Osnago: la qualità dell'opposizione
Articolo: Osnago: opposizione di basso livello
La ringrazio innanzitutto per il tono e anche per il riconoscimento che, almeno in alcuni casi, rivolge al mio lavoro. Visto che siamo tornati alle percentuali, i numeri che riporta dimostrano una cosa che nessuno ha mai contestato: Progetto Osnago vince le elezioni da molti anni e spesso con percentuali molto ampie. È un fatto. Quello che continuo a non comprendere è perché il risultato elettorale dovrebbe diventare uno strumento per misurare la qualità dell'opposizione o, addirittura, la preparazione di chi ne fa parte. Il consenso stabilisce chi governa e chi sta all'opposizione, non chi ha sempre ragione e chi ha sempre torto. Lei definisce poi questa opposizione «poco preparata e di basso livello». È naturalmente libero di esprimere questo giudizio, ma credo sia necessario distinguere. Non conosco un metodo per misurare la “preparazione di un'opposizione” nel suo complesso. La preparazione riguarda, semmai, le singole persone e può essere valutata sulla qualità dei loro interventi, sulla conoscenza degli argomenti, sulla fondatezza delle osservazioni e sulle proposte che avanzano. Se ritiene che un mio intervento sia poco preparato, lo indichi e sarò ben disponibile a confrontarmi nel merito. Se ritiene poco preparato l'intervento di un altro consigliere, ne contesti contenuti e argomentazioni. Questo è un confronto che considero assolutamente legittimo. Trovo invece poco significativo prendere gli interventi di alcuni componenti e utilizzarli per assegnare una sorta di voto collettivo alla “preparazione dell'opposizione”. E, visto che proprio gli interventi durante i Consigli comunali sembrano essere il suo metro di giudizio, mi permetta allora una provocazione: come dovremmo valutare la preparazione dei consiglieri di maggioranza non assessori che durante i Consigli comunali praticamente non intervengono? Se parlare consente di essere giudicati preparati o impreparati, come valutiamo chi sceglie sistematicamente di non parlare? Dovremmo considerarlo preparatissimo semplicemente perché non ci ha mai dato la possibilità di valutarlo? Ovviamente sarebbe un criterio assurdo. Ed è proprio questo il punto: la qualità di un consigliere si giudica individualmente per quello che fa, dice e propone, non attraverso un'etichetta assegnata indistintamente al gruppo al quale appartiene. Personalmente non ho alcuna pretesa di difendere a priori ogni parola pronunciata da ogni componente dell'opposizione. Veniamo poi alla sua affermazione secondo cui, «a suo modo di vedere, Osnago è amministrato bene». È un giudizio assolutamente legittimo. Io, però, evidentemente utilizzo qualche parametro diverso. Dal mio punto di vista, in un paese amministrato bene dovrebbe essere quantomeno difficile che i manifesti della Festa dell'Unità del PD vengano affissi negli spazi riservati alle associazioni, sopra i manifesti delle iniziative locali, e che nessuno di chi amministra se ne accorga finché non interviene un consigliere di minoranza a segnalarlo. E qui non siamo nel campo delle opinioni: dopo la mia segnalazione il Comune ha verificato, la società incaricata delle affissioni ha riconosciuto l'errore e i manifesti sono stati rimossi. Ci è stato spiegato che si è trattato di un «mero errore materiale». Ne prendiamo atto. Rimane però una domanda molto semplice: se non l'avessimo segnalato, chi e quando se ne sarebbe accorto? Lo stesso vale per un semaforo pedonale danneggiato, rimasto per settimane con le lanterne disallineate e messo in sicurezza soltanto dopo una nostra segnalazione, senza dimenticare che quello stesso semaforo non funziona ormai da anni. Ma, visto che parliamo di buona amministrazione, allarghiamo pure lo sguardo. È ben governato un Comune che acquista un immobile (Cassinetta) interamente a debito e poi lo lascia inutilizzato e in condizioni di abbandono per quasi vent'anni? È ben governato un paese che investe un importante finanziamento in un teatro e poi lascia quella struttura chiusa e inutilizzata per più di 200 giorni all'anno? È ben governato un paese che