Nuova viabilità alla rotonda del pino. 25 minuti per 500 mt
25 minuti per percorrere 500 metri.
"Devastante". Ha usato una sola parola per definire la situazione di ritorno a casa, da Milano a Merate, uno dei tanti automobilisti che quest'oggi si è ritrovato a percorrere l'ultimo miglio in uscita dalla tangenziale est per approdare poi in territorio meratese.

Il cambio di precedenza alla "rotatoria del pino" ha letteralmente messo in ginocchio la circolazione lungo la SP342dir in immissione e in uscita soprattutto dalla tangenziale est.
Il flusso di veicoli in direzione Lecco, infatti, sorpassato il cavalcavia, è costretto a fermarsi per dare la precedenza ai veicoli che escono da Lomagna e Carnate e si immettono sulla provinciale.
La colonna per dare la precedenza diventa lunghissima specialmente nelle ore di punta della sera, in chiusura di giornata lavorativa, e si allunga sino ad ingombrare la tangenziale ben prima della salita, in zona ex Ibm.

25 minuti per percorre il tratto in uscita, circa 500 metri, e una ventina ancora per arrivare a Merate.
Un vero incubo che minaccia di diventare una costante.
"Devastante". Ha usato una sola parola per definire la situazione di ritorno a casa, da Milano a Merate, uno dei tanti automobilisti che quest'oggi si è ritrovato a percorrere l'ultimo miglio in uscita dalla tangenziale est per approdare poi in territorio meratese.

Il cambio di precedenza alla "rotatoria del pino" ha letteralmente messo in ginocchio la circolazione lungo la SP342dir in immissione e in uscita soprattutto dalla tangenziale est.
Il flusso di veicoli in direzione Lecco, infatti, sorpassato il cavalcavia, è costretto a fermarsi per dare la precedenza ai veicoli che escono da Lomagna e Carnate e si immettono sulla provinciale.
La colonna per dare la precedenza diventa lunghissima specialmente nelle ore di punta della sera, in chiusura di giornata lavorativa, e si allunga sino ad ingombrare la tangenziale ben prima della salita, in zona ex Ibm.

25 minuti per percorre il tratto in uscita, circa 500 metri, e una ventina ancora per arrivare a Merate.
Un vero incubo che minaccia di diventare una costante.
























