Paderno: Sergio Redaelli, oltre 30 anni per l'Auser
Dal 1995, anno in cui l’associazione è nata, Sergio Redaelli presta la sua opera come volontario dell’Auser Filo d’Argento del Meratese.
Dopo aver concluso l’attività lavorativa all’Alcatel di Vimercate andando in pre-pensionamento, è stato uno dei venti neo-pensionati che il 2 novembre di trentuno anni fa hanno deciso di dare vita al sodalizio.
E ancora oggi, ottantenne, non pensa minimamente di lasciare l’incarico.

“Finché resisto continuerò, ho solo ridotto un po’ le attività”.
Fare volontariato fa bene alla salute. Almeno così sembra, guardando il suo fisico asciutto, ascoltando il suo discorrere vivace e la prontezza nel rispondere alle domande dell’intervistatrice.
“Come volontari non abbiamo un numero fisso di ore da destinare all’associazione, ci sono stati anni in cui partivo al mattino e rientravo al pomeriggio. Accompagnavamo i ragazzi diversamente abili dei Comuni del Meratese fino a Lecco e poi tornavamo a riprenderli. Ricordo un ragazzo di Paderno che accompagnavo al don Gnocchi di Inverigo.”
L’associazione garantisce servizi in convenzione con diversi Comuni: il primo è stato Paderno, poi sono arrivati Verderio, Lomagna, Montevecchia e altri ancora.
Oltre ai servizi in convenzione ci sono quelli per i privati, come l’accompagnamento di persone anziane per visite mediche, cure o esami.

“Si va via al mattino e non si sa quando si torna. Si va a Lecco, Como, Milano, è capitato anche di andare per un accompagnamento al San Matteo di Pavia”.
Sua moglie non si lamentava?
“Qualche volta diceva che facevo troppi turni”.
Ma quando poi la signora compare a fine intervista si capisce che deve aver condiviso la passione del marito.
In questo lungo lasso di tempo Redaelli ha visto l’associazione crescere, prima con il presidente Gianfranco Ramelli e oggi con la presidente Betty Mapelli.
“I volontari sono aumentati e anche i mezzi di trasporto a disposizione, alcuni sono in comodato d’uso. Io fino a due anni fa ero nel Direttivo, adesso ho lasciato per far entrare i giovani. I primi anni, oltre al trasporto, avevo anche l’incarico di programmare i servizi: oggi questo compito lo svolge Elena, che è bravissima”.
Aumentano i servizi – tra i più recenti c’è l’accompagnamento a Trescore per le cure termali – e aumentano gli utenti.

“Ci chiamano anche da comuni che sarebbero fuori zona, come per esempio Bernareggio, ma se possiamo noi andiamo”.
Nel 2021, insieme ad altri volontari “storici”, è stato premiato con targa e pergamena nel corso di una cerimonia molto partecipata.
“Ero emozionatissimo, non riuscivo neanche a parlare dall’emozione”.
Ma che cosa l’ha spinto a fare volontariato?
“Eravamo un gruppo di amici e l’amicizia fa da cemento. Purtroppo negli anni alcuni sono mancati”.
Quindi consiglierebbe a chi legge di prestare la propria opera come volontario?
“Aiutare gli altri è una bella soddisfazione. Ma bisogna sentirlo”.
E così dicendo sfiora con la mano destra il cuore.
Dopo aver concluso l’attività lavorativa all’Alcatel di Vimercate andando in pre-pensionamento, è stato uno dei venti neo-pensionati che il 2 novembre di trentuno anni fa hanno deciso di dare vita al sodalizio.
E ancora oggi, ottantenne, non pensa minimamente di lasciare l’incarico.

“Finché resisto continuerò, ho solo ridotto un po’ le attività”.
Fare volontariato fa bene alla salute. Almeno così sembra, guardando il suo fisico asciutto, ascoltando il suo discorrere vivace e la prontezza nel rispondere alle domande dell’intervistatrice.
“Come volontari non abbiamo un numero fisso di ore da destinare all’associazione, ci sono stati anni in cui partivo al mattino e rientravo al pomeriggio. Accompagnavamo i ragazzi diversamente abili dei Comuni del Meratese fino a Lecco e poi tornavamo a riprenderli. Ricordo un ragazzo di Paderno che accompagnavo al don Gnocchi di Inverigo.”
L’associazione garantisce servizi in convenzione con diversi Comuni: il primo è stato Paderno, poi sono arrivati Verderio, Lomagna, Montevecchia e altri ancora.
Oltre ai servizi in convenzione ci sono quelli per i privati, come l’accompagnamento di persone anziane per visite mediche, cure o esami.

Con la presidente Betty Mapelli
“Si va via al mattino e non si sa quando si torna. Si va a Lecco, Como, Milano, è capitato anche di andare per un accompagnamento al San Matteo di Pavia”.
Sua moglie non si lamentava?
“Qualche volta diceva che facevo troppi turni”.
Ma quando poi la signora compare a fine intervista si capisce che deve aver condiviso la passione del marito.
In questo lungo lasso di tempo Redaelli ha visto l’associazione crescere, prima con il presidente Gianfranco Ramelli e oggi con la presidente Betty Mapelli.
“I volontari sono aumentati e anche i mezzi di trasporto a disposizione, alcuni sono in comodato d’uso. Io fino a due anni fa ero nel Direttivo, adesso ho lasciato per far entrare i giovani. I primi anni, oltre al trasporto, avevo anche l’incarico di programmare i servizi: oggi questo compito lo svolge Elena, che è bravissima”.
Aumentano i servizi – tra i più recenti c’è l’accompagnamento a Trescore per le cure termali – e aumentano gli utenti.

“Ci chiamano anche da comuni che sarebbero fuori zona, come per esempio Bernareggio, ma se possiamo noi andiamo”.
Nel 2021, insieme ad altri volontari “storici”, è stato premiato con targa e pergamena nel corso di una cerimonia molto partecipata.
“Ero emozionatissimo, non riuscivo neanche a parlare dall’emozione”.
Ma che cosa l’ha spinto a fare volontariato?
“Eravamo un gruppo di amici e l’amicizia fa da cemento. Purtroppo negli anni alcuni sono mancati”.
Quindi consiglierebbe a chi legge di prestare la propria opera come volontario?
“Aiutare gli altri è una bella soddisfazione. Ma bisogna sentirlo”.
E così dicendo sfiora con la mano destra il cuore.
A.Vi.
























