Brivio: inaugurata la mostra degli artisti locali. È la 26ª edizione
Arte, tradizione e nuovi linguaggi si sono incontrati nella serata di giovedì 17 settembre a Brivio, dove, nell’ambito della tradizionale Festa della Madonna Addolorata, è stata inaugurata in municipio la 26ª edizione della mostra foto-pittorica curata dalla Commissione Cultura. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario della festa, accompagnato anche dal tradizionale “Buffet dell’Artista” e che ha visto la presenza degli autori che hanno messo a disposizione le proprie opere.

Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura Emanuela Airoldi, che ha sottolineato il valore di un appuntamento arrivato ormai alla ventiseiesima edizione. “Fede e tradizioni si uniscono – ha ricordato –. Ventisei edizioni non sono soltanto un numero, ma un traguardo che abbiamo raggiunto. È una storia fatta di impegno, passione e amore per l’arte nelle sue diverse forme”.
Una mostra che, anno dopo anno, ha saputo evolversi e crescere, mantenendo al centro il lavoro degli artisti e il loro modo personale di leggere la realtà. Trenta le opere esposte, ciascuna portatrice di un proprio sguardo e di un proprio messaggio. “Queste opere ci raccontano emozioni e un mondo visto da punti di vista diversi – ha proseguito Airoldi –. Ci chiedono di guardarle e di domandarci quale messaggio l’artista voglia trasmettere”. Da qui il ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno scelto ancora una volta di partecipare.

A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato anche il sindaco Federico Airoldi, che ha ringraziato l’intera Commissione Cultura, la Pro Loco, don Ottavio e tutti gli artisti. Un’occasione, ha sottolineato il primo cittadino, per “respirare l’arte sotto diverse forme”, elemento importante anche per la crescita culturale di un paese. Sul significato universale dell’espressione artistica si è soffermato anche don Ottavio Villa, ricordando come l’arte riesca a esprimere un linguaggio comune, capace di parlare al cuore degli uomini al di là delle differenze.
A entrare maggiormente nel merito dei percorsi espositivi è stato invece lo storico dell’arte Luca Nava, che ha posto l’attenzione sui cammini individuali e sugli obiettivi propri di ciascun autore. Percorsi che, ha spiegato, finiscono per configurarsi come vere e proprie “impronte”, manifestazioni di un sentire individuale che sarebbe bello potessero diventare nel tempo delle tracce riconoscibili. Da qui il suo invito agli artisti a mantenere una certa coerenza tematica, continuando ad approfondire quel filone e quella cifra espressiva che nel tempo hanno caratterizzato il loro lavoro.
Tra i momenti della serata anche l’intervento dell’artista Daniele Gerolamo Tentori, che ha letto la poesia intitolata “Brivium”, dedicata al paese e al suo rapporto con l’Adda:
Brivio, rilancia inebrianti fragranze floreali.
Lubrificata nei sentimenti
e dai freschi scivolii dell'Adda.
Accarezzo le rive differite,
suggerite da rivali forme di piena
o ansimanti pioniere
nelle parentesi estive.
Riprendo il respiro che risponde ai rituali vortici.
Raduno e riordino i pensieri,
ripresi e salvati da remoti precipizi,
dai rigori organici e nelle rincorse fugaci del tempo.
Audace e disciolta
in sussulti armonici.
Raccolta nei vecchi nuclei storici
e sui balconi fioriti da ammirare.
Poesie e musiche di Archi
concertate da dolci note
e da focosi abbracci d'Amore.
Porto onore e sentimenti profondi
agli avi, ai passeggeri
e ai nuovi nati.
Mi rivesto...e torno bambino,
a scagliare lontano
piccole pietre acquatiche,
rese saltellanti in acrobatiche giocolerie,
lanciate verso nuovi orizzonti
ancora tutti "follemente"
da sognare.
Accanto alla mostra degli artisti, il municipio ospita inoltre un’esposizione particolare allestita nella sala consiliare. Protagonista è uno dei simboli più caratteristici della festa briviese, ovvero il palo della cuccagna sul fiume, raccontato attraverso gli scatti di Gianpaolo Rossi.
La mostra, intitolata “Cockaigne Games – Giochi di Cuccagna”, nasce da un percorso cominciato proprio a Brivio nel 2013 e approdato nel 2026 a una nuova fase. Il punto di partenza sono infatti le fotografie tradizionali dedicate alla storica cuccagna briviese, reinterpretate oggi attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale.

Il filo conduttore rimane sempre lo stesso, quella cuccagna fatta di “legno, acqua e fatica”, memoria viva di una tradizione che da generazioni accompagna la festa. A cambiare è invece il linguaggio. Grazie all’evoluzione degli strumenti di elaborazione dell’immagine, gli scatti originari vengono trasformati, facendo dialogare lo sguardo del fotografo con l’algoritmo digitale.
Ne nasce una sorta di metamorfosi visiva: il palo della cuccagna cambia forma, diventa ponte, si trasforma in elemento reale e allo stesso tempo onirico, sospeso tra memoria e immaginazione. Un percorso che vuole dunque creare un collegamento tra due epoche, partendo dalla fotografia tradizionale per arrivare alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia.

