Lomagna: nell’enciclopedia dei Giusti suor Luisa Dell’orto

Suor Luisa Dell’Orto è stata inserita nell’Enciclopedia dei Giusti della Fondazione Gariwo, che ha accettato la proposta di candidatura avanzata dall’Amministrazione comunale di Lomagna.

Il termine “Giusto” è tratto da un passo del Talmud che afferma che “chi salva una vita salva il mondo intero”. 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne riferito a coloro che salvarono gli ebrei dal genocidio nazista, ma in seguito il concetto è stato esteso a comprendere tutte le persone che di fronte alle ingiustizie hanno scelto di agire dimostrando che esiste sempre una possibilità di scelta. 

La figura di suor Luisa è stata inserita nella sezione “Coraggio civile”, insieme a personaggi come lo psichiatra Franco Basaglia, il fisioterapista della Croce Rossa Alberto Cairo, il fondatore dell’Opera nazionale per le Città dei ragazzi Monsignor J.P. Carroll Abbing, la pasionaria che sfida i cartelli della droga in Messico Lucy Diaz e molti altri. 
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 “Educatrice, ha dedicato tutta la sua vita agli ultimi fino alla scelta estrema di restare in un’Haiti travolta dalla violenza dove è stata assassinata”: questo il sommario del suo profilo.

La pagina a lei dedicata riporta poi un’ampia biografia, che qui riassumiamo in poche righe per quanti ancora non la conoscessero. 

Nata a Milano in una famiglia profondamente radicata nella fede cristiana, ma cresciuta a Lomagna, in provincia di Lecco, dove ha maturato fin da giovane il desiderio di dedicare la propria vita agli altri. Dopo gli studi sceglie di entrare nella fraternità delle Piccole Sorelle di padre Charles De Foucauld e in questa veste va in missione in Africa per vent’anni, prima in Camerun e poi in Madagascar.

Nel 2002 viene destinata ad Haiti, considerato il Paese più povero di tutto il globo terrestre, dove diventa il pilastro di un centro educativo e di accoglienza. Qui nel 2022 subisce una violenta aggressione armata che la porta alla morte.

“La sua vita”, si legge a chiusura del resoconto a lei dedicato, “testimonia una concezione della solidarietà fondata sulla prossimità quotidiana e sulla cultura quale leva di possibile cambiamento e autonomia: non un intervento occasionale, ma una presenza costante accanto agli esclusi, ai bambini abbandonati, ai giovani in formazione, alle famiglie travolte dalla miseria e dalla violenza”.

Soddisfazione per l’inserimento della religiosa nell’Enciclopedia dei Giusti viene espressa dalla sindaca di Lomagna, Cristina Citterio: “Un percorso che riteniamo corretto per dare il giusto valore a suor Luisa. Preferiremmo averla ancora qui con noi, ma purtroppo possiamo solo fare tutto il possibile per tener viva la sua memoria”.

Citterio ricorda le tante iniziative portate avanti a questo scopo dall’Amministrazione ma anche dalla parrocchia. 

Il 25 giugno, nel quarto anniversario del suo assassinio, è stato piantumato un ulivo con l’inaugurazione ufficiale, presso il parco “Kenbe Fem”, del Giardino dei Giusti diffuso sul territorio di Lomagna.

Un’altra iniziativa è stata nel mese di maggio la serata “Una testimonianza che vive” promossa dalla cooperativa Paso insieme al Comune e ai ragazzi di ProgettaLo, un gruppo informale attivo nell’organizzazione di eventi all’insegna della solidarietà e della coesione sociale.

In onore di suor Luisa la parrocchia ha organizzato nel 2025 la seconda edizione del Festival della Fede, con il titolo “Come Luisa, testimoni di speranza”. 

Anche l’intitolazione del parco giochi, denominato con l’espressione “Kenbe Fem” che in creolo, la lingua locale di Haiti, significa “tieni duro”, è un omaggio alla figura della religiosa. 

“Tanti elementi per ricordarla”, ha concluso la sindaca.

E siamo certi che la comunità lomagnese non si fermerà qui, ma continuerà a trovarne di nuovi. 













  
A.Vi.
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