Ancora sull'agosto '43

Articolo: Agosto'43: Mussolini sul Gran Sasso

Gentile Sig. Conrater, se Le fa piacere, vorrei integrare il Suo intervento sul periodo più controverso della Seconda Guerra Mondiale in Italia, quello che portò il Paese alla sanguinosa guerra civile. 1) Sul trasferimento di Mussolini dalla Maddalena al Gran Sasso. Lei si chiedeva il motivo dello spostamento. Esso fu dettato dal fatto che i tedeschi lo avevano localizzato e stavano preparando un’azione con una flottiglia navale. Fu Hitler a rinviare l’operazione di alcuni giorni per riorganizzarla. Quel rinvio fu decisivo e permise al Comando italiano di spostare il prigioniero in un’altra località. Fu scelto l’albergo di Campo Imperatore perché la zona era ritenuta più sicura e facilmente difendibile, essendo raggiungibile solo tramite funivia. Tuttavia, nessuno dei responsabili della sicurezza aveva messo in preventivo un possibile intervento dal cielo. 2) Sull'ipotesi che se Mussolini fosse stato preso dagli Alleati non ci sarebbe stata la guerra civile. Questa ipotesi è plausibile. Avrebbe permesso alla Resistenza di impostare una lotta nazionale e popolare contro il solo occupante tedesco. La consegna dell’ex Duce e degli alti gerarchi alle Nazioni Unite, come allora si definivano gli Alleati, era infatti una delle condizioni previste nell’Armistizio lungo firmato a Malta il 29 settembre. Mussolini era terrorizzato da questa eventualità, tant’è che, appresa la notizia, avrebbe tentato una forma di suicidio per evitarla. Se le cose andarono diversamente, fu conseguenza del caos che seguì la fuga da Roma della Monarchia e degli alti vertici dello Stato e dell’Esercito, i quali impartirono ordini contraddittori e privi di chiarezza operativa, che portarono allo sbandamento e alla disfatta dell’esercito italiano. Anche per la prigionia di Mussolini furono emanate disposizioni contrastanti: da un lato, in caso di tentativo tedesco, il Duce non doveva essere liberato vivo; dall’altro, la linea impartita dal Capo della Polizia ai custodi fu quella di non ricorrere all’uso delle armi e di non spargere sangue inutilmente in caso di tentativo di liberazione. Questo dilemma, unito all’imprevedibilità e alla rapidità del blitz dei paracadutisti tedeschi, fece sì che la liberazione avvenisse senza spargimento di sangue. Il ritorno sulla scena politica di Mussolini, sebbene si fosse autodefinito "cadavere vivente" e "uomo per tre quarti morto", accettando il diktat tedesco di creare il governo fantoccio della RSI, ebbe anche una funzione di argine nei confronti dei tedeschi, che consideravano gli italiani dei traditori da punire con misure durissime, sul modello di quanto attuato in Polonia. In conclusione: se l’avvento della RSI portò inevitabilmente alla sanguinosa guerra civile, scavando un solco di odio e di lutti, dall’altra parte evitò che l’Italia venisse trattata come la Polonia, con conseguenze forse ancor più nefaste di quelle che furono realmente. Cordialità 
Alessandro
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