Il premio "Luna crescente" a Filippo Maria Macchiusi con "M. Informato dei fatti"
Tre giovani compagnie, tre modi molto diversi di raccontare il presente attraverso il teatro e, alla fine, il pubblico chiamato a scegliere. Si è svolta mercoledì 2 settembre, a Lomagna la serata conclusiva del Premio Luna Crescente 2026, concorso dedicato alle compagnie teatrali under 30 promosso da Teatro Invito e Consorzio Brianteo Villa Greppi nell’ambito del festival teatrale “L’Ultima Luna d’Estate”.

Davanti a un pubblico numeroso, sul palco si sono alternate le tre realtà finaliste, selezionate tra oltre sessanta candidature: la compagnia A.D.D.A. con “Muoiono tutti”, Filippo Maria Macchiusi con “M. Informato dei fatti” e il Collettivo Z.E.V. con “Dona Nobis Pacem”.
Ad accogliere pubblico e artisti, in apertura, è stata il sindaco di Lomagna, Cristina Citterio. «Per la nostra Amministrazione è un piacere partecipare ancora una volta a "L'ultima luna d'estate" – ha affermato –. Siamo particolarmente contenti di ospitare giovani artisti che si mettono alla prova. Ci piace offrire loro uno spazio nel quale sperimentarsi e provare a generare cambiamento attraverso la passione per il teatro, per la vita e per il mondo».

A rivolgere il proprio saluto è stata anche l'assessore alla Cultura Alessandra Gulino, che ha ringraziato gli organizzatori, Piccoli Idilli, il Consorzio Villa Greppi e tutte le persone impegnate dietro le quinte: «Un grazie va anche a tutto quel lavoro che serve per rendere possibile una serata come questa, ma che spesso il pubblico non vede».
A spiegare il funzionamento del Premio è stato quindi Luca Radaelli, direttore artistico di Teatro Invito. «Questa sera faremo il tifo – ha esordito –. A ciascuna compagnia sono stati concessi venti minuti per presentare un estratto del proprio lavoro. Al termine delle tre esibizioni sarà il pubblico a votare il lavoro che lo avrà convinto maggiormente. Il vincitore tornerà poi il prossimo anno e metterà in scena lo spettacolo completo: sarà interessante poter osservare anche il percorso di crescita compiuto nel frattempo».
Le tre proposte sono state introdotte da altrettanti esperti del settore, chiamati ad accompagnare il pubblico nella lettura dei lavori in concorso.

Ad aprire la serata è stata la compagnia A.D.D.A., presentata dalla critica teatrale Alice Strazzi. La realtà, con sede a Livorno, ha proposto "Muoiono tutti" una riscrittura di Romeo e Giulietta che sceglie di collocarsi idealmente dopo la celebre vicenda shakespeariana. Il lavoro si interroga sul significato di riportare oggi in scena quella storia e sui temi che ancora continua a evocare, dal fallimento alla forza e alle contraddizioni dell’amore giovanile.
È stata poi la critica Elena Scolari a introdurre Filippo Maria Macchiusi e il suo "M. Informato dei fatti", un monologo che nasce nel retrobottega di un usuraio e lascia volutamente aperta una domanda: quella a cui si assiste è una testimonianza, una confessione o forse una dichiarazione d'amore? Scolari ha sottolineato anche il valore del Premio come occasione per permettere ai giovani artisti non soltanto di confrontarsi con il pubblico, ma anche di conoscersi e incontrarsi tra loro.
Il terzo progetto, "Dona Nobis Pacem", è stato presentato dall'attore e regista Filippo Ughi. Il lavoro nasce dall'incontro di tre giovani artisti conosciutisi all'Istituto Grassi e porta lo spettatore in una dimensione surreale: il primo giorno di lavoro di tre angeli all'interno di un "Sottufficio per il Giudizio Particolare". In una sorta di ufficio investigativo anni Ottanta trapiantato in Paradiso, i protagonisti sono chiamati a giudicare l'anima di un agente di Polizia ripreso dalle videocamere, durante uno scontro con un corteo studentesco, con una smorfia simile a un sorriso. Una commedia nera che intreccia cronaca e farsa e attraversa, con tono grottesco, alcuni simboli della violenza occidentale, mescolando iconografia eroica, musica liturgica e hit degli anni Ottanta.

