Zamperini: non esiste il diritto alla morte

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È stata discussa in Consiglio regionale della Lombardia l’interrogazione sul fine vita, a seconda firma del Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini. L’atto chiedeva alla Giunta di chiarire modalità e presupposti della procedura adottata nel primo caso lombardo di suicidio medicalmente assistito interamente gestito dal Servizio sanitario regionale, verificandone la coerenza con i principi costituzionali, la normativa nazionale e la deontologia medica.

“Oggi abbiamo ribadito un principio chiaro ed indiscusso: non esiste il diritto alla morte. Con il collega Matteo Forte abbiamo pensato a questa interrogazione per fare chiarezza con l’Assessore Guido Bertolaso su un principio politico, amministrativo e giuridico per noi fondamentale. Su un tema così delicato abbiamo il dovere di non fermarci di fronte alla cocciutaggine di taluni – dichiara Giacomo Zamperini –. La nostra posizione è semplice: non esiste un diritto al suicidio, ma esiste il diritto all’assistenza sanitaria. Esiste il diritto alla vita e a viverla con dignità, anche nella fase più difficile e dolorosa della malattia. Questo significa non abbandonare nessuno alla sofferenza, evitare l’accanimento terapeutico e garantire sollievo al dolore di chi soffre attraverso le cure palliative”.

“Presemteremo un’altra interrogazione per chiedere all’assessore Bertolaso, delle delucidazioni sul piano tecnico, procedurale ed economico. Vogliamo sapere quanto sia costato e quanto possa costare ai lombardi il suicidio medicalmente assistito. – conclude Zamperini - Se fosse il Servizio sanitario regionale a sostenerne gratuitamente i costi e garantire l’erogazione entro 145 giorni per provocare la morte di una persona, mentre una TAC che può salvare una vita richiede il pagamento di un ticket, ci troveremmo davanti a un enorme paradosso. Le risorse dei lombardi devono essere investite per la vita, per alleviare le sofferenze di chi è malato, non per organizzare la morte. Vogliamo una sanità che rafforzi le cure palliative, sostenga le famiglie e garantisca la dignità dei pazienti.”
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