Paderno: sagrato gremito per la messa dell'Addolorata
La Festa della Comunità della Beata Maria Vergine Addolorata, che ha coinvolto Verderio, Robbiate e Paderno nell'arco di tre giornate, si è conclusa domenica 13 con una camminata allegra lungo l'Adda e con la solenne Messa all'aperto, celebrata nella soleggiata mattinata sul sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta.

La funzione è stata concelebrata da don Gianni De Micheli, don Antonio Caldirola, don Paolo Bizzarri e dal vicario don Marco Mambretti, davanti a un vasto pubblico di fedeli che ha gremito il piazzale antistante l'edificio sacro.


Nella sua omelia, don Gianni ha tracciato il percorso per la creazione di una vera Comunità. "Pietro conosceva le parole importanti di Gesù: beati i poveri di spirito e i misericordiosi, così come Paolo. A un certo punto però il Signore ha chiesto di riconoscerlo davvero, per giungere a una fede sincera passando per le piaghe della croce".


Le fragilità e le difficoltà di ciascuno rappresentano il punto di partenza per un totale abbandono a Dio, consentendo così di accogliere con empatia l'umanità dei propri fratelli e delle proprie sorelle. "Riconoscere nelle difficoltà i tratti di Cristo non è facile, è la sfida alla quale siamo chiamati. Noi come comunità dobbiamo impegnarci a farlo, altrimenti nulla potrà crescere". Dio raccoglie le debolezze, le incapacità, i peccati e la povertà per trasformarli in amore: la più grande vittoria risiede proprio nell'arrendersi a questo amore, ha continuato il sacerdote."La comunità cresce nel mistero della croce, fino a guidare l'altro alla realizzazione di se stesso a immagine di Gesù. Una conversione continua, convinta e vera che chiede di cambiare lo sguardo a partire da noi stessi".


In particolare quest'anno il Vescovo chiede di mettere al centro la celebrazione dell'Eucaristia, uno dei primi fondamentali passi verso il Signore. La Comunità dell'Addolorata accoglierà questo invito con momenti pensati per tutte le età, un percorso collettivo lungo, ma necessario. "Dobbiamo creare occasioni per educare i giovani, daremo vita a una scuola dove imparare a vicenda l'uno dall'altro, per crescere insieme".
La meta della Comunità Pastorale resta dunque quella di affidarsi pienamente al Signore, che chiede a tutti i credenti di riconoscerlo nei volti di tutti i Fratelli e Sorelle.

La funzione è stata concelebrata da don Gianni De Micheli, don Antonio Caldirola, don Paolo Bizzarri e dal vicario don Marco Mambretti, davanti a un vasto pubblico di fedeli che ha gremito il piazzale antistante l'edificio sacro.

I celebranti: don Antonio, don Marco, don Paolo e don Gianni

Nella sua omelia, don Gianni ha tracciato il percorso per la creazione di una vera Comunità. "Pietro conosceva le parole importanti di Gesù: beati i poveri di spirito e i misericordiosi, così come Paolo. A un certo punto però il Signore ha chiesto di riconoscerlo davvero, per giungere a una fede sincera passando per le piaghe della croce".


Le fragilità e le difficoltà di ciascuno rappresentano il punto di partenza per un totale abbandono a Dio, consentendo così di accogliere con empatia l'umanità dei propri fratelli e delle proprie sorelle. "Riconoscere nelle difficoltà i tratti di Cristo non è facile, è la sfida alla quale siamo chiamati. Noi come comunità dobbiamo impegnarci a farlo, altrimenti nulla potrà crescere". Dio raccoglie le debolezze, le incapacità, i peccati e la povertà per trasformarli in amore: la più grande vittoria risiede proprio nell'arrendersi a questo amore, ha continuato il sacerdote."La comunità cresce nel mistero della croce, fino a guidare l'altro alla realizzazione di se stesso a immagine di Gesù. Una conversione continua, convinta e vera che chiede di cambiare lo sguardo a partire da noi stessi".


In particolare quest'anno il Vescovo chiede di mettere al centro la celebrazione dell'Eucaristia, uno dei primi fondamentali passi verso il Signore. La Comunità dell'Addolorata accoglierà questo invito con momenti pensati per tutte le età, un percorso collettivo lungo, ma necessario. "Dobbiamo creare occasioni per educare i giovani, daremo vita a una scuola dove imparare a vicenda l'uno dall'altro, per crescere insieme".
La meta della Comunità Pastorale resta dunque quella di affidarsi pienamente al Signore, che chiede a tutti i credenti di riconoscerlo nei volti di tutti i Fratelli e Sorelle.
I.Bi.

