Terminati i tre estratti, la parola – questa volta attraverso il voto – è passata agli spettatori. Prima del verdetto, Radaelli ha sottolineato la qualità delle proposte approdate in finale, molto differenti tra loro per linguaggi, temi e modalità espressive. Un elemento evidenziato anche dai critici presenti, che hanno rimarcato come proprio questa varietà permetta di osservare alcune delle nuove direzioni intraprese dal teatro delle giovani generazioni.
A conquistare il Premio Luna Crescente 2026 è stato infine Filippo Maria Macchiusi con “M. Informato dei fatti”. Una vittoria arrivata al termine di una votazione particolarmente equilibrata: come ricordato dagli organizzatori, si è trattato del distacco più contenuto registrato dalla nascita del bando, segno dell’apprezzamento riscosso da tutte e tre le proposte.
«Qualcuno inevitabilmente rimarrà deluso, ma anche questo fa parte del viaggio», è stato ricordato dal palco, prima di rendere omaggio al vincitore, alle compagnie finaliste e ringraziare il pubblico per aver condiviso una serata dedicata al futuro del teatro.
Il Premio Luna Crescente non ha però segnato la conclusione de “L’Ultima Luna d’Estate”, che proseguirà ancora per alcuni giorni fino alla serata finale di domenica. Tra i prossimi protagonisti del festival c'è stato anche Massimo Popolizio, sul palco ad Osnago. Da parte degli organizzatori è arrivato quindi l’invito al pubblico a continuare a seguire e partecipare agli ultimi appuntamenti della rassegna.
Il Premio Luna Crescente ha così confermato ancora una volta la propria vocazione: non soltanto decretare un vincitore, ma offrire uno spazio concreto a giovani artisti, permettere loro di incontrarsi e mettere a confronto linguaggi differenti, portando sul territorio quelle nuove forme di teatro che stanno cercando oggi il proprio spazio sulla scena.

Davanti a un pubblico numeroso, sul palco si sono alternate le tre realtà finaliste, selezionate tra oltre sessanta candidature: la compagnia A.D.D.A. con “Muoiono tutti”, Filippo Maria Macchiusi con “M. Informato dei fatti” e il Collettivo Z.E.V. con “Dona Nobis Pacem”.
Ad accogliere pubblico e artisti, in apertura, è stata il sindaco di Lomagna, Cristina Citterio. «Per la nostra Amministrazione è un piacere partecipare ancora una volta a "L'ultima luna d'estate" – ha affermato –. Siamo particolarmente contenti di ospitare giovani artisti che si mettono alla prova. Ci piace offrire loro uno spazio nel quale sperimentarsi e provare a generare cambiamento attraverso la passione per il teatro, per la vita e per il mondo».

A rivolgere il proprio saluto è stata anche l'assessore alla Cultura Alessandra Gulino, che ha ringraziato gli organizzatori, Piccoli Idilli, il Consorzio Villa Greppi e tutte le persone impegnate dietro le quinte: «Un grazie va anche a tutto quel lavoro che serve per rendere possibile una serata come questa, ma che spesso il pubblico non vede».
A spiegare il funzionamento del Premio è stato quindi Luca Radaelli, direttore artistico di Teatro Invito. «Questa sera faremo il tifo – ha esordito –. A ciascuna compagnia sono stati concessi venti minuti per presentare un estratto del proprio lavoro. Al termine delle tre esibizioni sarà il pubblico a votare il lavoro che lo avrà convinto maggiormente. Il vincitore tornerà poi il prossimo anno e metterà in scena lo spettacolo completo: sarà interessante poter osservare anche il percorso di crescita compiuto nel frattempo».
Le tre proposte sono state introdotte da altrettanti esperti del settore, chiamati ad accompagnare il pubblico nella lettura dei lavori in concorso.

