Sul Fine Vita la politica abbia l'umiltà di non imporre scelte

La mozione sul Fine Vita è stata presentata dal mio Gruppo consiliare, Prospettive per Merate, ma su un tema così delicato e profondamente personale ho sentito la necessità di aggiungere una mia breve riflessione e di esprimere, anche personalmente, il senso con cui ho scelto di sostenerla.
Su una questione così intima, credo che la politica debba avere l’umiltà di non imporre una scelta, ma la responsabilità di non lasciare sole le persone davanti a quella scelta.
Su un tema come il fine vita occorre, prima di tutto, avere rispetto.
Rispetto per chi ha convinzioni diverse dalle nostre, per chi guarda a questo tema attraverso la propria fede, per chi lo affronta da una prospettiva laica e, soprattutto, per chi si trova concretamente davanti a situazioni di sofferenza e a decisioni che nessuno di noi può permettersi di giudicare con leggerezza.
Per questo, come già anticipato durante la discussione, non siamo chiamati a stabilire quale sia la scelta “giusta”.
Siamo chiamati, piuttosto, a riflettere sul ruolo delle istituzioni e sul principio per cui un’istituzione laica – sia essa lo Stato, la Regione o un ente locale – debba creare le condizioni affinché ciascuno, nel rispetto della legge e con tutte le necessarie garanzie, possa compiere liberamente e consapevolmente le proprie scelte.
Regolamentare non significa incentivare, né banalizzare un tema così profondo.
Significa stabilire procedure chiare, uniformi e rigorose. Significa evitare che, di fronte alla medesima situazione, una persona possa ricevere risposte diverse a seconda del luogo in cui vive.
E significa anche tutelare chi sceglie diversamente, perché autodeterminazione significa esattamente questo: garantire la libertà di ciascuno, non sostituire alla scelta individuale una scelta imposta dalle istituzioni.
Su questioni che appartengono alla parte più intima della vita di una persona, credo che le istituzioni debbano avere insieme prudenza e responsabilità: prudenza nel non pretendere di possedere una risposta valida per tutti; responsabilità nel non lasciare le persone sole nell’incertezza.
Ed è proprio questo, per me, il punto: non stabilire quale scelta debba compiere una persona, ma fare in modo che, quando si trova davanti a una decisione così intima e difficile, possa essere davvero libera di compierla, consapevolmente e nel rispetto della legge.
Paola Panzeri
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