Merate: duro scontro in Aula, per le interrogazioni solo 45’

Il clima di concordia tra le forze politiche sedute a Palazzo Tettamanti scaturito dal dibattito sulla mozione di Prospettive per Merate, si è infranto sul punto relativo alla modifica del regolamento del Consiglio comunale e delle commissioni. Il tema è quello delle interrogazioni. Esaurito con voto unanime il punto relativo alla nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’ente per l’infanzia di Pagnano – confermato l’ing.Vittorio Cereda e eletto Matteo Comi – il dibattito si è subito infuocato non tanto sul regolamento in sé, in vigore da molti anni e modificato nel 2022, ma sulla sua applicazione in ordine alle interrogazioni.
L’interrogazione che secondo Ernesto Sellitto dovrebbe essere a risposta scritta e nessun dibattito mentre da tempo immemore – ben prima dell’entrata in Consiglio di Sellitto – è ha risposta orale, è quello strumento che consente ai gruppi, in specie a quelli di minoranza, di porre un problema specifico all’attenzione della Giunta. Si tratta di temi concreti, di attualità, spesso “suggeriti” dai cittadini e portati in Aula dai consiglieri. Diciamo che sono la componente più interessante di un ordine del giorno, ripetitivo per definizione e per calendario (preventivo, consuntivo, variazioni di bilancio, DUP ecc.).
A memoria nessuna Amministrazione del passato ha fatto valere il comma che impone un massimo di 30 minuti per la discussione delle interrogazioni.
E dovrebbero ben saperlo Valeria Marinari (2014-2019) e Patrizia Riva (2019-2024) che, dai banchi dell’opposizione, spesso hanno interrogato le Giunte Massironi e Panzeri. E pure Silvia Sesana, già assessore con Andrea Massironi. E financo Ernesto Sellitto, veterano dell’Aula, sempre in maggioranza (dal 2009 al 2019).
Del resto la stessa consigliatura Salvioni nella prima fase inseriva le interrogazioni ai primi punti dell’ordine del giorno rispettando il rituale tradizionale: lettura dell’interrogazione, risposta dell’assessore competente, brevissima replica, dichiarazione di soddisfazione o insoddisfazione.
Durante una delle ultime sedute il Sindaco ha inopinatamente imposto lo stop dopo i 30 minuti destinati da regolamento alle interrogazioni. Fra lo stupore generale e lo sconcerto dei consiglieri di minoranza.
In una seduta di commissione la vicenda è stata liquidata con la concessione di altri 15 minuti, per un totale di 45 minuti senza prevedere nulla circa la scaletta dell’ordine del giorno.
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Le minoranze lunedì sera si sono battute per ottenere almeno che nelle sedute dove non vi sia la presenza di un funzionario comunale chiamato a presenziare per la materia di sua competenza, le interrogazioni siano poste all’inizio dell’ordine del giorno; aggiungendo – Paola Panzeri – che la concessione di 15 minuti in più sembra la richiesta della ragazzina ai genitori di rientrare un po’ più tardi.
Nulla da fare. Sellitto, quando gli è stato fatto notare che mai in passato si era applicato il comma, ha risposto seccato: e ora invece si fa così.
Il nuovo metodo minaccia di vanificare gli sforzi delle opposizioni per stare su temi di attualità. Si prenda l’interrogazione sulla posizione del comune di Merate in merito al nuovo ponte di Paderno. Presentata a luglio è finita nella seduta del 21 settembre.
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Sorprendente l’intervento di Patrizia Riva – balzata dai banchi dell’opposizione a quelli della Giunta – che ha esordito lamentando di aver già spiegato più volte le ragioni dell’applicazione della norma. Quasi con fare infastidito ha ribadito che il regolamento esiste e va rispettato. Massimo Panzeri ha ribattuto: ma lei ci sta dando dei tarati?
La Riva ha cercato di rimediare balbettando qualche giustificazione per un intervento non richiesto né di sua competenza. Se il cronometro per molti anni non è stato usato, ora invece sì.
Sospensione della seduta per trovare un accordo ma il vessillifero della democrazia partecipata, cioè la sinistra cittadina capeggiata da Salvioni e Riva, alla fine ha concesso solo il quarto d’ora in più e nemmeno la certezza dell’iscrizione delle interrogazioni in testa all’odg.
Voto contrario alla modifica sia da parte di Prospettive per Merate sia da Franca Maggioni, unica rappresentante di Noi Merate.
C.B.
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