Bus aggiuntivi sulla linea Paderno-Bergamo. Trenord dice no

Il tema della mobilità, della gestione dei flussi automobilistici e del trasporto pubblico per pendolari e studenti è stato al centro della seduta del Consiglio Provinciale di Lecco svoltasi mercoledì 16 settembre. I lavori dell'aula, aperti dalla presidente Alessandra Hofmann, sono iniziati affrontando il nodo dei collegamenti scolastici nel Meratese.
L'apertura della seduta è stata caratterizzata dall'interrogazione presentata dalla consigliera Patrizia Riva del gruppo "Provincia territorio bene comune". Il primo punto sollevato ha riguardato la richiesta di chiarimenti sul mancato riscontro alla lettera inviata il 9 luglio 2026 da alcuni consiglieri regionali, con la quale si sollecitava l'attivazione di un tavolo interistituzionale permanente relativo al progetto del nuovo Ponte San Michele tra Paderno d'Adda e Calusco d'Adda. Contestualmente, la consigliera ha chiesto spiegazioni sulla mancata attuazione di una seconda linea di autobus a servizio degli studenti, richiesta dai Comuni del territorio per collegare direttamente la stazione di Paderno con quella di Bergamo e l'ospedale Papa Giovanni XXIII.
La presidente Alessandra Hofmann e il vicepresidente con delega alla mobilità Mattia Micheli hanno scelto di fornire una risposta immediata in aula, considerato l'avvio dell'anno scolastico. Micheli ha spiegato che la Provincia ha interpellato Trenord per integrare le corse dei bus sostitutivi del servizio ferroviario. Tuttavia, la società ha opposto un rifiuto precisando che i propri mezzi navetta possono unicamente rimpiazzare le corse dei treni già previste sulla linea e non effettuare corse aggiuntive.
Di fronte al rifiuto del gestore ferroviario, l'Amministrazione provinciale si è rivolta all'Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, che si è resa disponibile a cofinanziare la nuova corsa scolastica nella misura del 50% del costo complessivo. Per la copertura del rimanente 50%, è stato proposto ai Comuni interessati di farsi carico della quota per avviare una fase sperimentale di due o tre mesi fino a fine anno, utile a verificare il reale gradimento e l'affluenza dell'utenza prima di una decisione definitiva.
M.Pen.
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