Olgiate: nessun controllo il Comune se ne frega e non chiama Arpa, Pl e CC
Articolo: Olgiate: caos fino a notte fonda, bimba spaventata
Buongiorno,
sono pienamente d’accordo con quanto scritto dalla residente, perché, purtroppo, capisco benissimo quello che racconta. Io, ieri sera, ero persino contenta di non essere a casa, perché sapevo già che sarebbe stato praticamente invivibile. Sono rientrata poco dopol'1 e, fortunatamente, ho parcheggiato direttamente a casa. Se avessi dovuto lasciare la macchina in piazza e fare quei pochi metri a piedi in mezzo ai ragazzi che erano ancora in giro, ubriachi, urlando e imprecando, sinceramente avrei avuto paura. Hanno continuato ben oltre le 2 di notte e, a un certo punto, esattamente come la bambina raccontata nell’articolo, anch’io ho pensato che quelle urla fossero dovute a qualcuno che stava litigando o addirittura picchiandosi. E purtroppo non è la prima volta. Sono anni che ci troviamo a dover chiamare i Carabinieri. Ma a questo punto mi chiedo: concretamente, cosa fa l’Amministrazione per prevenire e gestire queste situazioni? Quando viene autorizzato un evento, chi controlla che vengano rispettati gli orari, i limiti acustici e le condizioni previste? E, soprattutto, cosa succede quando queste regole vengono disattese? Perché è facile fare festa e fare casino a casa degli altri, quando a subirne le conseguenze sono i residenti. Ci sono persone che anche nel weekend si alzano presto per andare a lavorare. Penso, per esempio, a chi lavora in ambito ospedaliero e deve essere in reparto alle prime ore del mattino. Come si può pretendere che vadano a lavorare dopo una notte passata con musica assordante, urla e schiamazzi sotto casa? Siamo stanchi di dover sopportare musica a volumi improponibili fino a notte fonda. Con le porte chiuse, le tapparelle abbassate e persino le cuffie, non si riesce nemmeno a guardare la televisione. Viene quindi spontaneo chiedersi: i limiti acustici vengono verificati? Dov’è l’ARPA quando si verificano situazioni di questo tipo? Nessuno pretende che un paese debba essere muto o che non si possano organizzare feste e manifestazioni. Ma un evento autorizzato non può diventare un lasciapassare per qualsiasi cosa, soprattutto se non si è in grado di gestire queste situazioni garantendo il rispetto delle regole e la tranquillità dei residenti. Perché divertirsi è un diritto, ma lo è anche dormire, lavorare e sentirsi tranquilli. E avere paura persino di fare pochi metri a piedi tra persone ubriache e urlanti non è normale. È una vergogna.
Buongiorno,
sono pienamente d’accordo con quanto scritto dalla residente, perché, purtroppo, capisco benissimo quello che racconta. Io, ieri sera, ero persino contenta di non essere a casa, perché sapevo già che sarebbe stato praticamente invivibile. Sono rientrata poco dopol'1 e, fortunatamente, ho parcheggiato direttamente a casa. Se avessi dovuto lasciare la macchina in piazza e fare quei pochi metri a piedi in mezzo ai ragazzi che erano ancora in giro, ubriachi, urlando e imprecando, sinceramente avrei avuto paura. Hanno continuato ben oltre le 2 di notte e, a un certo punto, esattamente come la bambina raccontata nell’articolo, anch’io ho pensato che quelle urla fossero dovute a qualcuno che stava litigando o addirittura picchiandosi. E purtroppo non è la prima volta. Sono anni che ci troviamo a dover chiamare i Carabinieri. Ma a questo punto mi chiedo: concretamente, cosa fa l’Amministrazione per prevenire e gestire queste situazioni? Quando viene autorizzato un evento, chi controlla che vengano rispettati gli orari, i limiti acustici e le condizioni previste? E, soprattutto, cosa succede quando queste regole vengono disattese? Perché è facile fare festa e fare casino a casa degli altri, quando a subirne le conseguenze sono i residenti. Ci sono persone che anche nel weekend si alzano presto per andare a lavorare. Penso, per esempio, a chi lavora in ambito ospedaliero e deve essere in reparto alle prime ore del mattino. Come si può pretendere che vadano a lavorare dopo una notte passata con musica assordante, urla e schiamazzi sotto casa? Siamo stanchi di dover sopportare musica a volumi improponibili fino a notte fonda. Con le porte chiuse, le tapparelle abbassate e persino le cuffie, non si riesce nemmeno a guardare la televisione. Viene quindi spontaneo chiedersi: i limiti acustici vengono verificati? Dov’è l’ARPA quando si verificano situazioni di questo tipo? Nessuno pretende che un paese debba essere muto o che non si possano organizzare feste e manifestazioni. Ma un evento autorizzato non può diventare un lasciapassare per qualsiasi cosa, soprattutto se non si è in grado di gestire queste situazioni garantendo il rispetto delle regole e la tranquillità dei residenti. Perché divertirsi è un diritto, ma lo è anche dormire, lavorare e sentirsi tranquilli. E avere paura persino di fare pochi metri a piedi tra persone ubriache e urlanti non è normale. È una vergogna.
Un'altra residente stanca
























