Colazione al sacco?
Articolo: Colazione al sacco senza il timore di farsi vedere
Ho letto l'intervento del dr. Magni e sinceramente sono rimasto basito. Non capisco se lui abbia una concezione strana della montagna o se sia io che dopo 36 anni (la mia età) di orgogliosa frequentazione della montagna posso avere una visione troppo personale. Sinceramente io appartengo in pieno a quella categoria di fruitori della montagna che pranza al sacco - beve acqua delle fontane - si muove in bicicletta per non prendere la macchina. Intanto sono stato abituato a pranzare al sacco innanzitutto perché non sempre ci sono rifugi e non sempre sono aperti. Pranzare all'aperto significa godersi appieno l'ambiente in cui si è immersi, ascoltare i rumori della natura, prendersi del tempo per osservare con un binocolo e il paesaggio sperando di avere la fortuna di scorgere qualche animale selvatico... l'ho sempre fatto, tutti quelli che conosco che frequentano la montagna uguale e nessuno si è mai vergognato, proprio perché lo fanno tutti! Dove ci sono fontane, io bevo sempre e solo quell'acqua. Le volte che mi fermo al rifugio guardo sempre incuriosito la gente che si fa portare l'acqua in bottiglietta quando è magari disponibile quella potabile (non è così dappertutto purtroppo), pagano per avere un prodotto che è stato in giro mesi nella plastica quando potrebbero avere gratis ( o quasi) uno di qualità superiore, boh. Ed infine mi muovo in bici perché mi piace, mi diverto, fa bene alla salute, all'ambiente e pure al portafoglio, a differenza dell'auto che sono costretto a prendere dal lunedì al venerdì per mancanza di alternative, che fa male a tutto. Insomma, se nelle sue osservazioni il il dr.Magni a visto un sacco di gente "strana", non vorrei che la medesima impressione l'abbiano avuta gli osservati guardando lui...
Ho letto l'intervento del dr. Magni e sinceramente sono rimasto basito. Non capisco se lui abbia una concezione strana della montagna o se sia io che dopo 36 anni (la mia età) di orgogliosa frequentazione della montagna posso avere una visione troppo personale. Sinceramente io appartengo in pieno a quella categoria di fruitori della montagna che pranza al sacco - beve acqua delle fontane - si muove in bicicletta per non prendere la macchina. Intanto sono stato abituato a pranzare al sacco innanzitutto perché non sempre ci sono rifugi e non sempre sono aperti. Pranzare all'aperto significa godersi appieno l'ambiente in cui si è immersi, ascoltare i rumori della natura, prendersi del tempo per osservare con un binocolo e il paesaggio sperando di avere la fortuna di scorgere qualche animale selvatico... l'ho sempre fatto, tutti quelli che conosco che frequentano la montagna uguale e nessuno si è mai vergognato, proprio perché lo fanno tutti! Dove ci sono fontane, io bevo sempre e solo quell'acqua. Le volte che mi fermo al rifugio guardo sempre incuriosito la gente che si fa portare l'acqua in bottiglietta quando è magari disponibile quella potabile (non è così dappertutto purtroppo), pagano per avere un prodotto che è stato in giro mesi nella plastica quando potrebbero avere gratis ( o quasi) uno di qualità superiore, boh. Ed infine mi muovo in bici perché mi piace, mi diverto, fa bene alla salute, all'ambiente e pure al portafoglio, a differenza dell'auto che sono costretto a prendere dal lunedì al venerdì per mancanza di alternative, che fa male a tutto. Insomma, se nelle sue osservazioni il il dr.Magni a visto un sacco di gente "strana", non vorrei che la medesima impressione l'abbiano avuta gli osservati guardando lui...
Marco
Il pranzo al sacco è soltanto una immagine inserita in un contesto socio-economico assai più complesso che il dr. Magni - a mio parere - ha molto bene esposto ricorrendo, appunto, a uno stereotipo. Le bellezze del pranzo al sacco, sono certo, le conosce molto ma molto bene. Non era certo questo il suo intento.
