L’inaugurazione della mostra ha così aperto uno dei fine settimana più importanti della Festa di Brivio, che entrerà definitivamente nel vivo domenica 20 settembre, giornata dedicata alla Madonna Addolorata, con le celebrazioni religiose, la solenne processione e gli altri appuntamenti della tradizione. E proprio una delle usanze raccontate negli scatti di Gianpaolo Rossi tornerà protagonista il giorno successivo. Lunedì 21 settembre alle 14, sulle acque dell’Adda, sarà infatti ancora una volta il momento della tradizionale cuccagna sul fiume.

Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura Emanuela Airoldi, che ha sottolineato il valore di un appuntamento arrivato ormai alla ventiseiesima edizione. “Fede e tradizioni si uniscono – ha ricordato –. Ventisei edizioni non sono soltanto un numero, ma un traguardo che abbiamo raggiunto. È una storia fatta di impegno, passione e amore per l’arte nelle sue diverse forme”.
Una mostra che, anno dopo anno, ha saputo evolversi e crescere, mantenendo al centro il lavoro degli artisti e il loro modo personale di leggere la realtà. Trenta le opere esposte, ciascuna portatrice di un proprio sguardo e di un proprio messaggio. “Queste opere ci raccontano emozioni e un mondo visto da punti di vista diversi – ha proseguito Airoldi –. Ci chiedono di guardarle e di domandarci quale messaggio l’artista voglia trasmettere”. Da qui il ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno scelto ancora una volta di partecipare.

A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato anche il sindaco Federico Airoldi, che ha ringraziato l’intera Commissione Cultura, la Pro Loco, don Ottavio e tutti gli artisti. Un’occasione, ha sottolineato il primo cittadino, per “respirare l’arte sotto diverse forme”, elemento importante anche per la crescita culturale di un paese. Sul significato universale dell’espressione artistica si è soffermato anche don Ottavio Villa, ricordando come l’arte riesca a esprimere un linguaggio comune, capace di parlare al cuore degli uomini al di là delle differenze.
Tra i momenti della serata anche l’intervento dell’artista Daniele Gerolamo Tentori, che ha letto la poesia intitolata “Brivium”, dedicata al paese e al suo rapporto con l’Adda:
Brivio, rilancia inebrianti fragranze floreali.
Lubrificata nei sentimenti
e dai freschi scivolii dell'Adda.
Accarezzo le rive differite,
suggerite da rivali forme di piena
o ansimanti pioniere
nelle parentesi estive.
Riprendo il respiro che risponde ai rituali vortici.
Raduno e riordino i pensieri,
ripresi e salvati da remoti precipizi,
dai rigori organici e nelle rincorse fugaci del tempo.
Audace e disciolta
in sussulti armonici.
Raccolta nei vecchi nuclei storici
e sui balconi fioriti da ammirare.
Poesie e musiche di Archi
concertate da dolci note
e da focosi abbracci d'Amore.
Porto onore e sentimenti profondi
agli avi, ai passeggeri
e ai nuovi nati.
Mi rivesto...e torno bambino,
a scagliare lontano
piccole pietre acquatiche,
rese saltellanti in acrobatiche giocolerie,
lanciate verso nuovi orizzonti
ancora tutti "follemente"
da sognare.
Accanto alla mostra degli artisti, il municipio ospita inoltre un’esposizione particolare allestita nella sala consiliare. Protagonista è uno dei simboli più caratteristici della festa briviese, ovvero il palo della cuccagna sul fiume, raccontato attraverso gli scatti di Gianpaolo Rossi.
La mostra, intitolata “Cockaigne Games – Giochi di Cuccagna”, nasce da un percorso cominciato proprio a Brivio nel 2013 e approdato nel 2026 a una nuova fase. Il punto di partenza sono infatti le fotografie tradizionali dedicate alla storica cuccagna briviese, reinterpretate oggi attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale.

Il filo conduttore rimane sempre lo stesso, quella cuccagna fatta di “legno, acqua e fatica”, memoria viva di una tradizione che da generazioni accompagna la festa. A cambiare è invece il linguaggio. Grazie all’evoluzione degli strumenti di elaborazione dell’immagine, gli scatti originari vengono trasformati, facendo dialogare lo sguardo del fotografo con l’algoritmo digitale.
Ne nasce una sorta di metamorfosi visiva: il palo della cuccagna cambia forma, diventa ponte, si trasforma in elemento reale e allo stesso tempo onirico, sospeso tra memoria e immaginazione. Un percorso che vuole dunque creare un collegamento tra due epoche, partendo dalla fotografia tradizionale per arrivare alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia.

L’inaugurazione della mostra ha così aperto uno dei fine settimana più importanti della Festa di Brivio, che entrerà definitivamente nel vivo domenica 20 settembre, giornata dedicata alla Madonna Addolorata, con le celebrazioni religiose, la solenne processione e gli altri appuntamenti della tradizione. E proprio una delle usanze raccontate negli scatti di Gianpaolo Rossi tornerà protagonista il giorno successivo. Lunedì 21 settembre alle 14, sulle acque dell’Adda, sarà infatti ancora una volta il momento della tradizionale cuccagna sul fiume.
E.Ma.
























