Merate: Era meglio l’inerzia
Caro Direttore,
a volte viene da pensare che, a Merate, sarebbe stato meglio lasciare tutto com’era. Non perché l’inerzia sia una virtù. Ma perché, almeno, non produceva disagi. Prendiamo la rotonda di via De Gasperi. Una strada che, per usare un eufemismo, non era esattamente famosa per i suoi ingorghi. Oggi, invece, il traffico sembra improvvisamente aver scoperto Merate proprio lì. È il paradosso di un’amministrazione che sembra avere una particolare capacità: riuscire a trasformare anche ciò che funzionava in un problema. E allora forse sarebbe davvero meglio fermarsi. Non fare. Non cambiare. Non intervenire e attendere il 2029 senza danni. Perché ogni volta che arrivano nuovi stimoli, il rischio è che accada quello che nessuno si aspetta: che l’amministrazione faccia qualcosa e li iniziano i problemi. E veniamo al Consiglio comunale. Il prossimo è convocato per lunedì 21 settembre alle 21.00. Ci sono temi interessanti e, considerato il passato, il timore è che il dibattito possa protrarsi fino a notte fonda. Del resto, non sarebbe una novità: una seduta del settembre scorso arrivò a superare le cinque ore. Ma la questione vera non è l’orario. È la voce. La voce delle opposizioni, che in un Consiglio comunale non è un fastidio da contenere, ma una componente essenziale della democrazia. A luglio, del resto, gli stessi gruppi di opposizione hanno presentato una mozione proprio sulla tutela delle prerogative dei consiglieri comunali e sulla disciplina delle interrogazioni. Per questo viene da rivolgere al sindaco un consiglio molto semplice: lasci parlare le opposizioni e non a notte fonda quando nessuno vede e sente solo perché le dà fastidio. Meglio essere sinceri e abolirle abbia il coraggio non si nasconda dietro un regolamentino. Non è necessario essere d’accordo con loro. Non è necessario condividere le loro critiche. Ma bisogna consentire loro di rappresentare pienamente le persone che li hanno votati quasi il 50 % dei suoi cittadini. Perché un’amministrazione forte non teme il confronto. Lo cerca. E soprattutto non confonde il dissenso con un intralcio. L’ironia, poi, è che a volte proprio chi governa dovrebbe essere il primo interessato ad avere un’opposizione presente, combattiva e libera di parlare. Perché il confronto consente di correggere gli errori, spiegare le scelte e rendere conto ai cittadini. Altrimenti resta soltanto l’inerzia. Quella sì, almeno, non crea traffico. Un appello, infine, alle opposizioni: svegliatevi. Non basta lamentarsi. Non basta subire. Serve presenza, serve iniziativa, serve capacità di incalzare l’amministrazione, dentro e fuori dal Consiglio comunale. Perché il Consiglio non è il palcoscenico di una sola parte politica. È la casa di tutti i meratesi. Deve essere una voce ancora più forte e coinvolgente. Possibilmente prima di mezzanotte Sindaco.
a volte viene da pensare che, a Merate, sarebbe stato meglio lasciare tutto com’era. Non perché l’inerzia sia una virtù. Ma perché, almeno, non produceva disagi. Prendiamo la rotonda di via De Gasperi. Una strada che, per usare un eufemismo, non era esattamente famosa per i suoi ingorghi. Oggi, invece, il traffico sembra improvvisamente aver scoperto Merate proprio lì. È il paradosso di un’amministrazione che sembra avere una particolare capacità: riuscire a trasformare anche ciò che funzionava in un problema. E allora forse sarebbe davvero meglio fermarsi. Non fare. Non cambiare. Non intervenire e attendere il 2029 senza danni. Perché ogni volta che arrivano nuovi stimoli, il rischio è che accada quello che nessuno si aspetta: che l’amministrazione faccia qualcosa e li iniziano i problemi. E veniamo al Consiglio comunale. Il prossimo è convocato per lunedì 21 settembre alle 21.00. Ci sono temi interessanti e, considerato il passato, il timore è che il dibattito possa protrarsi fino a notte fonda. Del resto, non sarebbe una novità: una seduta del settembre scorso arrivò a superare le cinque ore. Ma la questione vera non è l’orario. È la voce. La voce delle opposizioni, che in un Consiglio comunale non è un fastidio da contenere, ma una componente essenziale della democrazia. A luglio, del resto, gli stessi gruppi di opposizione hanno presentato una mozione proprio sulla tutela delle prerogative dei consiglieri comunali e sulla disciplina delle interrogazioni. Per questo viene da rivolgere al sindaco un consiglio molto semplice: lasci parlare le opposizioni e non a notte fonda quando nessuno vede e sente solo perché le dà fastidio. Meglio essere sinceri e abolirle abbia il coraggio non si nasconda dietro un regolamentino. Non è necessario essere d’accordo con loro. Non è necessario condividere le loro critiche. Ma bisogna consentire loro di rappresentare pienamente le persone che li hanno votati quasi il 50 % dei suoi cittadini. Perché un’amministrazione forte non teme il confronto. Lo cerca. E soprattutto non confonde il dissenso con un intralcio. L’ironia, poi, è che a volte proprio chi governa dovrebbe essere il primo interessato ad avere un’opposizione presente, combattiva e libera di parlare. Perché il confronto consente di correggere gli errori, spiegare le scelte e rendere conto ai cittadini. Altrimenti resta soltanto l’inerzia. Quella sì, almeno, non crea traffico. Un appello, infine, alle opposizioni: svegliatevi. Non basta lamentarsi. Non basta subire. Serve presenza, serve iniziativa, serve capacità di incalzare l’amministrazione, dentro e fuori dal Consiglio comunale. Perché il Consiglio non è il palcoscenico di una sola parte politica. È la casa di tutti i meratesi. Deve essere una voce ancora più forte e coinvolgente. Possibilmente prima di mezzanotte Sindaco.
Protagonisti per Merate
























