Paura, frustrazione e rabbia per il ponte in affiancamento. Una lunga lettera del Comitato
Rumore, smog, uscite e rientri a casa impossibili, sicurezza a rischio.
Una viabilità che non risulterà migliorata verso le grandi arterie, come la tangenziale, ma solo schiacciata ulteriormente dall'apporto del nuovo traffico anche pesante in zone che, negli anni, sono state escluse da una politica e da una gestione oculata e lungimirante,.
La costruzione del nuovo ponte in affiancamento al San Michele, con le conseguenze durante e dopo il cantiere, è riassunta in questo paragrafo del “Comitato per la tutela e valorizzazione
del quartiere Ponte e Monastero dei Verghi”
La strada oggi tracciata da RFI porterà a un cantiere lungo e invasivo, a ridosso dei centri abitati, con chiusure del traffico stradale e ferroviario. A opera completata avremo circa 14.000 veicoli al giorno, compreso il traffico pesante, treni in corsa giorno e notte, anche merci, e ingorghi semplicemente spostati di qualche centinaio di metri. Il tutto nei nostri centri abitati. Per abitanti e commercianti le conseguenze non si fermano alla viabilità: ci sono gli espropri, il rischio di svalutazione degli immobili e la difficoltà, per chi volesse farlo, di vendere e andarsene. C’è soprattutto il rischio di cancellare un luogo ai margini di uno dei tratti di maggior pregio del corso dell’Adda, un ambiente di grande attrattività e potenziale economico che rischia di diventare assimilabile ai dintorni di un cavalcavia autostradale.
E' un senso di frustrazione, disperazione, paura ma anche rabbia e ribellione quello che trasuda dalla lunga e dettagliata lettera che i membri del Comitato hanno indirizzato a comuni, provincia, regione, Rfi per raccontare come ci si sente nel timore di vedere espropriata una casa o un terreno, svalutata l'abitazione acquistata in una vita, a rischio chiusura una attività commerciale che porta sussistenza alla propria famiglia.
Tutti aspetti che il Comitato chiede di avere a cuore. in presenza di alternative valide, meno impattanti e dannose, per un nuovo San Michele.
Non un “NO” a nuovo attraversamento, come è sempre stato ribadito anche dai sindaci del meratese, ma nel posto giusto e che non si limiti a concedere a RFI il doppio binario e il passaggio anche di treni merci e di mezzi pesanti, ma abbia nella tutela del territorio, della sua vivibilità, viabilità, peculiarità e della sua gente uno dei punti cardine alla base del progetto individuato.
Una viabilità che non risulterà migliorata verso le grandi arterie, come la tangenziale, ma solo schiacciata ulteriormente dall'apporto del nuovo traffico anche pesante in zone che, negli anni, sono state escluse da una politica e da una gestione oculata e lungimirante,.
La costruzione del nuovo ponte in affiancamento al San Michele, con le conseguenze durante e dopo il cantiere, è riassunta in questo paragrafo del “Comitato per la tutela e valorizzazione
del quartiere Ponte e Monastero dei Verghi”
La strada oggi tracciata da RFI porterà a un cantiere lungo e invasivo, a ridosso dei centri abitati, con chiusure del traffico stradale e ferroviario. A opera completata avremo circa 14.000 veicoli al giorno, compreso il traffico pesante, treni in corsa giorno e notte, anche merci, e ingorghi semplicemente spostati di qualche centinaio di metri. Il tutto nei nostri centri abitati. Per abitanti e commercianti le conseguenze non si fermano alla viabilità: ci sono gli espropri, il rischio di svalutazione degli immobili e la difficoltà, per chi volesse farlo, di vendere e andarsene. C’è soprattutto il rischio di cancellare un luogo ai margini di uno dei tratti di maggior pregio del corso dell’Adda, un ambiente di grande attrattività e potenziale economico che rischia di diventare assimilabile ai dintorni di un cavalcavia autostradale.
E' un senso di frustrazione, disperazione, paura ma anche rabbia e ribellione quello che trasuda dalla lunga e dettagliata lettera che i membri del Comitato hanno indirizzato a comuni, provincia, regione, Rfi per raccontare come ci si sente nel timore di vedere espropriata una casa o un terreno, svalutata l'abitazione acquistata in una vita, a rischio chiusura una attività commerciale che porta sussistenza alla propria famiglia.
Tutti aspetti che il Comitato chiede di avere a cuore. in presenza di alternative valide, meno impattanti e dannose, per un nuovo San Michele.
Non un “NO” a nuovo attraversamento, come è sempre stato ribadito anche dai sindaci del meratese, ma nel posto giusto e che non si limiti a concedere a RFI il doppio binario e il passaggio anche di treni merci e di mezzi pesanti, ma abbia nella tutela del territorio, della sua vivibilità, viabilità, peculiarità e della sua gente uno dei punti cardine alla base del progetto individuato.
























