Riflessioni sul "DAS": di chi è l'impianto? E quale rapporto c'è col privato?
Gentile redazione,
ho letto con interesse la notizia dell'attivazione del nuovo sistema DAS che pare stia portando copertura telefonica nelle vie del centro storico di Merate. Da residente, non posso che essere contento. Detto questo, leggendo l'articolo mi è rimasta addosso una domanda che vorrei girare a voi e, tramite voi, all'Amministrazione. Perché mi pare che si sia raccontato bene il "cosa" (la copertura è arrivata), ma si sia sorvolato completamente sul "chi paga chi". Provo a spiegarmi. Si parla di un'azienda che ha sviluppato e realizzato l'impianto, e dice che tutti gli operatori telefonici sono oggi attivi sul sistema. Bene. Ma allora mi chiedo: che rapporto c'è tra il Comune e questa azienda che ha installato l'impianto? E soprattutto: di chi è, adesso, questo impianto? Del Comune o dell'azienda privata? Perché la differenza non è da poco. Se l'ha pagato il Comune con le tasse dei meratesi, e l'impianto poi serve agli operatori telefonici (TIM, Vodafone, WindTre e gli altri), per far viaggiare il loro traffico, allora vorrei capire una cosa semplice: questi operatori, per usare l'impianto, pagano qualcosa? E se pagano, a chi vanno quei soldi? Al Comune o all'azienda privata che l'ha realizzato? Perché il sospetto del cittadino comune, mi perdonerete la franchezza, è questo: che abbia pagato il Comune l'infrastruttura, che l'azienda installatrice si faccia poi pagare un canone dagli operatori per l'uso, e che gli operatori (che sono aziende private con i loro utili e con obblighi di copertura legati alle licenze che già pagano allo Stato), si ritrovino il problema risolto senza aver messo un euro. In pratica: l'investimento pubblico, il ricavo privato. Se le cose stanno così, qualcuno dovrebbe spiegarci perché sia giusto. Non voglio fare il processo alle intenzioni: magari il Comune ha negoziato bene, magari è proprietario dell'impianto e incassa lui i canoni, magari rientrerà della spesa. Sarebbe un'ottima notizia. Chiudo con una nota più tecnica: il DAS in sé non è una tecnologia nuova, esiste da decenni ed è ampiamente diffuso nel mondo. È un sistema di antenne distribuite a bassa potenza che ridistribuiscono il segnale mobile in luoghi dove le antenne tradizionali non arrivano bene. È usatissimo in contesti chiusi o aree open affollate: aeroporti, stazioni, metropolitane, stadi, ospedali, centri commerciali, grattacieli, tunnel. Quindi installazioni ce ne sono a migliaia in Italia e nel mondo, non si parli quindi di tecnologia di frontiera o di esperimento tecnologico unico. Ringrazio per l'attenzione e per il lavoro che fate.
ho letto con interesse la notizia dell'attivazione del nuovo sistema DAS che pare stia portando copertura telefonica nelle vie del centro storico di Merate. Da residente, non posso che essere contento. Detto questo, leggendo l'articolo mi è rimasta addosso una domanda che vorrei girare a voi e, tramite voi, all'Amministrazione. Perché mi pare che si sia raccontato bene il "cosa" (la copertura è arrivata), ma si sia sorvolato completamente sul "chi paga chi". Provo a spiegarmi. Si parla di un'azienda che ha sviluppato e realizzato l'impianto, e dice che tutti gli operatori telefonici sono oggi attivi sul sistema. Bene. Ma allora mi chiedo: che rapporto c'è tra il Comune e questa azienda che ha installato l'impianto? E soprattutto: di chi è, adesso, questo impianto? Del Comune o dell'azienda privata? Perché la differenza non è da poco. Se l'ha pagato il Comune con le tasse dei meratesi, e l'impianto poi serve agli operatori telefonici (TIM, Vodafone, WindTre e gli altri), per far viaggiare il loro traffico, allora vorrei capire una cosa semplice: questi operatori, per usare l'impianto, pagano qualcosa? E se pagano, a chi vanno quei soldi? Al Comune o all'azienda privata che l'ha realizzato? Perché il sospetto del cittadino comune, mi perdonerete la franchezza, è questo: che abbia pagato il Comune l'infrastruttura, che l'azienda installatrice si faccia poi pagare un canone dagli operatori per l'uso, e che gli operatori (che sono aziende private con i loro utili e con obblighi di copertura legati alle licenze che già pagano allo Stato), si ritrovino il problema risolto senza aver messo un euro. In pratica: l'investimento pubblico, il ricavo privato. Se le cose stanno così, qualcuno dovrebbe spiegarci perché sia giusto. Non voglio fare il processo alle intenzioni: magari il Comune ha negoziato bene, magari è proprietario dell'impianto e incassa lui i canoni, magari rientrerà della spesa. Sarebbe un'ottima notizia. Chiudo con una nota più tecnica: il DAS in sé non è una tecnologia nuova, esiste da decenni ed è ampiamente diffuso nel mondo. È un sistema di antenne distribuite a bassa potenza che ridistribuiscono il segnale mobile in luoghi dove le antenne tradizionali non arrivano bene. È usatissimo in contesti chiusi o aree open affollate: aeroporti, stazioni, metropolitane, stadi, ospedali, centri commerciali, grattacieli, tunnel. Quindi installazioni ce ne sono a migliaia in Italia e nel mondo, non si parli quindi di tecnologia di frontiera o di esperimento tecnologico unico. Ringrazio per l'attenzione e per il lavoro che fate.
Arrigo
























