Olgiate: per una festa, un po' di tolleranza

Una riflessione, visto che ormai sembra diventato uno sport lamentarsi di qualsiasi cosa. Per una volta che al Pepitos viene organizzata una festa, con famiglie, ragazzi e persone che semplicemente vogliono stare insieme e vivere il paese, invece di apprezzare l’iniziativa si pensa subito a lamentarsi del rumore. Parliamo di una serata nel weekend, con la musica spenta all’orario previsto e nel rispetto delle normative. E soprattutto, una volta chiuso il bar, le persone sono state fatte uscire. Se poi qualcuno, una volta fuori, continua a fare casino o si comporta in maniera incivile, il bar non può certo essere responsabile del comportamento delle persone una volta che sono uscite dal locale. Il problema è che da noi non viene organizzato praticamente mai nulla. E quando finalmente qualcuno si dà da fare per portare un po’ di vita, arrivano puntualmente le lamentele. Un paese non è un dormitorio. Se vogliamo iniziative per giovani, famiglie e un po’ di vita, dobbiamo anche accettare che durante una festa possa esserci un po’ di rumore. Per una volta che succede qualcosa, godiamocela e lasciamo vivere il paese.
Una giovane abitante di Olgiate
Non è esattamente così. Vediamo cosa dice la normativa: il gestore di un bar ha una precisa responsabilità legale. Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, chi gestisce un locale pubblico è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire o interrompere i rumori molestia causati dai propri clienti nelle immediate adiacenze dell'esercizio (dehors, marciapiede antistante, ecc.). Di natura Penale in base all'art.659 C.P. dovendo anche dimostrare di aver richiamato i clienti, posizionato cartelli ben visibili e, in caso di necessità allertato le forze dell'ordine. Di natura Amministrativa in quanto i residenti possono citare in sede civile il gestore per ottenere il risarcimento dei danni da immissioni rumorose intollerabili (art. 844 c.c.) e per la lesione del diritto alla salute e al riposo. Di più, e qui soccorre l'esempio del comune di Merate, che ha anticipato la chiusura dei locali del centro e ha effettuato controlli a sorpresa comminando sanzioni.
 
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