prevede una Casa della Musica come compensazione alla realizzazione di un nuovo residence e, una volta realizzato il residence, arriva a sostenere di non avere più lo spazio per realizzare la Casa della Musica? Potremmo naturalmente discutere a lungo di ciascuno di questi casi e probabilmente avremmo opinioni differenti. Ma è esattamente questo il punto. Non pretendo che la risposta a queste domande debba necessariamente essere la mia. Pretendo però che si riconosca che esistono fatti, risultati e scelte amministrative sui quali è perfettamente legittimo avere qualche dubbio rispetto alla rappresentazione di un Comune sempre «attento e pronto nei confronti dei cittadini». Lei dice giustamente che nessun paese è perfetto e cita persino la Svizzera. Concordo: nessun paese è perfetto e nessuna Amministrazione può esserlo. Ma questa constatazione non può diventare una sorta di giustificazione universale ogni volta che viene evidenziato qualcosa che non funziona. Tra pretendere la perfezione e pretendere una buona gestione delle risorse pubbliche, una programmazione coerente, il rispetto degli impegni assunti e un controllo efficace del territorio c'è una bella differenza. E non sostengo affatto che a Osnago tutto sia fatto male. Sostengo una cosa molto più semplice: se per accorgersi di alcune criticità servono le segnalazioni di quella stessa opposizione che lei considera “poco preparata e di basso livello”, forse qualcosa da migliorare nell'amministrazione del paese c'è. Preferisco quindi confrontarmi sui fatti. Se un problema che segnaliamo non esiste, dimostratelo. Se una nostra proposta è sbagliata, contestatela. Se un nostro intervento è impreparato, spiegate dove e perché. Se avete una soluzione migliore, discutiamone. Questo, secondo me, è un confronto politico serio. E soprattutto, un problema non diventa meno reale in base alla percentuale elettorale di chi lo segnala. Mi permetta quindi di chiudere con la stessa provocazione da cui siamo partiti: forse quell'opposizione al 28,34%, ogni tanto, serve anche a chi ha preso il 71,66%.
La ringrazio innanzitutto per il tono e anche per il riconoscimento che, almeno in alcuni casi, rivolge al mio lavoro. Visto che siamo tornati alle percentuali, i numeri che riporta dimostrano una cosa che nessuno ha mai contestato: Progetto Osnago vince le elezioni da molti anni e spesso con percentuali molto ampie. È un fatto. Quello che continuo a non comprendere è perché il risultato elettorale dovrebbe diventare uno strumento per misurare la qualità dell'opposizione o, addirittura, la preparazione di chi ne fa parte. Il consenso stabilisce chi governa e chi sta all'opposizione, non chi ha sempre ragione e chi ha sempre torto. Lei definisce poi questa opposizione «poco preparata e di basso livello». È naturalmente libero di esprimere questo giudizio, ma credo sia necessario distinguere. Non conosco un metodo per misurare la “preparazione di un'opposizione” nel suo complesso. La preparazione riguarda, semmai, le singole persone e può essere valutata sulla qualità dei loro interventi, sulla conoscenza degli argomenti, sulla fondatezza delle osservazioni e sulle proposte che avanzano. Se ritiene che un mio intervento sia poco preparato, lo indichi e sarò ben disponibile a confrontarmi nel merito. Se ritiene poco preparato l'intervento di un altro consigliere, ne contesti contenuti e argomentazioni. Questo è un confronto che considero assolutamente legittimo. Trovo invece poco significativo prendere gli interventi di alcuni componenti e utilizzarli per assegnare una sorta di voto collettivo alla “preparazione dell'opposizione”. E, visto che proprio gli interventi durante i Consigli comunali sembrano essere il suo metro di giudizio, mi permetta allora una provocazione: come dovremmo valutare la preparazione dei consiglieri di maggioranza non assessori che durante i Consigli comunali praticamente non intervengono? Se parlare consente di essere giudicati preparati o impreparati, come valutiamo chi sceglie sistematicamente di non parlare? Dovremmo considerarlo preparatissimo semplicemente perché non ci ha mai dato