Asilo e integrazione

Leggendo il dibattito che si è creato, ho la sensazione che si continui a non capire il punto della questione. Tutti barricati dietro le loro ideologie, posizioni politiche e quant'altro, ma poi bisogna fare i conti con la realtà: inutile tirare fuori argomenti riguardanti immigrazione, razzismo ecc... perché qui stiamo parlando di bambini probabilmente nati in Italia che cresceranno in Italia, lavoreranno in Italia e di cui, piaccia o no, avremo bisogno: intanto perché noi non facciamo più figli, ma sopra tutto perché questi, probabilmente, ricopriranno ruoli e lavori nel nostro tessuto sociale che noi non vogliamo più fare ma di cui ne abbiamo tremendamente bisogno. Saranno i nostri badanti quando saremo vecchi, gli infermieri dei nostri ospedali, quelli che costruiranno e/o ristruttureranno le nostre case, ripareranno le nostre auto ecc...ecc... già, perché i nostri figli li vogliamo coi "colletti bianchi" a svolgere lavori "migliori" ... loro (i nostri figli), invece, addirittura preferirebbero fare i creator o gli influencer ... ma questa è un'altra storia ... Da questo banale ragionamento vien da se che questi bimbi vanno da subito integrati nel migliore dei modi per crescere come cittadini Italiani evitando situazioni controproducenti che la storia recente ci ha insegnato (vedi banlieue in Francia). Ok arredamenti nuovi, strutture, insegnanti preparati, ma la base di partenza (e qui concordo con il direttore) deve essere un giusto mix nelle classi per permettere ai bambini una reciproca e bilanciata interazione culturale. In una classe di venti elementi, sarebbe bene cercare di fare un dieci e dieci. Inutile mettere un "Italiano doc" in mezzo a venti "stranieri" come sarebbe inutile il contrario. E non credo che queste siano cose di destra o di sinistra, ma di sano buon senso! IMHO
Bra. Bra.
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