Brivio: progetto di mediazione zooantropologica in casa di riposo. Pomeriggi con i cani
A volte basta una carezza, uno sguardo o semplicemente la presenza silenziosa di un cane per far riaffiorare un ricordo e aprire un dialogo. È quanto sta accadendo alla Rsa Frigerio di Brivio, dove dallo scorso mese di maggio è stato sperimentato per la prima volta un progetto di mediazione zooantropologica, attraverso incontri tra gli ospiti della struttura e alcuni animali, in particolare cani.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati organizzati tre incontri per ciascuno dei tre piani della Rsa, offrendo così agli anziani la possibilità di entrare in relazione con gli animali secondo i propri tempi e le proprie sensibilità. Un'esperienza inedita per la struttura briviese, che ha raccolto riscontri positivi tanto tra gli ospiti quanto tra gli operatori.

A condurre gli incontri è Luca Scanavacca, libero professionista che da circa vent'anni lavora nel settore e che da tempo collabora con la “Fattoria dei Semplici” di Oleggio, provincia di Novara, un'oasi che accoglie animali abbandonati, maltrattati o provenienti da sequestri, offrendo loro cure e una nuova possibilità di vita.


Alla base del progetto c'è una relazione che non viene forzata né prestabilita. "Non chiediamo all'animale cosa deve fare: è lui a scegliere come interagire", ha spiegato Scanavacca. Può capitare che un cane si avvicini spontaneamente a una persona, che cerchi una carezza oppure, semplicemente, che si sdrai e si addormenti accanto a lei.

Secondo l'esperto, proprio gli animali che hanno conosciuto situazioni difficili possono sviluppare una particolare sensibilità nella relazione. “Un animale che ha sofferto, a livello empatico, ha modo di riconoscere la sofferenza e di andare più in profondità. Nel contatto con la persona si apre una sorta di dialogo. È come se il cane, attraverso il suo comportamento, raccontasse la propria storia”.
Nel pomeriggio di giovedì 10 settembre Scanavacca è tornato nella Rsa di Brivio accompagnato da Pongo, uno dei cani ospitati dall'oasi. La sua è una storia di rinascita: era stato abbandonato all'esterno di una stalla in Valle d'Aosta quando aveva circa due anni. Oggi ne ha sei e, dopo essere stato accolto e accudito, accompagna Scanavacca in questo genere di attività.

Tra Pongo e gli ospiti non sono mancate carezze e momenti di vicinanza, ma l'obiettivo degli incontri non è semplicemente quello di “portare un cane” all'interno della struttura. È la relazione che si crea, anche attraverso piccoli gesti, a rappresentare il cuore dell’esperienza. Lo hanno potuto constatare anche gli operatori della Rsa. Gli incontri hanno avuto un effetto particolarmente significativo su chi, nel corso della propria vita, aveva avuto un cane e ha così potuto ritrovare sensazioni e ricordi familiari. Ma anche ospiti che non avevano mai posseduto animali, spinti dalla curiosità, hanno scelto di avvicinarsi e interagire.
In alcuni casi la presenza del cane è riuscita persino a coinvolgere persone solitamente più riservate e taciturne, che durante gli incontri si sono lasciate andare maggiormente. Altri ospiti, inizialmente più timorosi, hanno preferito semplicemente osservare a distanza. Nessuna interazione viene infatti imposta: chi non gradisce la presenza degli animali o, per differenti ragioni, non può entrare in contatto con loro è naturalmente libero di non partecipare.

Un progetto che ha dunque permesso di sperimentare un modo diverso di creare relazione e stimolare emozioni, attraverso un incontro nel quale a beneficiare del rapporto sono entrambe le parti: le persone, ma anche quegli animali che, dopo un passato spesso difficile, trovano a loro volta una nuova dimensione nel rapporto con l'essere umano.

Visti i risultati positivi ottenuti in questi primi mesi, l'intenzione della Rsa è ora quella di riproporre l'esperienza, dando continuità a un percorso che, attraverso la presenza discreta di cani come Pongo, ha saputo regalare agli ospiti momenti di serenità, curiosità e condivisione.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati organizzati tre incontri per ciascuno dei tre piani della Rsa, offrendo così agli anziani la possibilità di entrare in relazione con gli animali secondo i propri tempi e le proprie sensibilità. Un'esperienza inedita per la struttura briviese, che ha raccolto riscontri positivi tanto tra gli ospiti quanto tra gli operatori.

A condurre gli incontri è Luca Scanavacca, libero professionista che da circa vent'anni lavora nel settore e che da tempo collabora con la “Fattoria dei Semplici” di Oleggio, provincia di Novara, un'oasi che accoglie animali abbandonati, maltrattati o provenienti da sequestri, offrendo loro cure e una nuova possibilità di vita.

Luca Scanavacca con Pongo
La realtà opera tra Lombardia e Piemonte e oggi ospita tre cani, una ventina di gatti e otto cavalli. Alcuni di questi animali, una volta recuperato il proprio equilibrio, diventano protagonisti proprio dei percorsi di mediazione zooantropologica in Rsa e in altre strutture.
Alla base del progetto c'è una relazione che non viene forzata né prestabilita. "Non chiediamo all'animale cosa deve fare: è lui a scegliere come interagire", ha spiegato Scanavacca. Può capitare che un cane si avvicini spontaneamente a una persona, che cerchi una carezza oppure, semplicemente, che si sdrai e si addormenti accanto a lei.

Secondo l'esperto, proprio gli animali che hanno conosciuto situazioni difficili possono sviluppare una particolare sensibilità nella relazione. “Un animale che ha sofferto, a livello empatico, ha modo di riconoscere la sofferenza e di andare più in profondità. Nel contatto con la persona si apre una sorta di dialogo. È come se il cane, attraverso il suo comportamento, raccontasse la propria storia”.


Tra Pongo e gli ospiti non sono mancate carezze e momenti di vicinanza, ma l'obiettivo degli incontri non è semplicemente quello di “portare un cane” all'interno della struttura. È la relazione che si crea, anche attraverso piccoli gesti, a rappresentare il cuore dell’esperienza. Lo hanno potuto constatare anche gli operatori della Rsa. Gli incontri hanno avuto un effetto particolarmente significativo su chi, nel corso della propria vita, aveva avuto un cane e ha così potuto ritrovare sensazioni e ricordi familiari. Ma anche ospiti che non avevano mai posseduto animali, spinti dalla curiosità, hanno scelto di avvicinarsi e interagire.

Un progetto che ha dunque permesso di sperimentare un modo diverso di creare relazione e stimolare emozioni, attraverso un incontro nel quale a beneficiare del rapporto sono entrambe le parti: le persone, ma anche quegli animali che, dopo un passato spesso difficile, trovano a loro volta una nuova dimensione nel rapporto con l'essere umano.

Visti i risultati positivi ottenuti in questi primi mesi, l'intenzione della Rsa è ora quella di riproporre l'esperienza, dando continuità a un percorso che, attraverso la presenza discreta di cani come Pongo, ha saputo regalare agli ospiti momenti di serenità, curiosità e condivisione.
E.Ma.
























