Accanto all’Altra metà del Cielo, una missione quasi impossibile da ben 25 anni

Venticinque anni sono un traguardo importante e come tale va festeggiato. 
E infatti sono state molte le donne che hanno affollato sabato pomeriggio la sede de “L’altra metà del cielo” per celebrare l’anniversario dell’associazione.
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Amalia Bonfanti con l'assessora Patrizia Riva

Presenti le tre fondatrici, Amalia Bonfanti attuale presidente, Antonia Brambilla che l’ha preceduta alla guida e Loretta Medvescig, circondate dalle volontarie grazie alle quali è possibile far funzionare i servizi a tutela delle donne maltrattate e vittime di violenza.
“Era il 2001 ed eravamo giovani”, ha raccontato Antonia Brambilla. “Sentivamo l’esigenza di fare qualcosa per le donne sul nostro territorio. Telefono Donna di Lecco, a cui ci eravamo rivolte, ci spingeva ad aprire una succursale qui nel Meratese ma noi abbiamo preferito realizzare un’associazione indipendente. Non è stato facile: abbiamo seguito corsi e abbiamo girato tutta la Lombardia per vedere altre realtà. È stato faticoso perché non avevamo esperienza. Però a voi dico che l’esperienza è importante, ma altrettanto lo è la formazione. E vi esorto a non mollare, perché c’è ancora tanto bisogno, soprattutto per i giovani”.
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Amalia Bonfanti, Antonia Brambilla, Loretta Medvescig

“Sembrava una missione impossibile”, ha rievocato Loretta Medvescig. “Ringrazio tutte le operatrici che ci hanno affiancato, quelle che ci sono ora e che verranno in futuro”.
Di “sfida” ha parlato l’attuale presidente, Amalia Bonfanti. 
“Siamo partite con una sfida nella testa e nel cuore. All’inizio si trattava di coinvolgere le donne in iniziative culturali, ma poi sono arrivate tante altre sfide che hanno riguardato per esempio il trovare luoghi per le case di accoglienza e la formazione delle volontarie. L’operatività che dobbiamo portare avanti è davvero molto impegnativa”.
A portare la solidarietà dell’Amministrazione comunale era presente l’assessora Patrizia Riva.
“Grazie di esserci”, ha detto l’amministratrice. “Quando una donna si trova in situazioni tali per cui non ce la fa più è importante sapere di poter essere accompagnata nel percorso per uscirne. Ma è molto importante anche il lavoro di crescita culturale e quindi bene anche le iniziative che organizzate nelle scuole così come fanno anche altre associazioni che aderiscono alla rete Ora Basta. Ci vogliono alleanze e tenacia per poter portare avanti il pensiero divergente delle donne, solo così riusciremo a uscirne”.
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In questi 25 anni l’associazione è cresciuta davvero tanto, la “sfida” di cui ha parlato la presidente si può dire che sia stata vinta.
Le donne che si rivolgono al servizio “Telefono Donna” sono in aumento. 
E anche i servizi che vengono loro offerti coprono una gamma davvero molto ampia. 
Alla richiesta di aiuto segue solitamente un colloquio di accoglienza, gratuito e con la garanzia di assoluta segretezza, attraverso il quale si individuano i bisogni della persona. 
In risposta a questi possono essere fornite consulenze di tipo psicologico o legale, quest’ultimo sia in ambito civile che penale; orientamento nell’utilizzo dei servizi presenti sul territorio o per l’accesso al mondo del lavoro.
Per chi ha subito atti persecutori c’è lo sportello antistalking, mentre i Gruppi di auto mutuo aiuto permettono il confronto con altre donne che vivono le medesime problematiche per essere aiutate a superarle.
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Nei casi più gravi di maltrattamento o violenza viene offerto un rifugio temporaneo alla donna e ai figli minori nelle Case di accoglienza. 
“L'Altra metà del cielo” ha sul territorio due case di prima accoglienza, dove vige la massima protezione e l’indirizzo è segreto, e quattro case di seconda accoglienza, dove la donna può, attraverso un progetto di concerto con i Servizi sociali del territorio, cominciare un percorso personalizzato verso l'uscita dalla violenza e verso l'autonomia.
Tutto questo richiede una collaborazione costante con le istituzioni quali Enti locali, prefettura, servizi sanitari e scolastici, oltre che con la Rete dei Centri Antiviolenza che operano in Lombardia, in Italia e in Europa.
Importante anche l’opera di prevenzione attraverso interventi nelle scuole e partecipazione ad attività culturali.
Nello scorso mese di maggio l’associazione ha inaugurato una nuova sede in viale De Gasperi 127, con più spazi da dedicare alle varie attività e pensata per offrire un maggiore comfort alle donne che ne usufruiscono. 
A.Vi.

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