la possibilità di valutarlo? Ovviamente sarebbe un criterio assurdo. Ed è proprio questo il punto: la qualità di un consigliere si giudica individualmente per quello che fa, dice e propone, non attraverso un'etichetta assegnata indistintamente al gruppo al quale appartiene. Personalmente non ho alcuna pretesa di difendere a priori ogni parola pronunciata da ogni componente dell'opposizione. Veniamo poi alla sua affermazione secondo cui, «a suo modo di vedere, Osnago è amministrato bene». È un giudizio assolutamente legittimo. Io, però, evidentemente utilizzo qualche parametro diverso. Dal mio punto di vista, in un paese amministrato bene dovrebbe essere quantomeno difficile che i manifesti della Festa dell'Unità del PD vengano affissi negli spazi riservati alle associazioni, sopra i manifesti delle iniziative locali, e che nessuno di chi amministra se ne accorga finché non interviene un consigliere di minoranza a segnalarlo. E qui non siamo nel campo delle opinioni: dopo la mia segnalazione il Comune ha verificato, la società incaricata delle affissioni ha riconosciuto l'errore e i manifesti sono stati rimossi. Ci è stato spiegato che si è trattato di un «mero errore materiale». Ne prendiamo atto. Rimane però una domanda molto semplice: se non l'avessimo segnalato, chi e quando se ne sarebbe accorto? Lo stesso vale per un semaforo pedonale danneggiato, rimasto per settimane con le lanterne disallineate e messo in sicurezza soltanto dopo una nostra segnalazione, senza dimenticare che quello stesso semaforo non funziona ormai da anni. Ma, visto che parliamo di buona amministrazione, allarghiamo pure lo sguardo. È ben governato un Comune che acquista un immobile (Cassinetta) interamente a debito e poi lo lascia inutilizzato e in condizioni di abbandono per quasi vent'anni? È ben governato un paese che investe un importante finanziamento in un teatro e poi lascia quella struttura chiusa e inutilizzata per più di 200 giorni all'anno? È ben governato un paese che prevede una Casa della Musica come compensazione alla realizzazione di un nuovo residence e, una volta realizzato il residence, arriva a sostenere di non avere più lo spazio per realizzare la Casa della Musica? Potremmo naturalmente discutere a lungo di ciascuno di questi casi e probabilmente avremmo opinioni differenti. Ma è esattamente questo il punto. Non pretendo che la risposta a queste domande debba necessariamente essere la mia. Pretendo però che si riconosca che esistono fatti, risultati e scelte amministrative sui quali è perfettamente legittimo avere qualche dubbio rispetto alla rappresentazione di un Comune sempre «attento e pronto nei confronti dei cittadini». Lei dice giustamente che nessun paese è perfetto e cita persino la Svizzera. Concordo: nessun paese è perfetto e nessuna Amministrazione può esserlo. Ma questa constatazione non può diventare una sorta di giustificazione universale ogni volta che viene evidenziato qualcosa che non funziona. Tra pretendere la perfezione e pretendere una buona gestione delle risorse pubbliche, una programmazione coerente, il rispetto degli impegni assunti e un controllo efficace del territorio c'è una bella differenza. E non sostengo affatto che a Osnago tutto sia fatto male. Sostengo una cosa molto più semplice: se per accorgersi di alcune criticità servono le segnalazioni di quella stessa opposizione che lei considera “poco preparata e di basso livello”, forse qualcosa da migliorare nell'amministrazione del paese c'è. Preferisco quindi confrontarmi sui fatti. Se un problema che segnaliamo non esiste, dimostratelo. Se una nostra proposta è sbagliata, contestatela. Se un nostro intervento è impreparato, spiegate dove e perché. Se avete una soluzione migliore, discutiamone. Questo, secondo me, è un confronto politico serio. E soprattutto, un problema non diventa meno reale in base alla percentuale elettorale di chi lo segnala. Mi permetta quindi di chiudere con la stessa provocazione da cui siamo partiti: forse quell'opposizione al 28,34%, ogni tanto, serve anche a chi ha preso il 71,66%.
Marco Riva - Orgoglio Osnago
























