Brivio: L’Alveare compie 40 anni. Una grande festa il 27

Quarant’anni trascorsi mettendo al centro le persone, le loro capacità e il diritto di ciascuno a trovare un posto nella comunità. La cooperativa sociale L’Alveare di Brivio si prepara a celebrare un traguardo importante. Quest’anno ricorrono infatti i quarant’anni dalla fondazione, avvenuta nel 1986 grazie all’intuizione e all’impegno di un gruppo di persone legate all’ambiente oratoriano briviese e guidate da don Gino Mariani.
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Un anniversario che diventerà occasione per ripercorrere una storia profondamente intrecciata a quella di Brivio e del territorio circostante, ma soprattutto per ritrovarsi attorno ai ragazzi e alle ragazze che, ieri come oggi, rappresentano il cuore della cooperativa.
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Era il 1986 quando prese forma l’idea di creare un luogo nel quale persone con disabilità potessero trascorrere le proprie giornate in un ambiente sereno, svolgendo semplici attività lavorative e costruendo relazioni al di fuori delle mura domestiche. Accanto a don Gino Mariani ci furono uomini e donne che decisero di trasformare quell’idea in qualcosa di concreto. Tra loro anche Guido Mandelli, Luciano Greppi, Luigi Boracchi, Enrico Sala, Francesco Robino, Adele Sancassani, Antonio Cardani, Romeo Sala, Bruno Conti, Santo Bonaiti, Gerolamo Aldeghi, Giuliano Bosi, Alberto Vanoncini, Stefano Vercelloni e Francesco Ripamonti. Proprio quest’ultimo sarebbe diventato il primo storico presidente dell’Alveare e avrebbe guidato la cooperativa fino al 2010.
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Francesco Ripamonti e Franco Riva nei primi anni Duemila
Ripamonti, scomparso nel gennaio di quest’anno, è stato insignito nel 2022 della benemerenza civica del Comune di Brivio proprio per il ruolo avuto nella nascita e nello sviluppo della cooperativa. Padre di un ragazzo con disabilità, aveva conosciuto personalmente le difficoltà vissute dalle famiglie e aveva messo a disposizione dell’Alveare le proprie competenze professionali e la propria esperienza, contribuendo a creare una realtà capace di offrire ai ragazzi occasioni di socialità, attività e autonomia.
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I primi passi furono compiuti in un locale preso in affitto e trasformato in laboratorio. A coordinare le attività fu anche il compianto Gino Boracchi, mentre attorno al primo gruppo di ragazzi aveva cominciato presto a formarsi una rete di volontari disponibili ad accompagnarli, affiancarli durante le attività e occuparsi anche dei trasporti.
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Le adesioni aumentarono rapidamente. Alcune aziende del territorio iniziarono ad affidare alla cooperativa semplici lavorazioni e attività di assemblaggio e, con il passare degli anni, il lavoro divenne più articolato. Quella crescita consentì all’Alveare di compiere un passo decisivo, ovvero acquistare la storica sede di via Lungo Adda Monfalcone, dotata di laboratorio, uffici e spazi per le attività motorie e ricreative.
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Nata inizialmente come società cooperativa a responsabilità limitata di tipo misto – in un periodo in cui non esisteva ancora una disciplina specifica per questo genere di realtà – nel 1991, con l’introduzione della legge sulle cooperative sociali, L’Alveare adeguò il proprio statuto. La finalità rimase però la stessa: favorire la promozione, la formazione, l’inserimento lavorativo e sociale delle persone con disabilità, sensibilizzando al tempo stesso la comunità sui loro bisogni e sui loro diritti.
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Il lavoro è sempre stato solo una delle anime dell’Alveare. Accanto alle commesse affidate dalle aziende – dall’assemblaggio di componenti al confezionamento – sono progressivamente nati laboratori espressivi, educativi e motori: musicoterapia, danzaterapia, fisioterapia, acquaticità, ippoterapia, teatro-movimento e, negli anni, anche un apprezzato laboratorio di ceramica.
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Già nel 2006, in occasione del ventesimo anniversario, la cooperativa accoglieva 14 ragazzi, cinque dei quali part-time, seguiti da quattro educatori. Attorno a loro gravitava una rete di circa 150 volontari provenienti non soltanto da Brivio, ma anche dai paesi vicini. Una presenza che negli anni è ulteriormente cresciuta, fino a diventare uno dei tratti distintivi dell’Alveare: non semplicemente un servizio, ma una comunità fatta di educatori, famiglie, amici e volontari.
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Flavio Perego, presidente della cooperativa, e Franco Riva, ex presidente dell'associazione
Un altro passaggio fondamentale risale al 2001, con la nascita dell’Associazione Amici dell’Alveare, creata per sostenere la cooperativa e affiancarla nelle attività ricreative e di socializzazione. Uscite serali, gite, fine settimana, vacanze e iniziative pubbliche hanno permesso negli anni ai ragazzi di vivere esperienze sempre nuove e alla cooperativa di mantenere un rapporto strettissimo con il territorio.
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Alla guida dell’associazione oggi c’è Davide Baio, che recentemente ha raccolto il testimone da Franco Riva, per anni punto di riferimento dell’Alveare e protagonista di molti dei progetti più recenti. La cooperativa è invece presieduta da Flavio Perego.
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Alcuni ragazzi e ragazze de L'Alveare il giorno dell'inaugurazione della nuova casa nel 2023 con Graziano Crippa, tra i sostenitori del progetto 
Proprio negli ultimi anni L’Alveare ha compiuto un ulteriore passo verso il futuro. Nel 2023, infatti, grazie all’Associazione Amici dell’Alveare, era stata acquisita una villetta in via Como, successivamente ristrutturata e resa completamente accessibile. Un investimento nato dalla necessità di ampliare gli spazi e soprattutto dalla volontà di sviluppare il percorso di accompagnamento all’autonomia.
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La casa consente infatti ai ragazzi di sperimentare, con il sostegno degli educatori, piccoli gesti della vita quotidiana come fare la spesa, preparare i pasti, apparecchiare, occuparsi della propria igiene e trascorrere alcune notti lontano dalla famiglia. Un progetto che guarda anche al cosiddetto “Dopo di noi”, pensando al futuro delle persone con disabilità nel momento in cui il sostegno familiare potrebbe venire meno.

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Quarant’anni dopo quella prima intuizione del 1986, dunque, L’Alveare continua a perseguire lo stesso obiettivo, pur con strumenti e progetti profondamente evoluti: creare condizioni nelle quali ogni persona possa sentirsi parte attiva della comunità.

Per celebrare il traguardo è stata organizzata una giornata speciale per domenica 27 settembre. Il programma si aprirà alle 11 con la santa messa nella chiesa parrocchiale di Brivio. Nel pomeriggio, alle 17, al Cine Teatro Flavio Mauri, saranno invece protagonisti i ragazzi e le ragazze della cooperativa con uno spettacolo preparato per l’occasione.
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A seguire verrà proiettato un filmato che ripercorrerà i quarant’anni di storia dell’Alveare, riportando alla memoria volti, esperienze, iniziative e trasformazioni che hanno accompagnato la cooperativa dal 1986 a oggi.
La giornata si concluderà con un aperitivo aperto a tutti, offerto dall’Associazione culturale Nostra Signora della Neve ETS, un’altra realtà briviese che negli anni non ha fatto mancare il proprio sostegno all’Alveare, contribuendo anche alla realizzazione della nuova casa di via Como.
E.Ma.
Date evento
domenica, 27 settembre 2026

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