Sartirana: celebrata la 17.ma giornata in ricordo degli IMI

"I Vangeli insegnano tante domande e poche risposte; tante domande come quelle che hanno abitato il cuore degli Internati Militari Italiani (IMI), che dopo l'armistizio hanno deciso di non combattere insieme ai nazisti per sostenere la popolazione locale, consegnando la propria vita".
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Così ha iniziato la sua omelia don Alessio Marcari durante la Messa tenutasi nella serata di venerdì 18 settembre a Sartirana, in ricordo degli Internati Militari Italiani e di San Maurizio, patrono degli Alpini.

La funzione, concelebrata dal diacono Davide Canepa e dai frati dell’Ordine OFM di Sabbioncello, ha onorato i 650.000 italiani che dopo l'armistizio hanno scelto di non piegarsi ai totalitarismi: per questo motivo sono stati deportati nei campi di concentramento e, privati della dignità e lontani dagli affetti, hanno patito la fame e sono spesso morti senza poter rivedere i propri cari.
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Don Alessio Marcari

"Dopo la fine del secondo conflitto mondiale questi uomini coraggiosi non sono stati riconosciuti, ma noi siamo qui per farlo", ha continuato il sacerdote. "In un'epoca segnata da individualismo, egoismo e violenza, ricordatevi di questi uomini che hanno dato la vita per noi, proprio come aveva fatto San Maurizio secoli prima".
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Medaglia d'onore degli IMI
Alla domanda più grande, "chi può essere salvato?", si può trovare risposta solamente nell'affidamento totale a Dio, che anche nella morte dona l'eternità a chi ogni giorno compie il proprio dovere cercando di essere "buoni cristiani e onesti cittadini", come diceva don Bosco. "Una vita come quella degli internati e degli Alpini non muore mai, perché ne viene ricordato costantemente il valore" ha concluso il don.
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Dopo la recita della preghiera dell'Alpino, i presenti si sono spostati in corteo fino alla lapide commemorativa. Qui, dopo gli onori ai caduti con l'esecuzione dell'Inno di Mameli e della Leggenda del Piave da parte della Banda Sociale Meratese, sono stati letti i nomi dei giovani soldati.
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A chiudere la celebrazione vi sono stati un breve ringraziamento da parte di Gianluigi Bonalume, del comitato organizzatore, per la sensibilità dimostrata verso questa ricorrenza, e un intervento dell'assessora di Merate Patrizia Riva.

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 Quest'ultima ha sottolineato il coraggio dei soldati, capaci di portare avanti una resistenza civile fondata sul senso di appartenenza al proprio paese, non l'Italia dell'epoca, ma quella del domani che viviamo noi oggi.
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