Merate: sul nuovo ponte. Salvioni si è arreso a “RFI”

Soprassedendo sul termine tassativo di 45 minuti, Mattia Salvioni ha risposto con un lungo intervento all’articolata interrogazione sul progetto del nuovo ponte di Paderno e, in particolare, sulla posizione di Merate, presentata da “Prospettive” e illustrata dalla consigliera Paola Panzeri. Il testo era stato presentato a luglio ma rinviato alla successiva seduta per decorrenza dei famosi 30 minuti massimi da dedicare alle interrogazioni.
La sintesi del Sindaco ha posto in evidenza un dato di fondo: Rete Ferroviaria Italiana non intende cambiare il punto in cui sarà costruito il nuovo ponte, cioè in affiancamento al San Michele e solo un intervento della Soprintendenza (già intervenuta nel 2018 durante le opere di consolidamento) o di enti ancora superiori, potrà far cambiare idea all’azienda proprietaria del ponte.
Gli interventi dei vari rappresentanti degli enti superiori rispetto ai comuni non lasciano al momento spazio a ottimismi: Mauro Piazza sottosegretario regionale leghista ha già fatto sapere che la scelta di RFI è condivisa e anche la Provincia di Lecco, con la presidente Alessandra Hofmann e il delegato alle infrastrutture Mattia Micheli, entrambi della Lega, hanno appoggiato la decisione delle ferrovie.
Solo Giacomo Zamperini, consigliere di Fratelli d’Italia, oltre a Gian Mario Fragomeli del PD, ha chiesto che i comuni siano coinvolti nella scelta perché conoscono bene il territorio e i suoi ostacoli in tema di viabilità.
Ben altra battaglia ci sarebbe stata se al vertice di villa Locatelli fosse stato eletto Fabio Vergani, sindaco di Imbersago, comune di prima fascia. Ma anche tra il centrodestra meratese ha prevalso sull’interesse della Comunità lo spirito di appartenenza politica. E dalla Hofmann ora non c’è nulla da aspettarsi.
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Mattia Salvioni ha spiegato che i soli due documenti ufficialmente presi in carico sono di Merate e di fatto riguardano le necessarie infrastrutture da realizzare a sud o a nord della SP 55, l’asse che conduce direttamente al Ponte. Ciò al fine di ridurre l’impatto spaventoso sul territorio con la nuova infrastruttura stradale e ferroviaria che raddoppierà il traffico veicolare con almeno duemila mezzi pesanti in transito ogni giorno e quadruplicherà il passaggio dei treni merci, soprattutto di notte.
Incalzato dalla consigliera Paola Panzeri, il Sindaco ha ribadito il no a tutti i tre progetti presentati da RFI ma di fatto ha alzato bandiera bianca in quanto al tavolo tecnico i comuni non sono stati invitati, neppure quelli di prima fascia, Paderno, Robbiate, Verderio e Imbersago. Ci sarà solo la Provincia a rappresentare i Comuni e già è noto il pensiero della signora Hofmann.
Salvioni ha riepilogato le undici criticità che andrebbero affrontate a cominciare dalla soppressione di tutti i passaggi a livello tra Carnate e Ponte San Pietro. E’ noto che vorrebbe una stazione a Brugarolo ma per rendere possibile l’opzione si renderà necessario aprire nuove strade, di fatto appesantendo ancor più il traffico sul territorio già duramente segnato da una viabilità del tutto insufficiente.
Salvioni ha proposto un incontro a ottobre con l’assessore regionale, il delegato provinciale e un esponente di RFI in una seduta aperta di Consiglio comunale.
A sensazione, il Sindaco si era già arreso alle proposte di RFI, puntando a ottenere interventi migliorativi sulla viabilità esistente. Nonostante l’evidente congestione già oggi delle provinciali 54 e 55.
L’interrogante si è dichiarata insoddisfatta.
C.B.
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