Processioni al buio: la sicurezza viene prima di tutto

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Bisogna prenderne atto. E con questo non voglio certo dire che non si debba pregare: la fede e la preghiera sono una cosa, le modalità con cui vengono organizzate alcune manifestazioni un’altra. Le processioni, così come le intendevano i nostri nonni, oggi, almeno nel Nord Italia e soprattutto nei paesi con più di 5.000 abitanti, sono diventate difficili da conciliare con le esigenze di sicurezza. Si può pregare tranquillamente in chiesa, senza necessariamente mettere a rischio l’incolumità dei partecipanti. Il problema è soprattutto la sicurezza stradale, ancora di più quando il percorso prevede l’attraversamento o il transito su strade provinciali. E organizzare una processione di sera, al buio, aumenta ulteriormente i rischi: la visibilità è ridotta, le persone che partecipano possono essere distratte, e basta una buca, un ostacolo o un passo falso per provocare una caduta e farsi male. Ho visto, ad esempio, che il programma della festa di Robbiate prevede una processione alle 20:45. Francamente, nel 2026, organizzare una funzione religiosa a quell’ora, con tutti i problemi di sicurezza che comporta, mi sembra davvero una scelta poco prudente.
Francesca
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