Cernusco: erba alta, malattie in agguato

Articolo: Cernusco: il metro che smentisce le parole

Doveroso stigmatizzare quanto successo questa notte circa le scritte sui muri di Cernusco. Faccio però un passo indietro per soffermarmi sulla gestione del verde. Il giorno 15/07 avevo già fatto presente che il taglio delle erbacce, avvenuto nella tarda primavera, non sempre era stato effettuato in modo corretto ed efficace. In particolare avevo evidenziato il mancato taglio dei polloni alla base delle piante di ibisco in via Papa Giovanni i quali ostruivano la completa visuale dei mezzi provenienti dal semaforo in direzione Merate per chi usciva dal quartiere in auto. Due giorni dopo (17/07) c'è stato un forte temporale ed alcuni rami di ibisco sono rimasti danneggiati e penzolanti. La rimozione degli stessi ed il taglio dei polloni è avvenuto circa un mese dopo, con molta flemma, cioè non percependone l'urgenza. Adesso, a distanza di 3 settimane, le erbacce hanno ripreso il posto dei polloni. Insomma, non serve una scienza ma solo buonsenso. Stai facendo un lavoro fallo per intero ma in modo corretto. La crisi climatica che stiamo vivendo impone una revisione totale dei piani d'intervento per la manutenzione del verde. Questo vale per tutti i Comuni non solo per Cernusco, che però da qualche anno è un caso patologico. Non è più solo una questione di decoro urbano ma implica l'aggravante della non percezione di un potenziale pericolo sanitario. Le erbacce con relative infiorescenze lasciate crescere oltremisura e che poi vanno in una fase di marcescenza, producono zuccheri e CO2 che attirano insetti molesti e pericolosi: vespe, calabroni, pappataci (causa della Leishmaniosi nei cani e gatti), zecche (causa della malattia di Lyme) ma in particolare zanzare. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie trasmesse da vettori come le zanzare, rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive a livello mondiale e causano oltre 700 mila decessi all’anno. La sola malaria, ancora oggi, uccide circa 600 mila persone all’anno. Ok, da noi non c'è la malaria ma in questi anni abbiamo imparato a fare i conti con West Nile, Dengue e Chikungunya. Da inizio 2026 in Italia sono stati certificati 432 casi di West Nile (in gran parte nella pianura Padana) con 17 morti. Durante questi mesi estivi molti Comuni della Brianza (Villasanta, Biassono etc...) e milanese hanno predisposto vari interventi di disinfestazione per abbattere la popolazione di zanzare tigre (Aedes), principale vettore della Dengue. Proprio da oggi 2 settembre al 6 ne è prevista una molto estesa a Monza giustificata da un presunto caso ma più che altro per tutelare coloro che assisteranno al Gran Premio di F1 (molti campeggiano nel parco per alcuni giorni). Inutile aggiungere che le disinfestazioni a loro volta hanno un costo, ma quando servono sono indispensabili. Vale la pena risparmiare sui tagli dell'erba sapendo di creare una situazione a rischio ed il presupposto per una successiva disinfestazione? Tanto per fare un esempio il solo Comune di Brescia spende 100 mila euro all'anno solo in disinfestazioni oltre a qualche milione per la normale manutenzione del verde pubblico. Le aree di Cernusco più "disastrate" sono più spesso le aiuole presso i parcheggi (stazione) o ai bordi strada (ex sede ASST) dove non esistono piante o specie arboree di valore da tutelare. Perché oltre allo sfalcio non si abbina, almeno una volta l'anno, anche un erbicida di origine naturale come l'acido pelargonico? Non è un diserbante sistemico e non ha attività residuale nel terreno nel senso che si biodegrada rapidamente senza danneggiare i microrganismi del suolo. 
P.C.
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