Ad aprire la serata è stata la compagnia A.D.D.A., presentata dalla critica teatrale Alice Strazzi. La realtà, con sede a Livorno, ha proposto "Muoiono tutti" una riscrittura di Romeo e Giulietta che sceglie di collocarsi idealmente dopo la celebre vicenda shakespeariana. Il lavoro si interroga sul significato di riportare oggi in scena quella storia e sui temi che ancora continua a evocare, dal fallimento alla forza e alle contraddizioni dell’amore giovanile.
È stata poi la critica Elena Scolari a introdurre Filippo Maria Macchiusi e il suo "M. Informato dei fatti", un monologo che nasce nel retrobottega di un usuraio e lascia volutamente aperta una domanda: quella a cui si assiste è una testimonianza, una confessione o forse una dichiarazione d'amore? Scolari ha sottolineato anche il valore del Premio come occasione per permettere ai giovani artisti non soltanto di confrontarsi con il pubblico, ma anche di conoscersi e incontrarsi tra loro.
Il terzo progetto, "Dona Nobis Pacem", è stato presentato dall'attore e regista Filippo Ughi. Il lavoro nasce dall'incontro di tre giovani artisti conosciutisi all'Istituto Grassi e porta lo spettatore in una dimensione surreale: il primo giorno di lavoro di tre angeli all'interno di un "Sottufficio per il Giudizio Particolare". In una sorta di ufficio investigativo anni Ottanta trapiantato in Paradiso, i protagonisti sono chiamati a giudicare l'anima di un agente di Polizia ripreso dalle videocamere, durante uno scontro con un corteo studentesco, con una smorfia simile a un sorriso. Una commedia nera che intreccia cronaca e farsa e attraversa, con tono grottesco, alcuni simboli della violenza occidentale, mescolando iconografia eroica, musica liturgica e hit degli anni Ottanta.

Terminati i tre estratti, la parola – questa volta attraverso il voto – è passata agli spettatori. Prima del verdetto, Radaelli ha sottolineato la qualità delle proposte approdate in finale, molto differenti tra loro per linguaggi, temi e modalità espressive. Un elemento evidenziato anche dai critici presenti, che hanno rimarcato come proprio questa varietà permetta di osservare alcune delle nuove direzioni intraprese dal teatro delle giovani generazioni.
A conquistare il Premio Luna Crescente 2026 è stato infine Filippo Maria Macchiusi con “M. Informato dei fatti”. Una vittoria arrivata al termine di una votazione particolarmente equilibrata: come ricordato dagli organizzatori, si è trattato del distacco più contenuto registrato dalla nascita del bando, segno dell’apprezzamento riscosso da tutte e tre le proposte.
«Qualcuno inevitabilmente rimarrà deluso, ma anche questo fa parte del viaggio», è stato ricordato dal palco, prima di rendere omaggio al vincitore, alle compagnie finaliste e ringraziare il pubblico per aver condiviso una serata dedicata al futuro del teatro.
Il Premio Luna Crescente non ha però segnato la conclusione de “L’Ultima Luna d’Estate”, che proseguirà ancora per alcuni giorni fino alla serata finale di domenica. Tra i prossimi protagonisti del festival c'è stato anche Massimo Popolizio, sul palco ad Osnago. Da parte degli organizzatori è arrivato quindi l’invito al pubblico a continuare a seguire e partecipare agli ultimi appuntamenti della rassegna.
Il Premio Luna Crescente ha così confermato ancora una volta la propria vocazione: non soltanto decretare un vincitore, ma offrire uno spazio concreto a giovani artisti, permettere loro di incontrarsi e mettere a confronto linguaggi differenti, portando sul territorio quelle nuove forme di teatro che stanno cercando oggi il proprio spazio sulla scena.
G.S.
























