente per i giovani, del fatto che i giovani andavano via, eccetera. Insomma, le solite cose. Però erano critiche che volevano essere costruttive, perché in fondo erano democristiani come noi. Zoia, poi, era uno che s'era dato da fare, s'era sbattuto veramente.
In quel edificio poi c'è stato il municipio di Verderio Inferiore, che in origine era un solo piano. Poi era stato rialzato di uno e poi, come amministrazione, l’avevano rialzato di un altro ancora.
Poi fu la scelta di acquistare Villa Gallavresi per farne il municipio proprio quando Bruno era sindaco. Si guardava a questa villa perché il comune al primo piano non andava bene (barriere architettoniche, e non solo). La difficoltà era la mancanza di soldi e anche perché molti consiglieri comunali non erano propensi a fare mutui, cioè a fare debiti.
Bruno Mapelli è stato sindaco per un periodo abbastanza lungo, dal 1973 al 1990, tre tornate amministrative e mezza durante i quali ha dovuto affrontare tantissimi problemi.
Il primo: quello della fognatura che è stato il più impegnativo. Tutta la fognatura di Verderio Superiore veniva scaricata in una cava poco a valle di cascina ai Prati. Una situazione antigienica, che portava un sacco di topi. In più, quando pioveva tanto, l'acqua tracimava e allagava tutta la zona circostante. Era quindi necessario costruire un impianto fognario, ma, contemporaneamente si doveva pensare a un depuratore: sarebbe stato inutile costruire il primo, senza pensare al suo punto d'arrivo, il secondo.
Un altro grosso problema è stato quello dell’acqua potabile a Verderio Inferiore. C’era un unico pozzo, in piazza Annoni, dove c’era la torre dell’acquedotto e adesso c'è il monumento ai caduti e dicevano che l’acqua era inquinata per un eccesso di nitrati, per via dei concimi. Invece i nitrati erano a posto. Era inquinamento da trielina, probabilmente da qualche fabbrica di cromatura a monte, magari verso Calco, Olgiate. Le acque della falda andavano da nord a sud, e anche gli inquinati scendevano verso sud, dove finivano a Inferiore.
Bruno è stato anche il sindaco del primo piano regolatore di Verderio Inferiore.
Prima c'era un regolamento edilizio che, però, faceva acqua da tutte le parti. Quando si sono iniziati a fare i rilievi per il nuovo piano, si sono trovate case dove si dovevano costruire le strade. Case vecchie, che forse erano state costruite ancor prima del regolamento edilizio, ma che non erano segnate da nessuna parte.
Poi la Regione Lombardia ha convinto Verderio Inferiore della necessità di avere un PRG (Piano Regolatore Generale) che tanti comuni non avevano.
Contemporaneamente si presentò il problema dello smaltimento dei rifiuti che fino a quel momento era una cosa semplice: i rifiuti organici venivano mischiati al concime e utilizzati nei campi. Carta e legno venivano bruciati. Quel poco che avanzava – plastica in pratica non ce n’era ancora – negli anni Settanta, inizi anni Ottanta, venivano inviati a un forno inceneritore che era stato costruito dal comune di Merate. Più che un forno era uno “stufone”, una grande stufa…
Fortunatamente in consiglio comunale c’era gente che si impegnava molto, come Leonello Colombo, che è stato sempre il vicesindaco, Felice Pozzoni e Orazio Fumagalli. In giunta si inserivano sempre qualche giovane. Ma restavano poco tempo.
Bruno ha smesso di fare il sindaco nel 1990. Ma ha continuato il suo impegno altrove.
Ha fatto il presidente del consorzio del centro sportivo. Un’esperienza dura… Ci voleva una pazienza di Giobbe.
Il mio impegno in politica e altro aveva lo scopo di aiutare la gente, la solidarietà. Riteneva che la politica fosse una forma di servizio verso la comunità. Poi ci sono state anche motivazioni religiose. Era molto attento alla dottrina sociale della chiesa.
Bruno Mapelli è sempre stato un candidato della DC perché, allora, non si usavano ancora le liste civiche. I concorrenti erano il Partito Comunista (PCI) e il Partito Socialista (PSI).
Per gli amministratori democristiani, il partito era una scuola di politica. E poi c’erano gli altri sindaci vicini che aiutavano a dirimere i dubbi.
L’impegno politico di Bruno è andato anche oltre. Ha frequentato molto la vita di partito: si facevano molti convegni interessanti, non c'era solo il congresso ogni qualche anno.
ùMapelli, Leonello Colombo, Zappa e l'onorevole Citterio inaugurazione consorzio fognatura
Bruno è stato vicepresidente dei giovani democristiani della provincia Como, quando aveva 17-18 anni, e partecipava alle iniziative delle varie sezioni.
Oggi c’è l’unificazione, mentre prima si era ancora divisi in due comuni, Inferiore e Superiore, entrambi retti da amministrazioni democristiane. Bisogna riconoscere che Verderio Inferiore ha sempre avuto la visione del paese unico e cercato di coinvolgere Verderio Superiore. È che a Verderio Superiore c'è sempre stata una corrente del NO all'unificazione nel timore di perdere qualcosa che aveva già conquistato.
E tra i due sindaci di Verderio di allora c’è sempre stato un buon rapporto.
Il suo periodo di sindaco 1973 – 1990, comprendeva le lotte sindacali e giovanili, il dissenso cattolico e la fine dell'unità politica dei cattolici, il femminismo e i referendum sulle leggi del divorzio e dell'aborto, la diffusione dell'uso dell'eroina, il terrorismo e l'assassinio di Aldo Moro. Come ha vissuto, in prima persona, questi avvenimenti e come si ripercuotevano sulla vita del paese?
La risposta di Bruno: “Ti rispondo in ordine sparso. Il clima del terrorismo l'ho respirato soprattutto nell'esperienza lavorativa. Su divorzio e aborto avevo delle mie convinzioni: io sono cattolico, anzi cerco di esserlo, perché è difficile, però siamo in uno stato laico e i diritti vanno riconosciuti. Poi uno li può usare o non usare: sta alla libera coscienza di ognuno di noi la scelta se usarli o no”.
Poi è arrivato il problema dell'immigrazione e il conseguente incontro con religioni, usi e costumi diversi dai nostri, cominciava a presentarsi quando Bruno era ancora sindaco ma è scoppiato soprattutto negli anni successivi.
Anche in questo caso, la risposta di Bruno è stata chiara e semplice: “Partiamo così: se io fossi sindaco e qualcuno venisse a dirmi “costruisco una moschea”, lo lascerei fare. Per il principio generale, di cui ho già parlato prima, che in uno stato laico i diritti di tutti vanno riconosciuti. Ma anche perché ho imparato in IBM a vivere in un ambiente multietnico, dove le differenze culturali e religiose erano all'ordine del giorno, e dovevi imparare a conviverci”.
(testo e foto di GIulio Ogigoni-Marco Bartesaghi)
Il funerale si svolgerà sabato mattina alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale.
























